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Take care

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Ginnastica riabilitativa ortopedica da fare a casa: i consigli dell’esperto

Il fisioterapista di Habilita Davide Terranova, dà qualche consiglio ai pazienti che stavano affrontando un percorso riabilitativo di tipo strutturale e ortopedico prima delle restrizioni Covid

Settimana scorsa, nella nostra rubrica Take care, abbiamo parlato di come fare esercizio fisico in questi giorni di isolamento. Oggi, sempre grazie al fisioterapista di Habilita Davide Terranova, proviamo a dare qualche consiglio riabilitativo ai pazienti che già stavano affrontando un percorso riabilitativo di tipo strutturale e ortopedico prima del lockdown e anche qualche consiglio per chi, in questi giorni, soffre di alcune delle più frequenti problematiche muscolo scheletriche.

Davide Terranova

Creare un programma riabilitativo generalizzato non è semplice, in quanto, ogni paziente è unico e sviluppa strategie di recupero con tempistiche e modalità differenti. Il primo consiglio è naturalmente quello di proseguire il programma che si stava svolgendo con il fisioterapista. La gran parte dei colleghi, a maggior ragione in questo periodo, è disposta a dare consigli telefonici mirati al recupero funzionale in autonomia o addirittura con videochiamata. Se questo non fosse possibile cerchiamo di analizzare le possibili strategie da adottare volte alla riabilitazione.

Nel caso di problematiche alla colonna vertebrale,le patologie che potremmo ritrovare sono sicuramente le lombalgie e cervicalgie: in altre parole dolore al tratto lombare e cervicale, o problematiche più serie come ad esempio, meniscectomie o stabilizzazioni di un segmento rachideo. In questi casi l’elemento cardine sicuramente rimane il movimento in quanto la sedentarietà, oltre ad essere un elemento controproducente, rallenta i processi di cicatrizzazione e diminuisce la vascolarizzazione delle aree interessate aumentando così la sintomatologia dolorosa.

Utilizziamo tutta l’attrezzistica che abbiamo a disposizione a casa: cyclette e tapis roulant per i più fortunati, scale e corridoi per tutti gli altri. Altro aspetto fondamentale è cercare di mantenere le catene muscolari in equilibrio mantenendo le sinergie tra di esse. La catena posteriore è solitamente quella più incline alla retrazione, per cui è fondamentale effettuare stretching graduale della stessa. Un esercizio su tanti è quello di sdraiarsi su di un materassino in posizione supina con i talloni appoggiati al muro, ginocchia leggermente flesse e mantenendo una distanza tra glutei e muro tale da sentire “tirare” la parte posteriore della coscia e del ginocchio, cercando quindi di raddrizzare gli arti inferiori. Attenzione a non sollevare le natiche da terra in quanto questo comporterebbe un compenso alla zona lombare controproducente all’obiettivo.

esercizio arti inferiori

Altro utile esercizio per ridurre la tensione al rachide: sempre in posizione supina con le gambe flesse, cercate l’allungamento della parte posteriore del rachide cervicale creando il cosiddetto “doppio mento”e mantenendo la testa appoggiata al suolo. L’esecuzione di esercizi di ginnastica posturale sono indicati per queste problematiche. Dalla posizione supina a gambe flesse solleviamo in sedere e manteniamo in asse tronco e cosce per 10 volte, per complicare l’esercizio distendere una gamba durante la fase attivazione e e fletterla mentre si raggiunge la posizione di partenza. Sempre da supino con braccia conserte verso l’alto e ginocchia flesse, ruotare la braccia a destra e le gambe a sinistra cercando di raggiungere i massimi gradi di rotazione consentiti da nostro corpo. Per terminare con la posizione supina effettuare l’attivazione dei muscoli addominali mediante la solita posizione di partenza, appoggiare le mani verso le ginocchia ed espirando sollevarci leggermente per toccare l’apice delle stesse.

In posizione quadrupedica cercare di estendere un arto alla volta cercando di trazionare il più possibile lo stesso nella medesima direzione, per complicare tale esercizio associare l’estensione incrociata di braccia e gambe.

Oltre questi esercizi vi consiglio di effettuare esercizi di ginnastica posturale reperibili sulle varie piattaforme video scegliendo esercizi alla vostra portata ed escludendo quelli più complicati e di difficile esecuzione.

Spostandoci sulle problematiche degli arti le più ricorrenti sono alle spalle, alle anche e alle ginocchia.

Le patologie che interessano la spalla, si manifestano principalmente con dolore nella zona anteriore dell’articolazione scapolo-omerale da distinguersi rispetto a disfunzioni delle radici nervose con sintomatologia caratteristica di irradiazione al spalla, braccio e mano. Una buona diagnosi differenziale è utile per distinguere una problematica di tipo nervoso, nella fattispecie ernie cervicali epatologie nervose con sintomatologia ben distinta rispetto a problemi di natura articolare e muscolare, solitamente presenti proprio nell’area dolente.

riabilitazione Habilita

Il programma da svolgere per quanto riguarda le sindromi cervicali con irradiazione, sono simili a quelle sopracitate ovvero blande mobilizzazioni, stretching e un equilibrato rinforzo delle catene muscolari.

Per le problematiche di tipo strutturale/traumatiche sicuramente un approccio farmacologico soprattutto nel primo periodo non è da escludere, associato poi a del ghiaccio più volte al giorno per un periodo di circa mezzora con applicazioni di 5 minuti con altrettanti di stop nell’applicazione.

Una volta che il dolore si riduce cercare di effettuare dei blandi movimenti con il braccio associando, anche in questo caso, stretching e rinforzo. Per l’auto-mobilizzazione partire in posizione supina effettuando movimenti di circonduzione graduali sempre più ampi per poi effettuare gli stessi movimenti in stazione eretta e iniziare quindi la fase di rinforzo muscolare, ad esempio, con degli elastici. Non avendo a casa materiale riabilitativo si possono utilizzare gli elastici che si usano per i portapacchi dell’auto facendo molta attenzione ai mezzi di fissaggio. Effettuare quindi il rinforzo insistendo soprattutto sulla muscolatura che permette l’intra ed extrarotazione con gomito flesso ad angolo retto e ben adeso al fianco fissando un’estremità dell’elastico e una volta portato nella corretta trazione eseguite tre serie di 10 ripetute. Portare poi il braccio verso l’alto e in basso utilizzando una tensione tale che vi permetta un movimento fluido senza affaticare eccessivamente il compartimento interessato. Molto utile è il potenziamento di bicipiti e tricipiti dalla posizione seduta con dei pesi non troppo eccessivi e per i più temerari l’esecuzione di flessioni, meglio se facilitate con ginocchia a terra.

Per gli arti inferiori, soprattutto per pazienti che hanno subito interventi di anca ai quali è doveroso richiamare l’attenzione sulle norme di antilussazione, ovvero evitare di dormire sul fianco operato, non flettersi per raccogliere oggetti caduti o indossare gli indumenti quali calzini pantaloni e scarpe, l’invito è ad approcciarsi alla deambulazione in modo graduale e senza compensi, investendo molto sulla qualità della deambulazione piuttosto che dell’autonomia soprattutto se associata a zoppia. Meglio aspettare qualche giorno ad abbandonare le stampelle, piuttosto che anticipare i tempi anche se asintomatici, ritrovandosi in futuro a dover gestire problematiche dolorose e di difficile risoluzione.

Per le protesi di ginocchio le raccomandazioni sono simili a parte quelle di antilussazione. In entrambi i casi l’attenzione va riposta alla mobilità articolare e al rinforzo muscolare di quei muscoli che dopo un intervento chirurgico vanno fisiologicamente incontro a riduzione della massa muscolare. Le tempistiche di recupero sono ben più superiori rispetto a quelle della perdita di massa. La propriocettività è quella sensibilità profonda che permette all’articolazione una buona stabilità e va stimolata il più possibile attraverso esercizi su tavolette propriocettive e superfici di spessore e densità differenti. In questo caso i cuscini di casa risultano essere molto utili. Senza questo lavoro, l’accettazione al carico risulta difficoltosa così come il recupero attivo muscolare. Alcuni esercizi di rinforzo: con una cavigliera di un chilogrammo in posizione supina con gambe flesse, raddrizzare un gamba alla volta per almeno tre serie da 10 ripetizioni, disegnare l’alfabeto con gamba estesa è un ottimo consiglio e coloro che riescono a disegnare le 21 lettere senza fermarsi hanno raggiunto una buona condizione muscolare. La gestione del dolore anche in questo caso va affrontata come nella spalla.

Per concludere la mobilità di un sistema complesso come il nostro corpo è di vitale importanza e mantenerlo attivo ed efficiente è nostra responsabilità. Non abbiate paura a provare nuovi esercizi ma ricordate che devono essere mirati al vostro scopo e soprattutto devono consentirvi di effettuare il training in totale sicurezza.

Da riabilitatore è doveroso però dare un piccolo consiglio ai pazienti con malattie neurologiche quali malattia di Parkinson e Sclerosi multipla e ictus. Purtroppo non è semplice stilare un programma per queste patologie di ben più complessa rieducazione. In letteratura però viene ricordato come l’esercizio fisico come ad esempio il cycling con cyclette o ciclo-armoergometro sia importante in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo. Mi rivolgo quindi ai familiari che assistono i propri cari che, mai come in questo momento, risultino fondamentali per il benessere dei pazienti.

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