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Da fine gennaio a oggi: l’emergenza a Bergamo e provincia giorno per giorno

L’evoluzione temporale della pandemia nella Bergamasca: dalla prima task force regionale di fine gennaio fino alle ultime ore, con gli ospedali che hanno rischiato più volte il collasso e l’apertura dell’ospedale da campo.

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23.03 – Bergamo piange Don Fausto Resmini, all’ospedale da campo ci sarà Emergency – 6.471 positivi

Nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 marzo muore don Fausto Resmini, a 67 anni: un sacerdote molto conosciuto e attivo a Bergamo, sempre al fianco degli ultimi al Patronato San Vincenzo di don Bepo Vavassori, creatore della Comunità don Milani di Sorisole e cappellano del carcere.

Le onoranze funebri annunciano di essere al limite delle proprie possibilità: la Lia si dice pronta a sospendere l’attività in caso di mancato sostegno.

Bergamo è arrivata a un mese dall’inizio dell’emergenza ma non ha tempo di fare bilanci: all’ospedale da campo si corre, 24 ore su 24, con la posa della pavimentazione e la notizia dell’arrivo dei medici di Emergency.

24.03 – L’esercito anche a Ponte San Pietro per portare via le bare – 6.728 positivi

Le immagini drammatiche che già per due volte Bergamo ha dovuto sopportare, questa volta si spostano a Ponte San Pietro: l’esercito si reca in un capannone di via Papa Giovanni, nel quartiere Villaggio, per portare via altre 33 salme destinate alla cremazione.

È la giornata in cui il grido d’allarme dei medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII arriva al New England Journal of Medicine: “Il nostro ospedale è altamente contaminato e siamo già oltre il punto del collasso”.

Per la maggiore struttura ospedaliera della provincia l’assessore Gallera annuncia l’arrivo in supporto di una trentina di medici russi, mentre alcuni pazienti vengono trasferiti per via aerea a Lipsia, in Germania.

A preoccupare è anche un’altra denuncia, arrivata dalla Federazione medici di famiglia Lombardia: “A Bergamo sono almeno 1.800 i pazienti trentenni con polmonite da Covid-19”.

Risulta positivo anche il primo calciatore dell’Atalanta: è Marco Sportiello.

25.03 – A Bergamo rientrano le ceneri di 113 defunti, Belotti commosso in Aula – 7.072 positivi

Il vescovo Francesco Beschi, il sindaco Giorgio Gori, il comandante provinciale dei carabinieri Paolo Storoni, la comandante della Polizia Locale Gabriella Messina e l’assessore Giacomo Angeloni mercoledì 25 marzo, nel pomeriggio, hanno accolto e salutato il rientro in città di 113 urne di altrettanti concittadini, rientrati in mattinata, grazie ai carabinieri, da Bologna, Modena, Ferrara e Copparo, dove le salme son state cremate nei giorni scorsi: è una nuova straziante immagine della Bergamo ferita.

Dalla Regione Fontana annuncia l’arrivo a Bergamo di 150 specialisti russi che lavoreranno nell’ospedale da campo.

Fa il giro d’Italia il video dell’intervento alla Camera del deputato bergamasco della Lega Daniele Belotti, in lacrime mentre chiede chiarezza al Governo sul numero dei decessi in Bergamasca.

26.03 – Confindustria Bergamo: “Non ci siamo mai opposti alla chiusura” – 7.458 positivi

Dopo le accuse, velate e non, il presidente di Confindustria Bergamo Stefano Scaglia replica: “Lo dico forte e chiaro: Confindustria non si è mai opposta alla chiusura. Ricordo però che in quei giorni la situazione era completamente diversa da quella che conosciamo oggi: le imprese erano aperte, la gente andava allo stadio e a sciare, e parte importante del mondo scientifico diceva che questa era poco più di una influenza”.

Da via Tasso il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli richiama all’unità: “Basta scontri politici, lavoriamo insieme per uscire dall’emergenza”. E poi propone: martedì 31 marzo bandiere a mezz’asta in tutti i Comuni della Bergamasca.

In serata un nuovo aiuto per Bergamo: rinforzi di medici volontari arrivati da altre regioni atterrano all’aeroporto di Orio al Serio.

27.03 – Arrivano le mascherine per i Comuni, i medici russi sanificano case di riposo – 8.060 positivi

In provincia di Bergamo inizia la distribuzione della prima tranche di 32.400 per ogni realtà comunale, rapportate al numero di abitanti.

È una giornata di lutto per la Val Brembana che perde un sindaco storico: è Piero Busi, ex primo cittadino di Valtorta, scomparso a 86 anni.

Sul proprio profilo twitter il sindaco di Bergamo Giorgio Gori scrive alcuni dati molto chiari nella loro crudezza:”A Bergamo, dall’1 al 24 marzo, i decessi dei residenti a Bergamo sono stati 446, 348 più della media degli ultimi anni (98). I decessi ufficialmente dovuti a #Covid19 nel periodo sono 136. Ce ne sono 212 in più”.

Le squadre speciali russe, intanto, iniziano a sanificare le Rsa.

La Regione decide di potenziare l’assistenza ad Alzano, Nembro e Albino, con l’incremento delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale.

28.03 – La Protezione Civile: “Zona rossa a Bergamo? Misure sono state appropriate” – 8.349 positivi

Il capo della Protezione Civile Giulio Borrelli risponde a una domanda sulla mancata istituzione della zona rossa nei comuni della Media Val Seriana: “Le misure adottate dal Governo credo siano state le più appropriate in un momento storico nel quale si poneva quella decisione. Una decisione presa sulla base di quelle che erano le esigenze organizzative di controlli e omogeneizzazione delle misure a livello nazionale e tra le regioni interessate”.

Conte firma un nuovo decreto che dispone 4,3 miliardi per i Comuni, destinati a chi non si può permettere di fare la spesa.

L’Arma piange un’altra vittima, il maresciallo Fabrizio Gelmini, 58 anni, in servizio alla stazione di Pisogne.

L’esercito torna ancora a Ponte San Pietro: 34 salme prelevate dal capannone nel quartiere Villaggio e destinate al forno crematorio di Gemona del Friuli.

In mattinata i militari russi si spostano da Alzano ad Albino, per sanificare le due strutture Rsa della Fondazione Honegger.

A Orio al Serio intanto un A310 dell’aviazione militare tedesca trasferisce sei pazienti affetti da coronavirus da Bergamo alle strutture sanitarie di Colonia, Bonn e Bochum.

29.03 – Le Rsa: “600 morti in 20 giorni” , l’Albania invia 30 medici – 8.527 positivi

Costrette ogni giorno a vedere decine e decine dei propri ospiti andarsene, le Rsa scrivono disperate ad Ats e Regione Lombardia, segnalando già 600 morti in 20 giorni e quasi duemila operatori su cinquemila a casa in malattia.

Per gli ospedali di Bergamo e Brescia arrivano 30 medici dall’Albania, insieme al bel messaggio di solidarietà del primo ministro albanese Edi Rama.

Tra le vittime del Coronavirus c’è anche Angelo Rottoli, considerato il miglior pugile di sempre della scena bergamasca.

Un’ottima notizia arriva dall’ospedale da campo, dove si continua a lavorare senza sosta e a pieno ritmo: la multinazionale francese Air Liquide consegna i serbatoi d’ossigeno che sosterranno la respirazione di tutti i 142 pazienti.

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