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Da fine gennaio a oggi: l’emergenza a Bergamo e provincia giorno per giorno

L’evoluzione temporale della pandemia nella Bergamasca: dalla prima task force regionale di fine gennaio fino alle ultime ore, con gli ospedali che hanno rischiato più volte il collasso e l’apertura dell’ospedale da campo.

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09.03 – Tutta Italia “zona protetta”: i negozi di Bergamo si “auto-isolano” – 1.245 positivi

I chiarimenti sul decreto e sui relativi controlli fanno “spuntare” il modulo di autocertificazione: chiunque venga fermato dovrà compilarlo per giustificare il motivo del proprio spostamento e la veridicità della dichiarazione verrà verificata anche in un secondo momento dalle forze dell’ordine. Si rischia una denuncia e una multa.

A Bergamo l’associazione delle Botteghe di Bergamo Alta propone la chiusura di tutti gli esercizi per due settimane, per fermare il contagio: proposta rilanciata anche da Nicola Viscardi del Distretto Urbano del Commercio.

Il sindaco Gori torna a fare appello ai propri cittadini: “Ci siamo mossi tardi ma è il momento di fermarsi, tutti devono fare la propria parte. Fino a pochi giorni fa pensavamo che l’allarme potesse durare qualche settimana, che fosse sufficiente rispettare le regole, mantenere distanza. Ora siamo chiamati ad andare oltre ai decreti: ogni cittadino deve fare la propria parte. Restare a casa è l’unica soluzione, significa anche non andare al lavoro, se è possibile lavorare da casa. Un appello che rivolgo anche alle imprese: sappiamo che i danni saranno pesantissimi, ed è giusto chiedere già oggi al governo sostegni. Ma è qualcosa che viene dopo la salute e questo implica anche la sospensione delle attività produttive”.

L’esodo dalla Lombardia e dalle altre zone ad alto contagio costringe a nuove misure: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia che tutta Italia diventa zona protetta.

10.03 – Esplode la solidarietà: tra volontariato e donazioni – 1.472 positivi

Negozi che consegnano a domicilio, squadre di volontari coordinate dai Comuni per permettere alle persone anziane o malate di non uscire di casa: a Bergamo si riscopre il valore del fare comunità, come arma primaria contro la diffusione del virus.

Intanto si moltiplicano le iniziative a supporto degli ospedali: cospicue donazioni, a Seriate addirittura di una Tac mobile arrivata dall’Olanda grazie allo sforzo di un gruppo di 15 imprenditori bergamaschi, coordinati dall’Accademia dello Sport per la Solidarietà.

È anche il giorno delle prime denunce per inosservanza delle disposizioni contenute nel decreto della presidenza del consiglio dei ministri.

Ma la Lombardia, per bocca dell’assessore Gallera, non è ancora soddisfatta: “Stiamo valutando un eventuale inasprimento molto più forte, con la chiusura di tutte le attività produttive e del trasporto locale. Si tratta di una corsa quotidiana contro il tempo”.

Fontana aggiunge: “I sindaci chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso, tranne i servizi essenziali, per ripartire il prima possibile”.

11.03 – Il Coronavirus “pandemia”, nuovo decreto e a Bergamo record di casi – 1.815 positivi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara “pandemia” il Coronavirus.

La provincia di Bergamo, intanto, diventa quella più colpita in Lombardia: “Ormai ha la maggioranza dei casi – sottolinea Gallera – Tutti i presidi sono sotto stress, da Seriate, Bergamo Est, il Papa Giovanni che è quasi al limite e pure Bergamo Ovest”.

In serata, dopo una piccola polemica con la Regione Lombardia, il premier Conte firma un nuovo decreto: chiuse tutte le attività commerciali, esclusi alimentari e farmacie.

12.03 – Hotel a disposizione per i pazienti dimessi, si creano dal nulla posti di terapia intensiva – 2.136 positivi

La Lombardia, che chiedeva comunque più rigore, accoglie con favore le nuove decisioni governative. E l’assessore Gallera aggiorna il dato sulle terapie intensive, una costante ricerca di nuovi posti letto per fronteggiare l’emergenza e gestire i pazienti più gravi: si arriva a 1.067 posti.

A Bergamo, nella gara di solidarietà in atto che travolge gli ospedali, l’Antico Borgo La Muratella di Cologno al Serio e il Cristallo Palace di Bergamo si mettono a disposizione per accogliere i pazienti in dimissione che non possono rientrare a domicilio o che hanno comunque bisogno di assistenza medica.

“Ringrazio Elisabetta Fabri e Gianluca Marcucci che in tempi stretti hanno messo a disposizione le loro strutture – commenta Massimo Giupponi, direttore generale di ATS Bergamo – In questo modo avremo numerosi posti a disposizione e riusciremo a dare una mano ai nostri ospedali impegnati nel reperimento di posti letto per la terapia intensiva”.

Tra i positivi anche Manolo Gabbiadini, attaccante bergamasco della Sampdoria

13.03 – Cene piange il sindaco Valoti, i dubbi sulla conta dei morti – 2.368 positivi

Bergamo e Treviglio puntano sulla pulizia: oltre a quella personale anche degli spazi pubblici, così dalle prime ore del mattino inizia un intervento di igienizzazione straordinaria.

La giornata, purtroppo, si apre anche con la notizia della scomparsa di Giorgio Valoti, storico sindaco di Cene morto a 70 anni all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dopo che già dalla serata precedente le sue condizioni si erano aggravate.

E sul dato ufficiale dei decessi gli amministratori iniziano ad avere seri dubbi: “Dallo scorso fine settimana è stato un crescendo di decessi, numeri mai visti per Bergamo – sottolinea l’asssessore Angeloni – 18 sabato, 44 tra domenica e lunedì, 33 martedì, 51 mercoledì. C’è una sepoltura ogni mezz’ora”.

Intanto le aziende iniziano a chiudere una dopo l’altra: Brembo, Bonaldi, Pedrini, Lucchini, Foppapedretti, Pinalli, Coin, Studio BNC.

L’Istituto Mario Negri lancia l’allarme: “Se l’aumento del numero di pazienti infetti seguirà l’andamento esponenziale anche la prossima settimana, ci potrebbero essere più di 30mila infetti in pochi giorni”.

14.03 – Si liberano posti letto, pazienti trasferiti anche fuori regione – 2.864 positivi

Salgono a 1.100 i posti letto in terapia intensiva ma la Regione lavora per averne sempre di più: uno sforzo imponente che ha portato a 91 trasferimenti in due giorni in altri presidi ospedalieri e 81 in strutture socio-sanitarie perché presentano quadri clinici meno complicati.

Per gestire l’emergenza e la realizzazione del progetto dell’ospedale alla Fiera di Milano, la Regine incarica Guido Bertolaso come consulente del presidente Fontana.

Tra le situazioni di difficoltà si registra quella degli spedizionieri: la carenza di personale viene sopperita in parte grazie all’Arma dei Carabinieri che mette a disposizione una ventina di uomini per consegnare materiale sanitario in giacenza nei magazzini alle strutture sanitarie.

Colpisce la notizie della morte tra le mura di casa di Diego Bianco, 46 anni, operatore della centrale Soreu del Papa Giovanni XXIII che gestisce le chiamate di emergenza.

15.03 – Arrivano i rinforzi per i carabinieri, decine di sacerdoti ricoverati – 3.416 positivi

Il vescovo Francesco Beschi annuncia il ricovero di una ventina di sacerdoti e il decesso di altri sei: “I nostri sacerdoti sono tanti e sono numerosi quelli che si sono esposti per stare vicino alla loro comunità. Quindi la loro malattia è un evidente segno di vicinanza, un doloroso segno di vicinanza e di condivisione del dolore”.

A Bergamo intervengono le squadre del Reggimento Carabinieri Lombardia, contingenti di rinforzo dell’Arma inviati in supporto ai comandi territoriali per intensificare i servizi di controllo straordinario del territorio e gestire eventuali criticità emergenti per l’ordine e della sicurezza pubblica.

A giorni di distanza dal centro della polemica, il senatore bergamasco Roberto Calderoli torna sul caso zona rossa: “Questo non è il momento delle polemiche, ma quando la Regione Lombardia e gli amministratori locali di Bergamo invocavano l’istituzione di una zona rossa nessuno al Governo decideva, nessuno ci rispondeva. Ammalati e ospedali al collasso sono anche il risultato dell’indecisione: chi non ha ascoltato la nostra richiesta si faccia un esame di coscienza”.

Il sindaco Gori, ospite a “Che tempo che fa” inizia a parlare delle difficoltà del forno crematorio di Bergamo: “Non è in grado di smaltire tutto il lavoro che deve fare pur funzionando 24 ore su 24”.

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