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Da fine gennaio a oggi: l’emergenza a Bergamo e provincia giorno per giorno

L’evoluzione temporale della pandemia nella Bergamasca: dalla prima task force regionale di fine gennaio fino alle ultime ore, con gli ospedali che hanno rischiato più volte il collasso e l’apertura dell’ospedale da campo.

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23.02 – Primi casi di Covid-19 ad Alzano, Bergamo e Seriate – 3 positivi

È una giornata convulsa quella di domenica 23 febbraio in Bergamasca. Nel pomeriggio il Pronto Soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo viene chiuso dopo la scoperta di un caso positivo, un paziente che poi sarà trasferito prima all’interno del nosocomio e poi al Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Altri casi emergono a Bergamo e a Seriate: in Prefettura viene convocato un vertice di massima urgenza.

La Regione decide di chiudere scuole, manifestazioni pubbliche, religiose, sportive, discoteche, locali, cinema, musei, i pub dopo le 18 e invita tutti a rimanere a casa il più possibile nelle successive due settimane: su 800 tamponi fatti ne risultano positivi 112.

In provincia inizia un folle assalto ai supermercati, Amuchina e mascherine al limite dell’introvabile.

In serata l’ospedale di Alzano verrà riaperto, sindaci e autorità cittadine e provinciali vengono convocate all’auditorium Giovanni XXIII per una teleconferenza relativa all’ordinanza.

24.02 – Gli inviti alla calma e il primo decesso – 10 positivi

Dopo le spiegazioni della Regione sull’ordinanza, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori si rivolge ai suoi cittadini: “Non c’è motivo di preoccuparsi, queste misure servono solo per ridurre le possibilità di contagio: sono misure disposte per il momento per una settimana, poi si vedrà come si evolverà la situazione. Sarà una settimana un po’ particolare, ovviamente staremo un po’ più in casa coi nostri figli e i nostri cari. Potremo lavorare, si tratta solo di evitare di ritrovarsi in tanti in luoghi pubblici per limitare la facilità di contagio”.

Nel frattempo, però, sono già 100mila le chiamate al numero verde istituito dalla Regione per dare supporto e consulto medico sul Coronavirus e fuori dal pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni XXIII viene installata una tenda per il pre-triage: nasce anche la task force interna alla struttura ospedaliera.

Sempre al Papa Giovanni c’è il primo decesso: si tratta dell’84enne che era stato trasferito dall’ospedale di Alzano.

Oriocenter decide di anticipare la chiusura alle 20, le prime aziende iniziano a muoversi in direzione di lavoro remoto, limitazioni delle trasferte e controlli sui fornitori. Rinviato anche il tour dei Pinguini Tattici Nucleari e tutti gli spettacoli in programmazione nei teatri Creberg Teatro e Teatro Sociale.

25.02 – Positivo un primario dell’ospedale di Alzano: si inizia a parlare di focolaio – 14 positivi

Una turista di Bergamo in vacanza a Palermo con una comitiva risulta positiva al Coronavirus, così come due bergamaschi di 24 anni in Austria.

Ma a preoccupare è la positività di un primario dell’ospedale di Alzano, ricoverato già dal weekend all’ospedale di Legnano, e il crescente numero di casi nell’area: “Emerge come significativa la situazione di Alzano Lombardo – spiega l’assessore Gallera -, con un numero non trascurabile di persone in quell’area risultate positive ma è presto per parlare di un focolaio. Nell’ospedale c’era un primario che è positivo”.

Delle 14 persone positive in Bergamasca, 6 sono di Nembro: “La situazione è sotto controllo – sottolinea il sindaco Claudio Cancelli – Siamo in contatto costante con Ats e autorità preposte alla gestione dell’emergenza. Per ora restiamo zona gialla”.

Iniziano, purtroppo, anche le prime truffe: alcuni anziani vittime di falsi operatori sanitari.

A livello istituzionale è polemica tra la Lombardia e il Governo con Attilio Fontana che replica a Giuseppe Conte: “Abbiamo seguito tutti i protocolli. Da un mese chiedevamo di essere messi nelle condizioni di aumentare i controlli e siamo stati accusati di razzismo”.

26.02 – La Media Valseriana conferma la stretta sui pub, Gori: “Bergamo non ti fermare” – Oltre 20 positivi

Il direttore del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli annuncia che al tampone saranno sottoposti solo pazienti sintomatici e chi è stato in contatto con persone positive.

In Lombardia vengono trovati positivi quattro bambini, uno dei quali a Seriate.

Cambia la regolamentazione relativa ai pub, che possono restare aperti anche dopo le 18 purchè venga effettuato il servizio al tavolo.

Ma nella Media Valseriana i sindaci hanno deciso di tenere un profilo più prudente: bar e pub che non hanno nella propria licenza la categoria dei ristorazione come prevalente fino all’1 marzo continuano a chiudere dalle 18 alle 6 come da ordinanza del 23 febbraio.

A Bergamo il sindaco Gori lancia un altro segnale: “Bergamo non ti fermare. Le notizie sulla diffusione del virus e le prescrizioni che a partire da domenica hanno limitato tanti aspetti della nostra vita hanno generato un clima di preoccupazione che è andato molto al di là del necessario. Io credo sia giusto seguire le indicazioni, ma al tempo stesso dobbiamo andare avanti con intelligenza e buon senso, senza allarmismi. Con questo spirito ho proposto a mia moglie Cristina di venire a cena da Mimmo (un classico per noi bergamaschi): per passare una bella sera insieme e dare un piccolo segnale: per dire a noi stessi, e per dire a tutti, FORZA BERGAMO!”.

Poi aggiunge: “D’accordo col sindaco di Milano: riaprire i musei sarebbe un segnale importantissimo”.

27.02 – I sindaci di Alzano e Nembro: “Non è prevista qui una zona rossa” – 72 positivi

“Non è prevista nessuna istituzione di zona rossa sul territorio bergamasco”: lo dicono, forte e chiaro, i sindaci di Alzano e Nembro, Camillo Bertocchi e Claudio Cancelli, attraverso i profili social dei comuni che amministrano, gli stessi che negli ultimi giorni hanno registrato diversi casi di contagio da coronavirus.

A livello nazionale si chiede di stemperare i toni e di riaprire le grandi città, a partire da Milano.

L’assessore Gallera torna sulla situazione bergamasca: “Stiamo ragionando sull’area di Alzano Lombardo, i tecnici stanno verificando e valutando se l’isolamento sia sufficiente”.

28.02 – “Bergamo non si ferma” – 103 positivi

Un video d’incoraggiamento alla città accompagnato dall’hashtag #bergamononsiferma. È il nuovo messaggio ai cittadini da parte del Distretto Urbano del Commercio di Bergamo, che venerdì 28 febbraio ha postato sui propri canali social una clip in cui rivendica la resilienza della città alle prese con l’emergenza Coronavirus.

In un videomessaggio su Facebook il sindaco Gori invita tutti in città per il weekend: per l’occasione anche un biglietto speciale di Atb.

Uno slogan in linea con l’appello di Confesercenti Bergamo: “Passata la fase di comprensibile smarrimento e preoccupazione, possiamo tornare alle nostre abitudini senza troppi timori. Bar, negozi, mercati, alberghi e ristoranti erano e sono sicuri: c’è grande impegno per rispettare scrupolosamente norme e ordinanze, per garantire alla clientela un servizio di qualità”.

Ma l’assessore Gallera propone al Governo di prorogare per un’altra settimana le limitazioni già adottate in Lombardia, per continuare a contenere la diffusione del Coronavirus: idea supportata anche dagli esperti infettivologi, compreso il direttore del reparto Malattie infettive del Papa Giovanni Marco Rizzi.

29.02 – Il mondo economico: “Pronti a ripartire”. – 110 positivi

In un video in inglese, Confindustria Bergamo tranquillizza i partner internazionali: “Confermiamo che l’attività delle nostre imprese non è stata toccata, tutte portano avanti il loro business come sempre. Come Confindustria abbiamo istituito un’unità di crisi. Bergamo continua a correre. Il nostro obiettivo come Confindustria per le prossime settimane è quello di stimolare il Governo a lavorare in maniera coordinata per consentire al nostro Paese di superare questa fase in maniera rapida ed efficace. Stiamo lavorando per una rapida normalizzazione, per mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro a beneficio del Paese, evitando di diffondere sui mezzi di informazione una percezione distorta che rischia di danneggiarci”.

Le università, intanto, prolungano la chiusura fino all’8 marzo e la Regione dispone altrettanto su tutte le altre scuole di ordine e grado.

L’assessore Gallera ribadisce: “Non c’è nel decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri l’idea di costituire altre zone rosse”.

1.03 – Emanato un nuovo decreto, limitazioni prorogate di una settimana – 209 positivi

Il premier Conte firma un nuovo decreto: sospesi fino all’8 marzo gli eventi sportivi, le manifestazioni culturali, ludiche, religiose, chiuse le scuole, sospesi i concorsi pubblici, accesso controllato e con distanza di almeno un metro alle attività commerciali e ai musei.

A Bergamo nel weekend nei centri commerciali restano aperte solo farmacie, parafarmacie e negozi di alimentari.

L’assessore Gallera apre a un nuovo scenario: “Assumeremo chiunque, giovani o pensionati. Devono essere qualificati, vanno benissimo gli specializzandi. Chiunque ha competenza e vuole metterla a disposizione lo faccia”.

Il sindaco di Nembro Claudio Cancelli annuncia la sua positività al virus.

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