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Bergamo piange Beppe Rota, il suo impegno per il quartiere e le associazioni

Beppe Rota, 66 anni è una di quelle figure che nel silenzio e nella riservatezza sono l'anima vera di un quartiere, di una città. La sua scomparsa lascia un grande vuoto. Lo ricorda Edvige Invernici dell' Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare di Bergamo. 

Questa tempesta senza fine che ha nome Coronavirus sta falciando vite senza sosta. Se ne vanno tante persone, alcune di loro sono figure storiche del quartiere, esempi di vita per il loro impegno sociale. Una di queste è Beppe Rota, 66 anni di Bergamo. Pubblichiamo il ricordo di Edvige Invernici dell’ Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare di Bergamo. 

A giugno sarebbe tornato sul cammino di Santiago con la sua inseparabile Stefania. “Ma questa volta sarà più impegnativo, percorreremo la parte alta” disse poco più di due mesi fa Beppe raccontando la loro precedente esperienza.
Ora s’è incamminato per un viaggio senza ritorno assieme a tutte le persone che il corona virus ha distaccato da parenti, amici, conoscenti.
Beppe, però, non vorrebbe sentirsi commemorare. Vorrebbe che continuassimo a portare avanti gli impegni assunti, i progetti di vita, gli aiuti alle persone, la cura della comunità e dell’ambiente che ha abitato.

È sempre stato riservato, scevro dall’apparire.

Beppe Rota

Famiglia e lavoro sono stati al primo posto nella sua vita; come dimenticare il racconto del matrimonio, gli occhi lucidi per il successo del figlio Francesco negli studi e per i progressi nel mondo del lavoro, i lavori per rendere confortevole la casa.
Giunto alla pensione poi, ha pensato bene di attivarsi per il suo quartiere.

Il presepe e la capanna per la parrocchia di Monterosso cui ha collaborato per anni erano motivo d’orgoglio e vi accompagna in visita le scolaresche; ogni giovedì mattina raggiungeva la sede dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (UILDM) per accompagnare un giovane con il Parkinson che ha sempre seguito e spronato.

Ma Beppe alla UILDM ha dato molto. È stato consigliere per un mandato, ha collaborato alla marcia podistica “Quater pass per ol Monterosso” per molte edizioni, ha partecipato ai laboratori creativi spendendosi come “critico d’arte” e coreografo, come interprete di una scena della “Divina Commedia” trasformandosi in Caronte per traghettare le anime degli studenti del Sarpi e, due anni dopo, niente meno che in Mosè per “Siamo tutti dentro la Bibbia”. Non è servito molto trucco: è bastata la tunica cucita ad arte dalla moglie. La barba, per la verità, lo aveva fatto diventare un credibile babbo Natale per i bambini di una scuola materna.
Ha dato molto Beppe. A tutti.

È una tragedia quella che stiamo vivendo, ma nel suo esempio, faremo in modo che la voglia di andare avanti prevalga su tutto. Ne sarà molto contento.

Beppe Rota

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