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Bergamo, l’emergenza Coronavirus ferma anche i reati: a marzo in calo del 76%

Confrontando le denunce presentate alle forze dell'ordine bergamasche nel mese appena trascorso con lo stesso periodo dello scorso anno emerge che i numeri sono in netta diminuzione

Se si può definire tale, c’è anche un risvolto positivo nell’emergenza Coronavirus che ha travolto pure Bergamo e provincia: sul nostro territorio, a marzo, c’è stato un drastico calo di tutti i tipi di reato.

Confrontando le denunce presentate alle forze dell’ordine bergamasche (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale) nel mese appena trascorso con con quelle nello stesso periodo dello scorso anno emerge che i numeri sono in netta diminuzione.

Nello specifico le segnalazioni in totale sono passate da 3065 del marzo 2019 alle 722 di quest’anno, vale dire meno 76,4%. Le lesioni da 87 a 10 e le violenze sessuali da 9 a 3. Capitolo furti, che in generale scendono da 1309 a 276, con quelli in abitazione da 208 a 47, nei negozi da 115 a 34, in auto da 231 a 36.

Le rapine scalano da 24 a 6, le truffe da 229 a 56, i danneggiamenti da 424 a 83. Le denunce per spaccio di sostanze stupefacenti passano da 42 a 25 e gli arresti da 67 a 34.

A differenza di altre realtà italiane, poi, sempre nel mese di marzo in provincia di Bergamo calano anche i maltrattamenti in ambito familiare che scendono da 33 a 12. Allo stesso modo non si registrano aumenti di casi di adescamenti di minori on line, come si è verificato in diverse città.

Una diminuzione complessiva dovuta alla quarantena e alle disposizioni di legge che vietano alla gente di uscire dalle proprie abitazioni se non per un valido e giustificato motivo.

Un andamento confermato anche a livello nazionale con il report sulla delittuosità in Italia elaborato dalla Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della pubblica sicurezza che ha analizzato i dato dal primo al 22 marzo di quest’anno rispetto allo stesso arco temporale del 2019. Nel complesso i reati sono stati 596 nel 2020 a fronte dei 146.762 commessi nel 2019.

In particolare, la diminuzione più rilevante riguarda lo sfruttamento della prostituzione (-77%), le violenze sessuali (-69%), i furti in genere (-67,4%), i furti in abitazione (-72,5%), i furti con destrezza (-75,8%), le rapine in uffici postali (-73,7%) ed una diminuzione meno rilevante altri reati quali le rapine (-54, 4%) e quelli inerenti gli stupefacenti (-46%).

In Italia calano un po’ meno i maltrattamenti in famiglia, che registrano una diminuzione inferiore rispetto ad altri reati (-43,6%). Anche i furti e le rapine alle farmacie denotano un decremento inferiore (-13,8% e -24,6%).

In ogni caso non è calata l’attività di presidio del territorio da parte degli uomini delle forze dell’ordine, sia per controllare chi non rispetta il decreto del governo che, comunque, per contrastare la criminalità, mettendo a rischio ancora di più la propria incolumità con possibili contagi.

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