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Imprenditore agricolo, amministratore, filantropo: addio a Bepi Rota

Ci sono figure che nel silenzio delle nostre comunità che sono esemplari. Nel silenzio e con tanta dedizione raccolgono e tramandano i grandi valori della vita. Una di queste figure è Bepi Rota che si è spento martedì 31 marzo ad Almenno San Bartolomeo. Terra alla quale era legato e per la quale si è speso.

Se n’è andato in silenzio Giuseppe Rota, per tutti Bepi, 76 anni, lunedì 30 marzo al Policlinico San Pietro dove era ricoverato da qualche giorno. Un imprenditore agricolo, un servitore dello Stato nel suo ruolo di amministratore, un filantropo per le battaglie nelle quali si è speso per tutta la vita: raccogliendo i valori della sua famiglia per tramandarli alle nuove generazioni. Almenno San Bartolomeo e la terra bergamasca perdono una delle sue figure più esemplari. Pubblichiamo questo testo di Ivano Sonzogni che ripercorre la vita di Bepi Rota. 

Come può un uomo riservato come Bepi Rota essere al centro di tante relazioni? Godere di tanta stima e di tanto affetto?

Bepi era un “gigante buono”. Alla corporatura da alpino corrispondeva una innata mitezza d’animo. Educato in una famiglia di sani principi non ha mai ricercato l’apparire, ma l’essere e il servire la propria comunità. È stato consigliere e vicesindaco di Almenno San Bartolomeo. Come il padre Gino, a suo tempo vice di Antonio Locatelli a Bergamo preferì ricoprire ufficialmente o di fatto ruoli non di rappresentanza, ma decisamente operativi per poter seguire in prima persona l’attuazione di progetti con senso di equilibrio e di concretezza. Per questo Almenno gli deve riconoscenza anche per la costituzione dell’Antenna europea del romanico, di cui fu socio fondatore e membro autorevole del consiglio di amministrazione. Significativo per operatività fu anche il suo mandato di consigliere della Comunità montana di Valle Imagna.

Fu socio fondatore del Rotary Bergamo Ovest nel 1986 individuando nell’azione del Club una importante opportunità per incidere costruttivamente sullo sviluppo socio, economico e culturale della zona. Del Club, Bepi è sempre stato un socio molto attivo, ricoprendo nel corso del tempo e per lunghi anni il ruolo di tesoriere, con l’unica interruzione dell’anno della sua presidenza del Club, nel 1994-1995. Come rotariano ha collaborato alla costituzione della sede della Croce Rossa di Pontida, ha promosso il telesoccorso con la clinica di Ponte San Pietro, l’accoglienza dei famigliari dei bambini degenti con l’ospedale di Bergamo e con la Casa Serena, ha seguito il restauro degli organi e l’attività culturale della zona per esempio anche con la promozione del premio di pittura “Agazzi” di Mapello.

Ma Bepi fu soprattutto un agricoltore. Lo fu per la passione che gli trasmise il padre che lo conduceva da piccolo nei campi, nelle vigne, nelle fattorie e soprattutto tra mezzadri e coloni. Lì imparò il rispetto per le persone e per la terra. Fu tutt’altro, però, che tradizionalista, anzi tese a sviluppare innanzitutto il senso di un’innovazione rispettosa del settore agricolo, la collaborazione e il confronto tra agricoltori in strutture organizzative come Confagricoltura Bergamo, di cui è stato per vent’anni vicepresidente, come pure lo è stato del Consorzio Agrario di Bergamo che condusse alla fusione con quelli di Como, Lecco, Sondrio e Varese per costituire il Consorzio agrario lombardo. È stato membro di Condifesa Bergamo (Consorzio di difesa delle produzioni agricole, organismo per la difesa dell’agricoltura dalle calamità naturali. I grandi agricoltori lombardi lo vollero per anni presidente della Federazione della proprietà fondiaria. In ogni ambito non si riteneva il “capo”, ma il primus inter pares: primo nel servizio, nella promozione, primo nello spirito di collaborazione.

Come agricoltore sviluppò una passione incondizionata per la vigna e per il miglioramento qualitativo del vino. A differenza di altre produzioni agricole destinate a lavorazioni industriali, “il vino è tuo” soleva dire. Tuo perché selezioni il vitigno e produci nel rispetto della natura ma con quella capacità di innovare e migliorare per cui alla fine il vino sente il gusto e lo spessore umano e professionale di chi lo produce.
In tutto ciò che ha fatto si è comportato da uomo trainante e responsabile, fermo e concreto, portato come gli antenati alla ricerca di soluzioni di equilibrio ed efficaci.

Bepi Rota è stato Presidente Regionale di Proprietà Fondiaria, Vice Presidente di Confagricoltura Bergamo e fino lo scorso anno Vice Presidente del Consorzio Agrario. Ha fondato Radio Bergamo, una delle prime emittenti private in Italia, ed è stato socio e consigliere della Cantina Val San Martino di Pontida.

Marito, padre, nonno, fratello, agricoltore, promotore di cultura e di solidarietà, amministratore; un uomo a tutto tondo, un gigante riservato, pratico e buono: è Bepi Rota!

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