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Buoni spesa, a Bergamo più di 500 chiamate nella prima mattina: “Risponderemo a tutti”

Il Comune, per far fronte all'alto numero di richieste, ha deciso di attivare da mercoledì 1 aprile un terzo numero di telefono: "Ci siamo mossi in anticipo, la priorità è essere veloci nell'erogazione del sussidio"

Telefoni bollenti al Comune di Bergamo per l’erogazione dei “Buoni spesa” pensati dal Governo Conte per aiutare le persone in difficoltà economica durante l’emergenza sanitaria portata dal Coronavirus. Martedì 31 marzo, nella sola mattinata, gli operatori hanno ricevuto più di 500 chiamate.

“Alcuni erano soggetti già conosciuti dai nostri servizi – spiega l’assessore alle Politiche Sociali Marcella Messina -, mentre altri erano lavoratori senza tutele o partite Iva, quelli che definiamo i nuovi poveri in tempo di Covid-19. Immaginiamo che qualcuno è rimasto in attesa e non ha ricevuto una risposta, per questo abbiamo deciso, a partire da mercoledì 1 aprile, di attivare un terzo numero di telefono che le persone interessate potranno contattare”.

Buoni spesa

Il nuovo numero, attivo da mercoledì, sarà lo 035-399878. Andrà ad aggiungersi ai due già operativi, lo 035-399826 e lo 035-399910.

Le persone in difficoltà potranno contattare gli operatori da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e il martedì dalle 14.00 alle 16.30: l’erogazione potrà avvenire a seguito di una breve valutazione da parte dell’ufficio servizi sociali e verrà realizzata attraverso un colloquio telefonico che attesti l’effettiva condizione di vulnerabilità del cittadino che temporaneamente si trova in mancanza o in limitazione di reddito economico che gli permetta di rispondere ai bisogni primari.

La città di Bergamo col decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri si è vista riconoscere circa 640mila euro, che saranno tutti gestiti da Palazzo Frizzoni.

Tre le modalità scelte dal Comune di Bergamo per l’erogazione dei “Buoni spesa” agli aventi diritto:
– Buoni prepagati da spendere nei supermercati Carrefour, Auchan, Despar, Esselunga e Coop;
– Ticket con Edenred da utilizzare nei negozi allacciati a una determinata rete (tipo Ticket Restaurant);
– Assegni prepagati da utilizzare negli esercizi commerciali e nei negozi di vicinato della città.

Per favorire la permanenza nella propria abitazione dei soggetti più fragili il Comune metterà a disposizione, per chi lo richiederà, la consegna a domicilio della spesa da parte dei 750 volontari che hanno dato la disponibilità durante l’emergenza.

“Ci aspettavamo tante chiamate? Sapevamo le fragilità già esistenti e quelle che avrebbe portato questa attuale emergenza, quindi sì – spiega l’assessore Messina -. Non a caso il numero di sostegno che il Comune ha attivato a inizio marzo per anziani e persone bisognose ha fatto registrare più di 1.100 chiamate nelle ultime settimane”.

“La nostra priorità, ora, è la velocità nel dare una risposta e la velocità nell’erogare questo sussidio – continua Messina -. Capiamo che ci sono persone e famiglie che versano in difficoltà vere, che hanno assolutamente bisogno di essere aiutate quanto prima. Contiamo, con questa misura, di poter dare una mano a 3mila soggetti”.

“Ci siamo mossi in anticipo, senza nemmeno aspettare che i soldi arrivassero da Roma – sottolinea il sindaco Giorgio Gori -, proprio perché percepiamo il bisogno di aiuto che alcuni cittadini hanno. Poca o tanta la cifra riservata a Bergamo? Non sta a me giudicarlo. Per il momento prevale il pensiero razionale che mi dice che questa misura è stata pensata per aiutare le persone povere, non necessariamente quelle residenti nelle zone più colpite dal Coronavirus. Per le cinque province messe in ginocchio da questa emergenza sanitaria mi aspetto un aiuto concreto da parte del Governo nel decreto ‘Cura Italia’ in arrivo a metà aprile”.

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