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“La Rivista di Bergamo” celebra Peterzano: la pazienza del tempo

Pubblichiamo l'editoriale del professor Fernando Noris pubblicato su "La Rivista di Bergamo" in edicola in questi giorni.

È in edicola il numero 101 de “La Rivista di Bergamo” per i mesi di gennaio, febbraio e marzo. Pubblichiamo in anteprima l’editoriale del direttore Fernando Noris.

LA PAZIENZA DEL TEMPO

Se si sfoglia un qualsiasi manuale scolastico di storia dell’arte sarà difficile trovare il nome di Simone Peterzano (Venezia, 1535-1599). Non che questa circostanza costituisca di per sé un grande indicatore di qualità, ma almeno di notorietà sì. A lui l’Accademia Carrara dedica la prima importante mostra antologica, impaginandolo, anche nel titolo, tra una paternità ingombrante, come allievo (distratto o forse inappetente) di Tiziano e una paternità artistica applicata al giovane Caravaggio. Ne scrive Antonia Abbattista Finocchiaro nelle Recensioni a pagina 61. Le grandi mostre si fanno anche per questo. Per scoprire, dietro padri e figliolanze varie, l’autonomia di personalità che han tutta la voglia e tutto il diritto, per il nostro compiacimento, di vedersi riconosciute nella loro unicità. Anche se, nel caso di Simone Peterzano, in aggiunta al suo sontuoso catalogo (con la sorpresa dei due imponenti teleri di San Barnaba appena restaurati a cura della Fondazione Credito Bergamasco), si è condizionati dal dire, anche molto, di una carriera e di un discepolato comunque articolato (il suo passato), ma poco o nulla di un insegnamento impartito dagli esiti imprevedibili e imponderabili e ingiudicabili in un allievo (il suo futuro). Ed è noto, a questo proposito, quali ben altre strade avrebbe poi battuto Caravaggio, una volta affrancatosi dalla scuola del suo maestro veneto-bergamasco-milanese.

Il presente sta nel sottolineare quanto, nelle più varie stagioni dell’arte, tra Manierismo e Barocco ma non solo, altri maestri come Peterzano (bergamasco della diaspora come i nati-altrove da famiglie orobiche: il veneto Palma il Giovane, il chietino Giovan Battista Spinelli, l’atestino Antonio Zanchi, il romano Stefano Pozzi, il volterrano Giuseppe Roncalli detto Pomarancio, il cipriota Giuseppe Roncelli, i veneziani Giulio e Bernardino Licinio e, appunto, Simone Peterzano, per non dire di Michelangelo Merisi) abbiano tessuto una importante rete di connessioni tra i grandissimi maestri universalmente riconosciuti, con altre presenze attive in una quotidianità spesso altrettanto diffusa e capillare, ancorché periferica rispetto ai grandi centri. Godiamo quindi di questo ritorno, immaginando quanto sarebbe altrettanto interessante poter riammirare e riscoprire la bellezza di qualcun altro di questi nati-altrove, o anche di qualche “nato-qui” come Domenico Carpinoni (Clusone, 1566-1658), forse il pittore più europeo della sua generazione bergamasca.

Ecco spiegato il titolo di apertura del presente editoriale: anche agli artisti tocca esercitare la pazienza dell’attesa, prima che appassionati studiosi decidano quando sia giunto il loro turno per poter essere ammirati nella loro originalità. È toccato a Caravaggio, figuriamoci se non poteva capitare a Peterzano.
La pazienza di altri artisti viene soddisfatta nel presente numero con una selezione di ritratti di un vibrante Angiolo Alebardi (ne scrive Antonia Abbattista Finocchiaro, che è riuscita, da fine indagatrice, a risolvere il giallo di un dipinto a figura intera, ritenuto scomparso e riconosciuto, invece, nella superstite mezza figura, sopravvissuta al ridimensionamento); un Moroni sacro, che, riconsiderato nel tour per le nostre valli, propriamente non avrebbe bisogno di tante attese vista la sua fama e la eccezionale vitalità anche cromatica della sua pittura, secondo che ne scrive Orietta Pinessi; e poi lo scultore Stefano Locatelli, reduce da recenti riconoscimenti espositivi in occasione di anniversari biografici (Irina Marieni Saredo); il sopra citato Palma il Giovane vedrà riproposte quattro sue tele, ripristinate da recenti accurati restauri; come avrà nuova visibilità, da paziente rimessa in forma, il toccante Crocifisso della chiesa della Santissima Trinità di Gorno (Marco Albertario e Luciano Gritti); dopo che un interessantissimo giovane artista, Marco Rossi, sarà stato presentato da Maurizio Bonfanti e da Raffaele Sicignano.

La sezione de La Scuola di Bergamo, come promesso in occasione del numero 100, si congeda dai 50 contributi storico-critici, pubblicati dal 2005 sulla natura e sul senso della specificità artistica locale, ripromettendosi e anticipando altre direzioni di studio e di impegno. Della recensione sulla mostra di Simone Peterzano s’è già detto; della mostra dedicata a Piero Cattaneo si potrà leggere, a pagina 64, la segnalazione curata da M. Rosaria Agazzi.
La rubrica “C’era una volta”, sempre molto apprezzata dai nostri lettori, si sofferma sulla curiosità degli Ex Libris finalizzati a personalizzare con marche e simboli la proprietà di illustri personaggi bergamaschi e biblioteche (gli emoticon di quegli anni), per poi tributare un omaggio a coraggiosi pattinatori di laghi ghiacciati (quando gli inverni erano inverni) e, da ultimo, a suggerire la riscoperta del Castello di Valverde (appena restaurato in quel 1930). Buona lettura e buona ripartenza a noi, dopo la festa che ci avete dedicato per i nostri primi cento numeri.

Sommario de “La Rivista di Bergamo” n. 101

Alebardi ritrattista
L’inedito percorso di uno sperimentatore
di Antonia Abbattista Finocchiaro

Un “Tour in rosa”
Moroni sacro in Val Seriana
di Orietta Pinessi

Stefano Locatelli
Una vita per l’arte
di Irina Marieni Saredo

Intorno al restauro di quattro dipinti di Palma il Giovane
di Lanfranco Ravelli

Il segno animato di Marco Rossi
di Maurizio Bonfanti e Raffaele Sicignano

“Mira il tuo creator, che afflitto langue”
Il Crocifisso della chiesa della Santissima Trinità a Gorno
di Marco Albertario e Luciano Gritti

La Scuola di Bergamo
A.C. Allievi e Sostenitori dell’Accademia Carrara di Belle Arti
a cura di GianMaria Labaa

Segnalazioni, mostre

C’era una volta la Rivista di Bergamo
Documenti di critica, d’arte e di letteratura della storia di Bergamo nel tempo

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