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Dieci regole contro lo stress digitale e per usare al meglio social e internet

Mai come in questo momento potremmo sentirci vittime di FOMO. Cosa significa? L’acronimo inglese FOMO (fear of missing out) indica una forma d’ansia sociale, ovvero la paura di perdere un’opportunità di interazione sociale

In questo periodo le tecnologie ci stanno aiutando a compensare la socialità alla quale abbiamo rinunciato per mettere noi e gli altri al sicuro in quarantena. C’è stato un fiorire di lezioni da remoto, aperitivi on line, calls giornaliere con le persone care, chat WhatsApp più attive che mai e la condivisione sui social di stati d’animo e notizie importanti legate al coronavirus. Il binge watch, ovvero guardare programmi televisivi o serie per un periodo di tempo superiore al consueto, è diventata per qualcuno la principale attività di evasione e sono aumentati gli utenti on line, tant’è che alcune piattaforme di Streaming hanno annunciato che diminuiranno la qualità dell’immagine per poter garantire a tutti un servizio.

Mai come in questo momento potremmo sentirci vittime di FOMO. Cosa significa? L’acronimo inglese FOMO (fear of missing out) indica una forma d’ansia sociale, ovvero la paura di perdere un’opportunità di interazione sociale. In questo periodo di incertezza siamo costantemente alla ricerca di riferimenti e conferme da parte degli altri nel mondo digitale. Risultato? Tempo passato a “scrollare” le notizie, i profili degli altri e a controllare costantemente il cellulare nella speranza che qualcuno ci dia qualche segnale di vita.

Ecco il Decalogo per capire in che misura approcciarsi in questo periodo alla rete, allo streaming, ai messaggi e alle notifiche senza uscirne stanchi e nauseati.

Consapevolezza

In questo momento di eccessiva interazione digitale non siamo dipendenti tanto dalla tecnologia, quanto dalla ricompensa sociale che cerchiamo nelle altre persone. Con la limitazione – in alcuni casi l’azzeramento – dei rapporti sociali, la strumentazione digitale ci aiuta ad accedere alla vita degli altri e a non sentirci soli. Se in tempi normali una persona su tre controlla WhatsApp fino a 12 volte all’ora, in questo momento è difficile quantificare ma è facile dire che si può sviluppare una dipendenza con accessi continui e compulsivi. L’importante è esserne consapevoli.

Trovate un posto fisso al vostro Smartphone

Evitate di portarlo sempre con voi o di averlo sott’occhio. Create una scatola e identificate un ripiano dove posizionarlo per la maggior parte del tempo. Prendetelo, consultatelo e riponetelo lì.

Pianificate i vostri momenti sui social

Identificate i momenti precisi nei quali vi concederete la possibilità di guardare il telefono: chiamateli momenti “social”. Inseriteli nella vostra routine e definite un limite di tempo. Applicazioni come Facebook danno la possibilità di impostare un messaggio che avvisa quando state andando oltre il tempo limite che vi siete dati. Due ore al giorno sono più che sufficienti.

Scegliete pochi e ufficiali canali per le notizie

Se consultate le notizie esclusivamente sui social, datevi come regola di consultarli una volta al giorno. Individuate 3 canali che volete seguire. Io ad esempio, tramite impostazioni, ho messo
come notizie in primo piano 1) il profilo ufficiale del Sindaco Giorgio Gori e un suo collaboratore; 2) un quotidiano locale come BergamoNews; e 3) un quotidiano nazionale a prova di fake news.
Nient’altro. Eviterete di sprofondare nel mare magnum delle informazioni che vi lascerebbe in un perenne stato d’ansia.

Togliete la rete dati se non ne avete bisogno

Così facendo, eviterete di sentire notifiche continue, e se qualcuno avesse qualcosa di urgente da comunicarvi, vedendo che non siete collegati, vi chiamerà.

Decidete in anticipo chi volete chiamare

Come per veri e propri appuntamenti, segnatevi su un post-it chi volete chiamare e a che ora farlo. Arrivati a questo punto della quarantena dovreste aver capito chi sentite più di frequente nel corso della settimana. Evitate voi stessi di fare continuamente chiamate. Io, ad esempio, sento i miei genitori tutti i giorni alle 17. Ci videochiamiamo in Messenger (i miei genitori hanno 80 anni: si prendono il tempo per prepararsi ad una call).

Spegnete il telefono di notte

Se riuscite, spegnetelo un’ora prima di andare a dormire. Vi aiuterà ad entrare in uno stato di relax. Se volete tenerlo acceso per le emergenze, perché avete situazioni particolari da gestire, lasciatelo acceso in una stanza diversa dalla camera da letto.

Una pausa fra una maratona e l’altra

Per i più arditi: datevi come regola di guardare solo due episodi di serie televisive al giorno. Per rendere utile al massimo il momento, guardate la serie in lingua originale. Se non potete fare a
meno della maratona, ripromettetevi fra una serie e l’altra un giorno di detox.

Inserite rituali personali di Digital Detox e movimento

Ogni volta che vi viene da consultare lo Smartphone fuori dai momenti dedicati, fate altro. Leggete un libro, scrivete il vostro diario della quarantena, dedicatevi a riorganizzare uno spazio della casa. Musica rilassante e tisana prima di andare a letto. Cimentatevi nel disegno di paesaggi con una penna bic. Sfogliate libri illustrati oppure chiudete gli occhi e fateli riposare. Fate movimento anche se “indoor”: è concesso senza limiti l’utilizzo di internet per spingervi a fare attività fisica. Per la vostra salute seguite tutorial di yoga, zumba e pilates, facendo molta attenzione a non farvi male.

Aperitivi e chiacchierate via internet: nel week end, senza limiti

Questi momenti di socialità vanno bene e fanno molto bene. Prediligete una videochiamata ad una chat. L’unico problema al quale si potrebbe andare incontro è la mancanza di argomenti o
comunque il rischio di raccontarsi esclusivamente le propria routine o ribadire i dati e le notizie ricevute. È il momento di creare dei circoli: il circolo letterario, il circolo fotografico, il circolo delle serie TV e dei documentari, il circolo del “ho fatto questo corso on line”, il circolo dei video dei matrimoni. Datevi un tema e parlatene per ore.

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