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Dati sottostimati, così i medici di Bergamo avviano indagine su pazienti sintomatici

Un sondaggio che deve avere il dono della rapidità, anche a scapito di una leggera imprecisione delle stime (d'altra parte le stime attuali sono largamente insufficienti!).

Una “breve” e rapida “indagine” per “stimare la reale frequenza della patologia da Covid-19 in ambito territoriale”, dato che “la prevalenza e l’incidenza della patologia” sono “largamente sottostimate per i noti motivi, in primis la mancanza di esecuzione di test a tappeto”.

Così l’Ordine dei medici della provincia di Bergamo, zona martoriata dalla diffusione del virus in Lombardia, ha deciso di provare a calcolare i numeri `reali´ dell’emergenza.

Si tratta di un’indagine, si legge nella “proposta” allegata alla newsletter dei medici di Bergamo, “che deve avere il dono della rapidità, dunque un rapido sondaggio; anche a scapito di una leggera imprecisione delle stime (d’altra parte le stime attuali sono largamente insufficienti!)”.

Viene richiesto, si spiega ancora, “a un gruppo di medici di Medicina generale (ben assortiti per distribuzione geografica) di fornire il numero di soggetti affetti da Covid-19 sulla base del riscontro clinico” per avere “un dato di prevalenza, dunque `quanti pazienti hanno in corso o hanno superato l’infezione Covid´ (compresi i deceduti)”.

Per la diagnosi “è richiesto un criterio clinico, come la presenza di almeno tre dei sintomi tipici del Coronavirus, con o senza riscontri di diagnostica per immagini, anche senza l’esito di eventuale tampone eseguito”.

Ed è indicato il nome di un epidemiologo a cui i medici di base dovranno inviare i dati, compilando un tabella

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