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Coronavirus, Rea Dalmine in prima linea per smaltire i rifiuti speciali ospedalieri fotogallery

Marco Sperandio: “In questo momento di emergenza, visto l’aumento della richiesta di smaltimento per questa tipologia di rifiuti speciali dagli ospedale abbiamo incrementato i ritiri”

In questa grave emergenza che sta vivendo la provincia bergamasca ci sono imprese che dimostrano di essere pronte ad affrontare anche le più difficili situazioni. È il caso della Rea di Dalmine: un impianto in grado di smaltire i rifiuti speciali degli ospedali Covid 19 e che stanno affrontando la lotta al Coronavirus. Abbiamo intervistato Marco Sperandio, presidente della Rea Dalmine Spa. 

Rea Dalmine
Marco Sperandio, presidente della Rea Dalmine Spa
Rea Dalmine

Come si è attrezzata Rea per accogliere i rifiuti speciali degli ospedali, in particolare ora con il Corona virus? Avevate già una sezione speciale?
“Rea non ha una sezione dedicata per l’accettazione ed il carico ai forni di rifiuti provenienti direttamente dagli ospedali. Ha invece la possibilità di accettare tali rifiuti dagli impianti che ne effettuato un pretrattamento di sterilizzazione (mediante l’uso di vapore ad alta temperatura), trattamento che è in grado di garantire (anche tramite certificati analitici) l’assenza di patogeni all’interno del rifiuto in ingresso al nostro impianto. Proprio questa collaborazione, in primis con la ditta Zanetti Arturo&C, ci sta portando in queste settimane ad un grande sforzo ricettivo per questa tipologia di rifiuti in modo che non si accumulino presso gli ospedali queste tipologie di rifiuti.
Per quanto ci riguarda visto l’aumento della richiesta di smaltimento per questa tipologia abbiamo incrementato i ritiri in modo da soddisfare le richieste del nostro cliente”.

Quali protocolli seguite e quanto personale già formato disponete dedicato ai rifiuti speciali ospedalieri?
“Per quanto riguarda i rifiuti ospedalieri sterilizzati, ogni viaggio viene accompagnato da un certificato di avvenuta sterilizzazione a cura dell’impresa che li conferisce oltre a periodiche analisi di verifica. In questo periodo Rea si è dotata di un protocollo più stringente per l’accettazione di tutte le tipologie di rifiuti anche quelli urbani indifferenziati in quanto, come previsto da una recente circolare dell’Istituto Superiore di Sanità, le persone in quarantena domestica non devono differenziare i propri rifiuti e li devono quindi conferire nella frazione indifferenziata. Ciò rende “potenzialmente” critico anche il normale flusso di ricezione del rifiuto indifferenziato e per questo motivo abbiamo implementato il nostro sistema interno di sicurezza a tutela del personale operante in impianto attraverso appositi DPI e prevedendo attività di igienizzazione prima di eseguire qualsiasi attività di manutenzione su componenti e macchinari a contatto con i rifiuti”.

Quanti ospedali seguite?
“Nessuno direttamente ma il nostro cliente principale di cui sopra ritira i rifiuti ospedalieri di vari nosocomi lombardi tra cui l’ospedale Papa Giovanni XXIII”.

Come vengono smaltiti questi rifiuti speciali infettati da coronavirus?
“Questi rifiuti potenzialmente infetti vengono triturati e trattati con vapore ad alta temperatura per un tempo sufficiente ad abbatterne la pericolosità, vengono poi conferiti al nostro impianto, scaricati direttamente dal mezzo nella fossa di accumulo ed avviati alle due linee di incenerimento di cui il nostro impianto è dotato. Non vi è alcun contatto diretto tra rifiuto e personale operante in impianto. In caso di manutenzioni i macchinari sono preventivamente igienizzati con appositi prodotti (ipoclorito) ed il personale è dotato di appositi presidi (tute, maschere, occhiali etc)”.

Quanto brucia ogni giorno Rea?
“Rea brucia ogni giorno circa 450-480 tonnellate di rifiuti. Ha 42 dipendenti in totale ed ha un fatturato di circa 29 milioni di euro”.

Quanto produce di energia pulita?
“L’impianto nasce tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000 come impianto ad alta innovazione dotato di specifiche sezioni di trattamento dei fumi di combustione, trattamenti che sono in grado di farci ottenere livelli di emissioni che vanno dal 60 al 99% inferiori ai limiti di legge facendo sì che Rea sia tra i migliori impianti in Europa. Rea produce ogni anno oltre 110mila MWh di energia elettrica pari al consumo di oltre 100.000 abitanti, il 51% dell’energia esportata risulta certificata come energia da fonti rinnovabili”.

Ci sono dei consigli per quanti restano in casa per la quarantena?
“Come previsto dalla circolare dell’Istituto Superiore di Sanità (Circolare ISS (1)) i soggetti positivi al tampone o in quarantena obbligatoria devono porre particolare attenzione alla manipolazione dei rifiuti a tutela dei famigliari e degli operatori, in particolare si raccomanda l’utilizzo di più sacchetti uno dentro l’altro per garantire una adeguata robustezza dell’involucro, l’utilizzo di guanti monouso per la manipolazione ed una attenta chiusura dei sacchetti che non dovranno essere schiacciati ed allontanati dall’abitazione prima possibile compatibilmente con i servizi di prelievo previsti nei vari Comuni”.

Quali invece i consigli per chi porta fuori la spazzatura? È bene evitare di toccare i recipienti dei rifiuti all’esterno?
“Gli operatori dell’igiene urbana sono dotati dei necessari DPI (guanti, mascherine, tute etc) fondamentali per garantire la sicurezza, anche per tali operatori le aziende hanno implementato in queste settimane i protocolli di sicurezza”.

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