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Consegne a domicilio per chi è in quarantena: “fattorini solidali” a Colzate

Diversi volontari hanno dato la propria disponibilità per consegnare a domicilio farmaci e ciò che è necessario fornendo un piccolo grande aiuto alle persone in quarantena a causa della pandemia del Coronavirus

A Colzate sono in azione i “fattorini solidali”. Diversi volontari hanno dato la propria disponibilità per consegnare a domicilio farmaci e ciò che è necessario fornendo un piccolo grande aiuto alle persone in quarantena a causa della pandemia del Coronavirus.

Tutto è nato da un’idea di Vittoria Trussardi, titolare della farmacia di Colzate, che spiega: “In questo periodo difficile, segnato dall’emergenza Covid-19, non tutti possono recarsi in farmacia o possono chiedere ai figli di procurare le medicine di cui hanno bisogno. Così ho cominciato a effettuare consegne a domicilio, portando in giornata i farmaci urgenti e nell’arco di qualche giorno gli altri. Chi è venuto a conoscenza di questo servizio si è messo a disposizione per aiutarmi, a cominciare dal parroco don Paolo, un paio di ragazzi, un volontario del Comune e altre due signore che, muniti di mascherine, si sono proposti per aiutarmi. Una cliente, poi, aveva l’esigenza di portare degli indumenti a un paziente ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e una volontaria che doveva scendere dalla valle per recarsi al lavoro si è offerta per recapitarglieli e lo stesso è avvenuto per una consegna a Seriate. L’iniziativa è nata spontaneamente, non c’è nulla di programmato anche perchè ora – con tutte le urgenze che ci sono – non è possibile pianificare niente. Non ci sono paesi predefiniti in cui svolgiamo le consegne: dipende dalle richieste che riceviamo attraverso telefonate o messaggi al numero 3406767433”.

Grazie a questa collaborazione si è creata una rete che offre un piccolo grande aiuto. Vittoria Trussardi evidenzia: “Facendo comunità si riesce ad affrontare meglio una fase critica come quella che stiamo vivendo. Anche i negozi di alimentari stanno facendo i salti mortali per recapitare la spesa a casa delle persone. Più in generale, c’è spazio per chiunque volesse dare una mano, naturalmente sempre osservando le regole anti-contagio: questo virus ci ha resi soli ed è importante esprimere la propria vicinanza agli altri, anche con semplici gesti come parlare a distanza con il proprio vicino o aiutare a imbiancare l’ospedale da campo. Nei piccoli paesi avviene per tradizione, ma sicuramente è utile anche nelle realtà più grandi”.

Infine, parlando delle necessità materiali più impellenti, Vittoria Trussardi conclude: “Sarebbe bello se potessi avere un’autobotte di ossigeno da distribuire a tutta la valle. Le richieste sono moltissime sia per le bombole sia per un farmaco chiamato Plaquenil, che viene prescritto tantissimo. Al momento sono riuscita a reperire le mascherine che stiamo distribuendo in modo razionato”.

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