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“Sanità lombarda non solida”; “Attacco squallido”: è scontro totale tra Gori e Lega

L'intervista del sindaco di Bergamo in cui parla di "sanità lombarda meno solida di quella di Emilia e Veneto" ha mandato su tutte le furie il Carroccio

È bastata una constatazione sullo stato della sanità lombarda a confronto di quella emiliana e veneta, messe tutte a dura prova dall’emergenza portata dal Coronavirus, e tra Giorgio Gori e la Lega e scoppiata una feroce polemica.

Tutto è iniziato con l’intervista rilasciata dal sindaco di Bergamo al quotidiano Il Messaggero: “I limiti maggiori emergono nella sanità di territorio, che in Lombardia – nonostante gli sforzi che tutti stiamo facendo – non è solida come quella di Veneto ed Emilia Romagna. Purtroppo ora ne abbiamo la prova. Dobbiamo tenere stretti i bulloni, per la sanità lombarda è una prova inimmaginabile. Con estrema fatica i presidi reggono” le parole di Gori.

Dichiarazioni che alla Lega non sono affatto piaciute: “Un attacco squallido” è stata la prima risposta del capogruppo del Carroccio in Senato Massimiliano Romeo; “Parole gravissime e ipocrite perché il suo gruppo sosteneva Monti quando tagliò la sanità nel 2011” la replica del senatore leghista Riccardo Molinari.

Dura anche la replica dei deputati leghisti bergamaschi Simona Pergreffi e Daniele Belotti: “Caro Sindaco, sei un uomo con una lunga esperienza nella comunicazione, ma per favore datti una calmata perchè con i tuoi messaggi schizofrenici stai creando solo confusione e inutili polemiche. Prima sei andato a pranzo dai cinesi ‘perché il virus non fa paura’, poi hai mandato al massacro i bergamaschi al grido ‘non fermiamoci’, quindi hai suggerito di andare in centro usando i mezzi pubblici, adesso infanghi Regione Lombardia, i medici e il sistema sanitario. Non è questo il momento né di aprire commissione d’inchiesta verso gli ospedali e nemmeno degli attacchi alla Sanità lombarda: ora bisogna pensare solo superare questa drammatica emergenza. Per il resto ci sarà tempo”.

“Le dichiarazioni di Gori sulla sanità Lombarda sono inaccettabili – ha invece commentato il deputato leghista Alberto Ribolla -. Il suo attacco è il classico esempio di cecità politica e disonestà intellettuale. Tutti i medici e il personale sanitario, gli infermieri della nostra regione stanno facendo il possibile e l’impossibile per salvare vite umane e lui dal suo divano sparla senza conoscere i fatti. Lui che è stato tra quelli a dire che il Coronavirus non doveva preoccupare. Abbia almeno il pudore di tacere e non infangare la Regione Lombardia che da sempre rappresenta un modello”.

A difesa di Gori si è subito schierato il Pd, con le dichiarazioni dei deputati bergamaschi Elena Carnevali e Maurizio Martina: “Il nostro sindaco pone temi seri sui limiti del modello sanitario lombardo. Sono questioni condivise largamente dal personale sanitario dei territori e solo un dirigenza lontana dalla realtà può reagire solo con insulti e provocazioni. Se ascoltassero davvero ciò che viene detto negli ospedali capirebbero molto di più”.

Anche il consigliere regionale Niccolò Carretta ha preso le difese del sindaco di Bergamo: “Avevamo incontrato limiti mesi fa per quanto riguarda la presa in carico di tutte le cronicità, li avevamo denunciati nelle sedi opportune, ma purtroppo non è servito a nulla se oggi la situazione è questa – ha attaccato -. Da un mese ormai il sistema è al collasso e solo grazie al grande sacrificio delle strutture pubbliche, al preziosissimo intervento di quelle private e alle numerosissime iniziative di solidarietà e donazioni Regione Lombardia riesce a stringere i denti. Condivido il pensiero del sindaco che conoscendolo – ha concluso Carretta – porta i numerosi temi sul tavolo per cercare di migliorare quello che non funziona, non per fomentare inutili divisioni in un momento in cui Bergamo necessita di aiuti e di cura e non di insulti e noiose polemiche”.

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