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I volontari del Maite portano la spesa a casa: “Tanti ci chiamano anche solo per parlare”

Pietro Bailo, presidente dell’associazione di Città Alta: "Facciamo e portiamo la spesa a casa di chi ci contatta. Ma riceviamo tante chiamate di persone impaurite, che hanno solo bisogno di chiacchierare"

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“Cosa fa un popolo quando è in difficoltà? Ci si unisce!”. Una frase che dice molto sullo spirito d’iniziativa di Pietro Bailo, presidente del Circolo Maite, l’associazione di Vicolo Sant’Agata nel cuore di città alta, nata con lo scopo di promuovere eventi culturali e sociali per la comunità.

Già dalla fine di febbraio, l’emergenza Coronavirus ha chiuso le porte del Maite, ma non ha fermato i ragazzi che lo animano, uomini e donne che vivono di arte, cultura, musica e teatro. Dopo alcune chiamate e una organizzazione in tempi record, i soci del circolo sono riusciti a creare un servizio di consegna spesa e beni di necessità attivo in città e provincia per anziani e per coloro che non possono uscire di casa. È sufficiente chiamare il numero 3519379888 e gli operatori inoltreranno la lista della spesa a uno dei volontari.

Ora la macchina è ben avviata, tenuta attiva da centoventi volontari, settanta nella città di Bergamo e trenta in provincia. Di fronte all’emergenza i ragazzi del Maite di sono dovuti reinventare, senza nessun corso di preparazione. Dall’idea alla pratica, come sanno fare tutti gli uomini e le donne di teatro e di musica.

All’iniziativa hanno poi aderito anche altre realtà. Oltre all’aiuto del comune di Bergamo, l’attività del circolo è spalleggiata da Ink Club, Arci Bergamo, Barrio, Club Ricreativo di Pignolo, Upperlab.

“Le richieste da parte degli utenti sono in costante aumento, a breve sarà disponibile un secondo numero. Vogliamo fare le cose al meglio”, spiega Pietro.

Maite Coronavirus

Come è iniziato il tutto?

Il progetto è partito a fine febbraio, quando abbiamo deciso di chiudere il Maite. Lo abbiamo fatto fin da subito fidandoci del parere della scienza, quando c’era indecisione e non certezza su da farsi. Abbiamo chiuso perché capivano che era già arrivato un problema più grande di noi. Il Maite era chiuso, ma non potevano stare fermi, dovevamo agire per la nostra città. Da qui è nata l’iniziativa, una vera campagna di sensibilizzazione del buon vicinato. Un mutuo soccorso che parte dal basso.

Dall’idea all’azione…

Esatto. Venerdì 28 febbraio abbiamo attivato l’iniziativa tramite una comunicazione sui nostri canali social e attraverso un sistema di volantinaggio nei luoghi più sensibili per la comunità. Siamo partiti da trenta volontari e attualmente siamo in centoventi, in città e dalla provincia. Senza i volontari nulla di tutto questo sarebbe possibile, sono fondamentali.

I volontari sono la vostra risorsa più importante in questo momento. Come li preparate al volontariato?

La cosa per noi più importante sono le persone. I volontari e gli utenti devono essere al sicuro. Ad ogni nuovo membro dell’iniziativa viene dato un vademecum in cui trova tutte le misure da seguire. Ma c’è una regola più importante di tutte: al primo sintomo, al primo sospetto bisogna smettere l’attività e stare a casa. È per noi fondamentale che i volontari e le volontarie siano sicuri. In più abbiamo attivato un protocollo di azione tale da evitare i contatti con l’utente, si lascia la spesa sul pianerottolo e i soldi in una busta. Per garantire una sicurezza elevata, ovviamente è stato necessario reperire tutto il materiale protettivo.

Chi vi ha aiutato?

Abbiamo raccolto i materiali, i guanti, i gel pulisci mani, le mascherine attraverso una serie di contatti, tra amici tatuatori e dentisti. La scorsa settimana il comune ci ha donato cinquanta mascherine e sarà così anche per la prossima settimana. Contemporaneamente, abbiamo attivato una assicurazione sulla persona per i volontari grazie ad un accordo con Arci Nazionale, che ci aiuta dando a prezzo di costo le assicurazioni a norma di legge per il terzo settore.

Come funziona la procedura?

La persona chiama il centralino, che a sua volta cerca di contattare uno dei volontari. Una volta rintracciato il volontario, questo riceve lista della spesa e va a farla anticipando i soldi. Porta la spesa alla persona, che viene avvisata dal centralino dell’ora esatta in cui riceverà la spesa – cosa importante così l’anziano sa di non dover aprire la porta a chi si presenta in orario diverso – la persona prepara i soldi e quando arriva il volontario, li fa trovare in una busta. Questa è la procedura standard. Ora, però stanno emergendo altri problemi. Molti anziani iniziano a non avere più soldi a disposizione in casa.

Come rimediate a questo?

Il Maite anticipa i soldi della spesa con l’accordo che quando potranno loro o i figli faranno il bonifico. È tutto basato sulla fiducia. Il bonifico arriva in genere tre giorni dopo quindi le donazioni sono fondamentali per mantenere in piedi la macchina.

Di che cosa avete bisogno ora?

Di persone e volontari, ovviamente più siamo e meglio è. Abbiamo bisogno che i comuni si parlino e creino dei presidi per garantire i dialoghi. Dobbiamo poi sostenere una serie di costi, per chi ci voglia aiutare è possibile fare una donazione. La cosa che a me piacerebbe sottolineare è il valore dell’associazionismo. In tutti i decreti fatti fino ad ora le associazioni sono sempre all’ultimo posto perché si occupano di questioni apparentemente meno importanti, come le attività al di fuori del lavoro, i concerti la sera, le iniziative culturali. Le associazioni, come i centri sociali, stanno in vita grazie a persone mosse non da interessi economici. Ecco perché il nostro progetto sta funzionando.

Bisogna stare a casa. Esistono però persone anziane che vivono da sole…

Riceviamo costantemente chiamate di persone che hanno solo un gran bisogno di parlare. Ci chiama gente terrorizzata, comprensibilmente, perché a tutto questo non eravamo preparati. Per questo abbiamo attivato un servizio di supporto psicologico più specifico e un altro di compagnia. I volontari over 50, per motivi di sicurezza, si occupano delle telefonate di compagnia.

E voi volontari come state, come vivete la situazione?

Abbiamo dentro di noi una leggerezza calviniana, ma lavoriamo seriamente e nel rispetto delle regole. Ci siamo inventati questo servizio per la comunità, lo stiamo portando avanti, e vediamo come si sviluppa giorno dopo giorno.

Se pensi al momento in cui tutto sarà finito cosa vedi?

Quello che sta succedendo è talmente grande che non ci sono strumenti per poter dire che cosa sarà il domani. Ci saranno posti di lavoro? Che impatto avrà sulla comunità? Noi siamo una associazione che vive di promozione sociale, ma quale sarà la socialità dopo questo momento non posso prevederlo. Credo che avremo un cambiamento epocale in cui dovremo ripensarci come collettività. Sicuramente riapriremo, non ne ho dubbi. Quando riesci a organizzare in pochi giorni un servizio del genere, unendo centoventi persone e portando a termine quattrocento commissioni circa in pochi giorni, vuol dire che possiedi gli strumenti per fare qualsiasi cosa. Torneremo e tornerà la musica del mercoledì sera.

Se volete aiutare l’Associazione MAITE, potete farlo così:

· BONIFICO
Associazione Maite
IBAN: IT53O0306909606100000159960
Causale: donazione per le attività dell’associazione – covid19

· SATISPAY
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· PAYPAL
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