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“Battiamo questo virus e torno in Cina ad allenare, con l’Atalanta nel cuore”

L'ex nerazzurro Marco "Nippo" Nappi oggi guida i ragazzi del Beijing Under 17. L'anno scorso è stato scelto come miglior allenatore del paese

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“L’8 febbraio avevo il biglietto aereo Roma-Pechino e invece la situazione si è aggravata e ho dovuto restare a casa. Sto facendo la fila per la spesa al supermercato per i miei genitori…”. Parla Marco “Nippo” Nappi.

Lo spirito è sempre quello di quando giocava, l’impegno nel proprio lavoro alternato sempre alla battuta, un esempio per passione e serietà, un trascinatore nella squadra del Vava che vent’anni fa tornò in Serie A.

Ma come ha deciso di andare a insegnare calcio in Cina? “Tutto è nato perché sono rimasto molto deluso a Livorno, dopo aver vinto lo scudetto con la Berretti nella stagione 2016-2017. Che per il club era un traguardo storico. A quel punto pensavo di poter allenare la prima squadra in LegaPro, ma mi hanno detto che non ero più idoneo neanche alla Berretti perché pensavo solo a vincere e non alla crescita dei ragazzi. Mah…”.

Così è andato alla scoperta di un mondo nuovo: “Ho cominciato ad allenare in un college a Luoyang, con i ragazzi dell’Under 16 ho vinto la Coppa del Governatore e nel 2019 il titolo di miglior allenatore. Dall’anno scorso sono a Qinhuangdao, sul mare, a 300 chilometri da Pechino, dove hanno un Centro Federale fantastico e alleno i ragazzi del Beijing Under 17, la prima squadra è in Serie B”.

Marco Nappi con i ragazzi del Beijing Under 17
Nippo Nappi

Ma come ha fatto, a cavarsela con la lingua e altri problemi? “Dal 4 settembre 2018 sono arrivato in Cina e ho conosciuto molte parole, un po’ me la cavo, però ultimamente ho anche l’interprete, quindi non è così difficile…”.

E lo dice anche ai ragazzi cinesi, ‘Nippo Nappi tirali matti?’ Ride. “A volte quando sono un po’ giù di morale me la canto da solo. A Bergamo, ricordate? Sono stati due anni fantastici con il Vava”.

Avrà seguito anche l’Atalanta che fa meraviglie in Champions: “Come no, l’Atalanta è l’orgoglio italiano, è un piacere vederla giocare. Ilicic è strepitoso, impressionante, non capisco come non possa mai essere arrivato in un grande club, lui è sempre determinante. Anche quando parte dalla panchina è indispensabile”..

Poi c’è Gasperini. “Eh sì, ha trovato la società giusta che gli ha dato fiducia. Ma io vorrei rendere merito anche a Mino Favini che negli anni ha saputo costruire un settore giovanile che tutti invidiano all’Atalanta, grazie ai presidenti Ruggeri prima e Percassi poi. E diamo un po’ di merito anche a quei ragazzi del 1999, no? Tutto quel gruppo che il Vava portò dalla Primavera alla prima squadra e vinse il campionato di B e l’anno dopo in A abbiamo dato spettacolo. Io ero già un ‘vecchietto’ ma quella era una squadra fatta in casa che stupiva con tutti quei ragazzi. E un po’ la storia continua anche oggi…”.

Marco Nappi premiato come miglior allenatore
Nippo Nappi

Fino ad arrivare nelle prime otto in Europa? “Non ci avrebbe scommesso nessuno, eppure è una squadra che segna una marea di gol, chissà se ne prendesse meno dove sarebbe. Mi sono davvero divertito a vedere sette gol a partita, ma quando mai sarebbe successo? Nel nostro calcio obiettivamente facevi più fatica, adesso in fase difensiva sono più leggeri. Per dire, non era facile fare gol a Rustico: poi ha fatto anche l’assessore e ora mi pare gestisce un’azienda agricola a Pantelleria”.

Adesso le manca molto il calcio? “Non vedo l’ora di rientrare, i ragazzi ogni giorno si informano come sto e mando i report sulle mie condizioni. In Cina non scherzano e fanno rispettare le regole, noi ancora non ci rendiamo conto della gravità del momento. Vedo gente che manda video dove palleggia con la carta igienica: l’hanno chiesto anche a me, ma per carità, io non riesco a fare queste cose assurde mentre c’è gente che deve seguire i funerali via Skype. E noi stiamo lì a palleggiare, ma siamo seri…”.

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