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Coronavirus, Policlinico San Marco: triplicato l’impianto di ossigeno

L’intervento, che ha richiesto un investimento di circa 60.000 euro per metà finanziati da Ri-Diamo Onlus, ha permesso di aggiungere un serbatoio supplementare triplicando così la riserva di ossigeno del Policlinico San Marco.

Due giorni e due notti di lavoro incessante con tre squadre diverse di tecnici all’opera. È stata davvero una corsa contro il tempo quella che ha portato al potenziamento dell’impianto di ossigeno del Policlinico San Marco di Zingonia, necessario per dare supporto respiratorio ad alto flusso (i cosiddetti “caschetti” CPAP) ai pazienti dei reparti Covid-19 che nell’ospedale ad oggi sono circa 200.

L’intervento, che ha richiesto un investimento di circa 60.000 euro per metà finanziati da Ri-Diamo Onlus, ha permesso di aggiungere un serbatoio supplementare triplicando così la riserva di ossigeno del Policlinico San Marco in modo da garantire ai pazienti che ne hanno bisogno cure efficaci e sicure.

“La nuova linea di ossigeno ad alta portata, che si aggiunge a quella già esistente ma non più sufficiente viste le crescenti necessità dei pazienti che ogni giorno vengono ricoverati nel nostro ospedale, ci permetterà di alimentare, in 3 piani di degenza, più di 60 postazioni dotate di CPAP, supporti di ventilazione ad alto flusso, fondamentali nel caso di pazienti che respirano autonomamente ma necessitano di cure semi-intensive” afferma Francesco Galli, amministratore delegato degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi (Policlinico San Pietro e Policlinico San Marco) – Gruppo San Donato.

La CPAP è una terapia ventilatoria in cui, grazie a un casco trasparente, si crea una pressione positiva che mantiene gli alveoli polmonari sempre distesi, favorendo così la funzione polmonare.

Per riuscire a completare i lavori in tempi rapidi, come richiesto in una situazione di emergenza come quella che l’ospedale sta vivendo, sono stati coinvolti diversi fornitori, tra cui la bergamasca CRS Impianti di Gorle e due aziende milanesi ma con tecnici bergamaschi (Medes Srl e Delta P Srl) che si sono divisi i lavori per poterli realizzare nel più breve tempo possibile.

“Il nostro grazie va a tutte le realtà che hanno collaborato a questa piccola “impresa” e a tutti i tecnici e le maestranze che hanno lavorato giorno e notte senza mai fermarsi, facendo squadra per un importante obiettivo comune, e ovviamente a Ri-Diamo Onlus che, con grande disponibilità e sensibilità, si è offerta di “dare ossigeno” al nostro ospedale, in questo momento di emergenza” continua Galli.

Dopo il Policlinico San Marco, l’intenzione è di realizzare in tempi altrettanto brevi lo stesso intervento per il Policlinico San Pietro – ospedale dove sono assistiti e curati circa 200 pazienti, molti dei quali necessitano di CPAP– con la speranza di incontrare altri bergamaschi generosi per questa causa.

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