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Flow-Meter, flussimetri per l’ossigeno ai pazienti: “In 10 giorni la produzione di un anno”

L'azienda di Levate è in prima linea contro l'emergenza: "Anche a costo di avere problemi in futuro con qualche cliente abbiamo deciso di mettere in standby tutte le forniture non emergenziali sul mercato estero per metterci al servizio del nostro territorio".

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Non vuole medaglie o titoloni sui giornali, perchè da buon bergamasco ama fare al meglio il proprio mestiere senza sbandierarlo ai quattro venti, ma ciò che la sua Flow-Meter sta facendo in queste settimane di emergenza merita di essere raccontato.

Roberto Paratico, insieme al fratello Venanzio, sta portando avanti l’azienda fondata nel 1969 da papà Franco: ai suoi albori la produzione era legata al mercato industriale di flussimetri, flussostati, interruttori di livello, flange tarate, ma quell’esperienza si è rivelata poi fondamentale per la svolta verso il settore medicale.

E oggi la Flow-Meter, realtà che impiega 60 dipendenti in due stabilimenti a Levate, è una delle prime 3-4 aziende europee del settore, che fa della ricerca e sviluppo, progettazione e della grande articolazione nella produzione di dispositivi per la misura, il controllo e l’erogazione di fluidi per applicazioni medicali i suoi punti di forza.

“Questi sono forse i motivi per cui oggi ci vengono affidati ordini in misura maggiore rispetto ai nostri concorrenti, per dare un supporto agli ospedali che hanno estrema necessità di trattare pazienti con insufficienze respiratorie – spiega Roberto Paratico – I nostri sono dispositivi e componenti per gli impianti di distribuzione dei gas medicali, per l’ossigenoterapia, l’aspirazione chirurgica, la ventilazione e l’anestesia: sono il collegamento tra l’erogatore di gas posizionato a muro nei reparti e i macchinari, o direttamente col paziente”.

La fornitura di materiale, che già riguarda praticamente la totalità degli ospedali italiani, con l’esplosione dell’emergenza ha avuto un impressionante boom di richieste: “Avevamo già un carico di lavoro enorme, destinato al mercato internazionale – spiega Paratico – Oggi quei numeri sono triplicati se non quadruplicati, commesse da evadere in pochissimo tempo perchè servono subito. Come ci siamo organizzati? Anche a costo di avere problemi in futuro con qualche cliente abbiamo deciso di mettere in standby tutte le forniture non emergenziali sul mercato estero per metterci al servizio del nostro territorio, attualmente in modo prevalente al Nord ma tante altre regioni iniziano ad attrezzarsi”.

Come spesso accade, sono i numeri a raccontare la situazione: “Posso contare su collaboratori straordinari, 60 dipendenti che da tre settimane lavorano 18 ore al giorno, su turni anche da 12 ore, sabato e domenica compresi, e continueremo così fino alla fine dell’emergenze – continua Paratico – Quotidianamente ci arrivano e gestiamo richieste aggiuntive, c’è la rincorsa ai flussimetri come per le mascherine. Fortunatamente siamo organizzati, lo siamo stati per tempo grazie al nostro modo di fare e a scorte di magazzino imponenti. Al tempo stesso non abbiamo difficoltà nell’incrementare la produzione e devo ringraziare anche i nostri fornitori che si sono messi a completa disposizione”.

In questa fase la produzione si sta concentrando in particolare sui flussimetri, utilizzati nell’ossigenoterapia classica per quei pazienti, non in terapia intensiva nè sub-intensiva, che sono comunque ospedalizzati e hanno bisogno di un sostegno alla respirazione: “Siamo probabilmente gli unici in Europa a produrre un flussimetro ad alto flusso che alimenta i caschi Cpap che favoriscono il recupero dell’attività polmonare. Sono importanti, perchè più ne abbiamo e meno pazienti devono ricorrere alla terapia intensiva e ai ventilatori. Solitamente produciamo 300 flussimetri per Cpap all’anno: ad oggi, nel giro di 10 giorni, ce ne hanno ordinati 1.200 con necessità immediata”.

Nella gestione delle richieste, e una volta data la propria completa disponibilità, Flow-Meter ha avuto due importanti sostegni: “Il primo è stato quello di Giovanni Licini e dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo – racconta Paratico – È una realtà che affianchiamo da 7-8 anni perchè ne condividiamo valori e iniziative, ha fatto molto per Bergamo: solitamente stiamo più nelle retrovie, ma ora serve che stiamo noi in prima linea perchè si tratta del nostro settore. Mi ha chiamato chiedendomi di dare una mano, mi ha spinto e ci siamo attivati subito, partecipando ai primi sostegni per l’ospedale Bolognini di Seriate dove c’era la necessità di ampliare l’impianto di fornitura dell’ossigeno per far fronte all’improvvisa impennata nel consumo di gas”.

Per quell’intervento, l’azienda di Levate ha trovato il secondo appoggio fondamentale: “Ci siamo messi in contatto con i nostri fornitori, Sapio che ha realizzato l’impianto e la multinazionale Air Liquide che ha fatto da tramite fondamentale. È stato bello vedere il loro impegno, hanno dimostrato che anche le multinazionali possono avere a cuore le questioni locali. Vi dirò di più: grazie a loro siamo riusciti a fornire ossigeno e flussimetri in emergenza anche alla casa di riposo di Leffe dove gli anziani erano rimasti senza”. 

Ma non solo perchè all’accoppiata Air Liquide/Flow-Meter, sempre con il coordinamento dell’Accademia dello Sport che ha agito da raccordo, è stato chiesto anche di realizzare l’impianto di distribuzione di gas medicali nell’ospedale da campo posizionato dall’Associazione Nazionale Alpini alla Fiera: la prima ha progettato ad hoc e installerà l’impianto vero e proprio, mentre i flussimetri della seconda porteranno l’ossigeno a tutti i pazienti.

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