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Addio a Giovanni Fumagalli: da farmacista a mastro birraio con il suo “Via Priula”

Conosciutissimo in Valbrembana, è morto a 60 anni stroncato da una polmonite. Amante della montagna e dei viaggi, suonò il pianoforte nel film 'L'albero degli Zoccoli'. Chiamò la sua prima birra Camilla, in onore della figlia

“Giovanni vorrebbe che non ci amareggiassimo troppo, imparando da lui la curiosità, l’inventiva e il desiderio di stare in mezzo agli altri, con la sensibilità che lo contraddistingueva”. I cugini Mario Micheli ed Emanuela Sonzogni ricordano così Giovanni Fumagalli, stroncato da una polmonite giovedì pomeriggio, 19 marzo.

Aveva 60 anni. Dopo averne passati ventiquattro dietro il banco della farmacia di San Pellegrino, da gennaio 2019 aveva deciso di dedicarsi completamente all’attività di birraio, iniziata nel 2010 insieme a Mauro Zilli, con cui ha aperto il birrificio Via Priula.

“Portare avanti il birrificio era il suo sogno, un sogno purtroppo interrotto bruscamente. Quando passava in farmacia, ci raccontava il suo essere felice nell’aver intrapreso l’attività di birraio: era riuscito, anche solo per un anno, a dedicarsi completamente alla sua passione”.

Passione che Giovanni Fumagalli inizia a coltivare da ragazzo quando, ispirato anche dal nonno Ermanno Bonapace, si documenta sulle tecniche di produzione della birra. “La sua prima birra, prodotta artigianalmente, l’avevamo assaggiata a casa sua – ricordano Mario ed Emanuela -. L’aveva chiamata Camilla, in onore della figlia appena nata. Aveva anche messo la sua fotografia sull’etichetta”.

Passione che, nell’agosto 2010, l’ha portato ad aprire il birrificio Via Priula, i due locali a San Pellegrino e a Bergamo (il “Beerghèm” di via Pitentino), fino al recente impianto di produzione, aperto nel gennaio 2019 in località Pracastello, nella cittadina termale.

Tredici birre, dalla bionda “Loertis” alla “Rosa!” (birra alla frutta, nata per festeggiare l’arrivo del Giro d’Italia a San Pellegrino nel 2011), dalla rossa “Dubec” fino all’invernale “Gratacornia”: birre premiate anche all’estero, dal Belgio fino in Giappone.

“Giovanni era un pozzo di idee, aveva in mente sempre ricette diverse per nuove birre possibili”. Idee sempre condivise con altri produttori di birre artigianali, con i quali nel tempo aveva stretto diversi contatti. “Era altruista, ci teneva a conoscere altre persone con la stessa passione, per scambiarsi idee”.

Passione che ha portato, nel 2010, anche alla nascita del “Beerghèm”, festival dedicato alle birre artigianali presente da alcuni anni a San Pellegrino.

Una passione, quella per le birre artigianali, cresciuta grazie ad una forte inventiva, sviluppata da giovane anche grazie alla passione per il pianoforte, trasmesso dalla nonna. “Una tradizione che nonna Consuelo, in un certo senso, imponeva a tutti i nipoti, visto che lei era stata maestra di pianoforte”.

Lo si può osservare anche ne “L’Albero degli Zoccoli”, film di Ermanno Olmi del 1978, ambientato nella campagna bergamasca dell’Ottocento. “Giovanni aveva 17 anni, nel film ha suonato un paio di brani al pianoforte, di cui uno suo originale, che sfumava in un commento di Olmi sulla vita contadina”. Ennesimo esempio di un uomo che ha sempre messo amore in tutto ciò che faceva, determinato nel fare tutto con arte e con cura.

Innamorato della montagna e dei viaggi, fonda con Bruno Tassi “Camós” il gruppo Camosci di alpinisti e scalatori, guidandone attività ed eventi. “Adesso avrebbe dovuto essere in Norvegia, ma incredibilmente salta questo giro. E anche tutti gli altri. Non ci sarà più alle gite Camosci, ai meeting di arrampicata di Cornalba e a tutti quegli incontri che lo vedevano protagonista – ricordano gli amici del gruppo Camosci di San Pellegrino.- Troppo avanti, troppo temerario per non inseguire e realizzare i suoi sogni, ci ha lasciati in un giorno tiepido di fine inverno, perplessi e straniti dal fatto di non poter nemmeno abbracciare e salutare i suoi famigliari”.

Giovanni lascia la moglie Isabella ed i figli Camilla e Francesco, proprio nel giorno della festa del papà: “Te ne sei andato così, silenzioso, il giorno della tua festa. Nessuno mi ha insegnato l’amore per la vita come tu hai fatto” – ha scritto la figlia in un post su Facebook. “Spero sia davvero sulle montagne del Paradiso, insieme al suo amico Camós, che possa brindare con le sue birre anche da lassù – racconta Mario Micheli -. Avrebbe detto “Viva la vita” e così ci piace pensarlo”.

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