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Gallera: ci sono medici cinesi, ora può partire l'ospedale da campo a Bergamo - BergamoNews
Il via libera

Gallera: ci sono medici cinesi, ora può partire l’ospedale da campo a Bergamo

I lavori per l'installazione dell'ospedale da campo alla Fiera possono ufficialmente ripartire. Foroni: "Appena risolte le ultime questioni si darà inizio all'esecuzione del progetto"

Dopo la paura di mercoledì sera, Bergamo e la Bergamasca si sono sentiti rassicurare dalla Regione e dall’Assessore al Welfare Giulio Gallera: “L’ospedale da campo dell’Ana alla Fiera non è mai stato in discussione, è sempre stato una priorità, ma serviva la certezza di avere a disposizione personale medico e infermieristico per gestirlo”,  è il succo di una sua dichiarazione nella mattinata di giovedì 19 marzo.

Prima di quel momento per chi oggi si trova in prima linea a combattere l’emergenza, e fa i conti giornalmente con strutture ospedaliere vicine al punto di non ritorno, sono state però ore convulse e di grande preoccupazione.

Perchè il direttore generale Territorio e Protezione civile di Regione Lombardia Roberto Laffi aveva da poco inviato una lettera al presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero, al direttore generale della Sanità Ana Sergio Rizzini, al capo della Protezione Civili Giulio Borrelli e alla direzione generale Welfare per chiedere che venissero sospese tutte le operazioni finalizzate all’installazione dell’ospedale da campo.

“Potrà essere ripresa non appena si renderà disponibile il personale medico necessario per la gestione sanitaria della stessa”, aveva precisato Laffi.

Non abbastanza, però, per evitare che a Bergamo la prendessero tutti piuttosto male.

Allarme rientrato completamente quando, attorno alle 13, il presidente della Regione Attilio Fontana si è presentato in conferenza stampa accompagnato dal vicepresidente della Croce Rossa cinese: “Oggi pomeriggio (giovedì 19 marzo ndr) verrà data conferma che i lavori riprenderanno, siamo riusciti a recuperare un gruppo di medici che potranno andare all’ospedale in questione. Forse si sono fatte affermazioni un po’ ruvide, ma la tensione è la causa di tutto: dichiarata e assoluta la volontà di realizzare quell’ospedale a Bergamo”.

L’ok definitivo lo ha dato ancora Gallera, nel pomeriggio di giovedì: Regione Lombardia non ha mai voluto bloccare l’ospedale da campo che è un’enorme opportunità per alleggerire la situazione in difficoltà. Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti che possiamo per consentire, spostando alcuni pazienti, di avere ancora capacità di ricovero. Perché siamo al punto che non ci sono più letti. Abbiamo aperto un numero enorme di posti letto da 724 a 1250 posti nelle terapie intensive. Avremmo anche spazio ma nelle terapie intensive mancano i respiratori (ogni notte ne arrivano 25 però) .

Ma il tema vero è quello del personale. Nelle aree più critiche come la città di Bergamo vogliamo strutture che possono aiutare la ricezione delle tante persone che devono essere ricoverate. Si presentano a frotte, di 50 persone con problemi polmonari forti. Abbiamo bisogno di personale. Perciò attiviamo le opzioni solo quando possiamo portarle a termine. Come in questo caso per i bergamaschi. non siamo persone da annunci.

Questo ci ha portato ieri a chiedere di differire l’attivazione dell’ospedale da campo perché non avevamo certezza di recuperare personale, o sul territorio italiano o su quello straniero. L’ospedale da campo in realtà è un presidio medico avanzato.

Da lombardi quando lo diciamo dev’esserci la risposta. Per questo la prudenza ci ha portato a dire: abbiamo bisogno di qualche ora. Il vicepresidente della Croce Rossa cinese ha detto che ci vogliono essere vicini: hanno quantità di medici e infermieri pronti a darci uan mano e allora possiamo attivare i lavori.

Arrivano anche 53 medici cubani che hanno combattuto l’ebola, arrivano sabato per alleviare grandi fatiche del presidio di Crema”.

Il collega Pietro Foroni ha poi aggiunto dettagli sulla struttura: “Sarà all’interno dei padiglioni fieristici, con particolari finalità a complemento di quello che già c’è sul Coronvarirus. Appena risolte le ultime questioni si darà inizio all’esecuzione di questo ospedale: ci vorranno tra le 72 e le 96 ore per realizzare la struttura, quindi dovranno essere posizionate le attrezzature mediche”

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