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Romano piange il fotografo Angelo Biglioli, morto 6 giorni dopo la moglie Giuseppina

Ha fotografato intere generazione di romanesi. Il figlio Roberto: "Lui e la mamma sono stati un grande esempio di vita insieme"

Sono morti a sei giorni di distanza l’uno dall’altra; lui all’ospedale di Brescia, lei nel letto di casa.

Angelo Biglioli, 82 anni da poco compiuti, era molto conosciuto in paese. Era stato il fotografo di intere generazioni, sempre pronto con la sua reflex a immortalare eventi e fatti di cronaca della cittadina della Bassa.

Dopo la meritata pensione non aveva smesso di essere in prima linea nella vita del paese, diventando il nonno-vigile che da volontario per tanti anni ha sorvegliato l’ingresso e l’uscita dei bambini dalle scuole cittadine.

È morto nella notte tra lunedì 16 e martedì 17, dopo una battaglia contro il Coronavirus. Sei giorni prima aveva visto spirare sua moglie Giuseppina, 81 anni, morta nel letto di casa: si sospetta che fosse stata colpita, pure lei, dal Covid-19.

Giuseppina e Angelo immortalati dal nipote Michele
Angelo e Giuseppina

“La loro è una storia di vita, come ogni coppia della loro età – ci racconta il figlio Roberto -. Più di sessant’anni insieme, fatti di alti e bassi, di sacrifici, e una quotidianità vissuta nella semplicità assoluta, con il papà che non ha mai fatto un giorno di ferie, mai un giorno di riposo, sempre in giro con la sua reflex a fotografare ogni evento di vita vissuta, bella, felice e tragica della sua Romano e dei paesi limitrofi”.

“È stato corrispondente fotografo de L’Eco di Bergamo per la sua Bassa bergamasca: tanti gli articoli del nostro concittadino Belloni che hanno avuto le sue foto come racconto – spiega ancora Roberto Biglioli -. È stato anche il fotografo delle stazioni dei carabinieri della Pianura. In pratica era il fotografo della comunità, di tutti. Gente della mia età, più anziani e meno giovani, nei loro ricordi hanno le immagini del papà scattate nei momenti più belli della loro esistenza, molti li ha ritratti durante il battesimo, la prima comunione, la cresima, il matrimonio, nelle foto di gruppo a scuola. In alcuni casi a fotografato nonni, figli e poi nipoti a scuola”.

“Quante storie l’ho visto raccontare quando ancora si fotografava con la pellicola – racconta ancora il figlio Roberto -. Non esisteva Photoshop, e lui con amore e passione ritoccava a mano le foto di coloro che ci hanno preceduto nella nostra comunità e quelle vicine. Oggi questa passione per la fotografia l’abbiamo ereditata io e i miei figli Michele e Stefano”.

Angelo e Giuseppina
Angelo e Giuseppina

Roberto Biglioli, nonostante la perdita dei genitori, in questi giorni è in prima linea insieme agli altri operatori sanitari nella battaglia contro il Coronavirus: “Un messaggio lo voglio mandare ai miei connazionali, concittadini, tutti. Uscite di casa solo per assoluta necessità, e se lo fate, meglio con i giusti dispositivi di protezione. Fatelo anche per rispetto di chi non c’è più, di quelle persone decedute per colpa di questo virus maledetto. Fatelo per chi sta combattendo questa battaglia tra la vita e la morte, ogni giorno in tutti gli ospedali d’Italia. E soprattutto fatelo per voi stessi, per i medici, per gli infermieri, per tutti gli operatori socio sanitari come me, radiologi e non solo, che ogni giorno con sacrifici enormi stanno lottando e contribuendo alle cure di tutte le persone ricoverate a causa di questo male. Sono, siamo tutte persone che stanno sacrificando la vita anche delle proprie famiglie per il bene comune, per la comunità tutta. Ma abbiamo bisogno del vostro aiuto: siate responsabili non solo per voi, ma per per tutta la nostra comunità. State a casa”.

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