Coronavirus

“Perché in Veneto e in Emilia si fanno tanti tamponi e in Lombardia no?”

Il consigliere regionale Carretta scrive all'assessore Gallera: "Ho chiesto come mai non ci sia una linearità nell'affrontare l'emergenza da parte delle regioni più importanti e più colpite"

“Perché in Veneto e in Emilia Romagna si fanno tanti tamponi e in Lombardia no?”. Il consigliere regionale dei Lombardi Civici Europeisti Niccolò Carretta ha scritto all’assessore al welfare Giulio Gallera.

“Sollecitato da più parti – spiega Carretta – ho scritto una breve lettera all’assessore Giulio Gallera per chiedere come mai non ci sia una vera e propria linearità nell’affrontare l’emergenza Coronavirus da parte di Regione Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, le regioni più importanti e più colpite. Oltre ad aver ringraziato l’assessore per il lavoro di questi giorni, ho sollevato la questione relativa alla diversa scelta di non effettuare tamponi anche ai soggetti asintomatici come invece avrebbero scelto di fare, leggendo varie dichiarazioni, Zaia e Bonaccini”.

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Il Consigliere bergamasco è quindi intervenuto perché allarmato dai dati in forte crescita del personale sanitario: “Mi riferisco, in particolare, ai medici e agli infermieri che lavorano negli ospedali, ai farmacisti, al personale che opera sulle ambulanze, al personale medico e non solo che opera nelle Rsa, ai medici e pediatri di base. Tutte figure per le quali ritengo necessario elevare le protezioni e quindi i controlli, perché vengono a contatto con un numero maggiore di persone a rischio e la probabilità di contagio è più elevata”.

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