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Dalla coppia che prepara il picnic ai finti macellai: nuove denunce nella Bergamasca

Continuano i controlli dei carabinieri per pizzicare chi si sposta da casa senza un vero motivo valido, aggirando le restrizioni imposte dal governo

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Le nuove regole imposte in tutto il Paese dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con i recenti decreti hanno stretto ulteriormente le maglie dei controlli che ora sono sempre più capillari per evitare l’espandersi del contagio da coronavirus.

Le pattuglie dell’Arma impegnate sul territorio della provincia di Bergamo – intensificate con mirati servizi volti a fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso – stanno controllando sia il traffico dei veicoli che le persone in movimento a piedi per impedire che si formino assembramenti, in particolare nei centri cittadini, nei luoghi di aggregazione e nei parchi.

Analoga l’attenzione posta al rispetto di quanto previsto nei confronti degli esercizi commerciali, tuttora autorizzati all’apertura, sia in termini di orari di chiusura che per l’osservanza delle distanze di sicurezza dei clienti.

I servizi garantiti hanno consentito così di controllare oltre 300 veicoli, 641 persone e 71 esercizi commerciali e nel contempo di svolgere anche una importante attività informativa nei confronti dei cittadini. Al fine di dissipare dubbi persistenti sulle restrizioni vigenti, i carabinieri non hanno lesinato risposte alle domande sulle motivazioni che consentono il movimento o la permanenza delle persone all’esterno delle proprie abitazioni. Tra le più frequenti sicuramente quella circa la possibilità di uscire di casa per compiere una passeggiata e svolgere attività motoria o sportiva.

Sono state riscontrate 52 violazioni riguardanti l’art. 650 del Codice Penale, cioè l’inosservanza di un provvedimento emesso dall’Autorità nei confronti di chi ha violato le prescrizioni sulla mobilità fuori dell’abitazione o fornito autocertificazioni il cui contenuto è risultato falso o mendace, in violazione così dell’art. 495 del Codice Penale. Per quest’ultima violazione, nello specifico, sono stati due i deferiti all’autorità giudiziaria. Nei guai sono finiti due fratelli marocchini di Nembro che, a seguito del controllo, hanno motivato il loro spostamento dichiarando di essere titolari di una macelleria islamica di Albino. Gli accertamenti  però, hanno appurato che non solo non avevano titolarità di alcun esercizio commerciale, ma che l’unica attività lavorativa svolta dai due era limitata ai primi mesi del 2019, quando avevano lavorato rispettivamente come muratore e falegname.

Continuano a non mancare le motivazioni fantasiose addotte da chi viola violato le disposizioni.

A Verdello, sono stati denunciati due coniugi di origine pakistana che fermati mentre rientravano alla loro abitazione: hanno riferito ai militari di esser di rientro dopo aver trascorso la serata a casa del cognato dove aveva avuto luogo una festa di famiglia.

A Dalmine, un giovane è stato denunciato per essersi recato ad acquistare della pittura per ritinteggiare la propria abitazione. E se ad Urgnano la motivazione addotta da un cittadino marocchino residente a Pontida è stata quella di aver raggiunto il comune di Sola per pagare il passaggio di proprietà di una vettura, ancor meno plausibile è stata la necessità addotta da un cittadino indiano di Cologno al Serio che ha riferito di aver chiesto alcune informazioni all’ufficio postale del paese.

Sempre gettonata, poi, l’imprescindibile necessità di andare a trovare la fidanzata: l’ennesimo caso a Spirano, durante il controllo di un’auto condotta da un giovane ecuadoregno residente a Treviglio.

A Zogno, due giovani sono stati controllati mentre imbandivano un picnic su una panchina ed un altro, sebbene minorenne, denunciato una seconda volta per la reiterazione della permanenza fuori dall’abitazione.

Carabinieri di Treviglio impegnati in una consegna
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In giorni in cui diversi corrieri hanno bloccato le consegne in tutta la provincia, di vitale importanza il ruolo assunto dalle pattuglie dell’Arma in servizio sul territorio che, come già avvenuto nella settimana scorsa, stanno effettuando le consegne di farmaci salvavita e dispositivi di protezione individuale agli Ospedali ed alle farmacie. In particolare, nella mattinata di mercoledì 18 marzo, gli uomini della Compagnia di Treviglio, dopo aver preso in carico i materiali, hanno effettuato la consegna all’ospedale di Treviglio-Caravaggio, da giorni impegnato in prima linea nel fronteggiare l’emergenza in corso. Analogo l’impegno odierno verso le farmacie, con consegne effettuate dai carabinieri anche a Calcio e ad Almenno San Salvatore.

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