Positivo al Covid-19, Diego è morto a 46 anni: era in servizio alla centrale operativa dell'ospedale - BergamoNews
Il lutto

Positivo al Covid-19, Diego è morto a 46 anni: era in servizio alla centrale operativa dell’ospedale

Originario di Seriate, abitava a Montello insieme alla moglie e al figlio: da oltre 20 anni al servizio degli altri, tra Croce Rossa e Soreu.

È stato impegnato fino all’ultimo, con la consueta passione e l’impegno che ha sempre contraddistinto il suo lavoro al servizio degli altri: Diego Bianco, 46 anni, è morto la scorsa notte a causa di una crisi respiratoria legata al Coronavirus.

Una notizia che ha lasciato senza parole i colleghi della centrale operativa Soreu e di tutti quelli che sono stati al suo fianco sulle strade in oltre 20 anni di servizio.

Originario di Seriate, abitava a Montello insieme alla moglie e al figlio: la sua attività era iniziata a metà anni ’90, alla Croce Rossa di Seriate, di cui anche la moglie è volontaria.

Per alcuni anni, poi, era passato a lavorare come autista alla casa di riposo di via Gleno (oggi Carisma ndr).

Dopo aver vinto un concorso era entrato nella Soreu, la centrale operativa dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che raccoglie le chiamate di emergenza anche da Brescia e Sondrio: il suo compito era quello di gestire le chiamate in arrivo dal numero unico di emergenza 112 che richiedevano assistenza sanitaria, per inviare i mezzi che riteneva più utili al caso.

Negli ultimi giorni era confinato a casa: al persistere dei sintomi e con la febbre che non accennava a scendere era stato sottoposto a tampone, al quale era risultato positivo al Covid-19. 

Alla scoperta della sua positività, la centrale Soreu era stata momentaneamente chiusa e sanificata ma le sue condizioni discrete avevano fatto propendere per l’isolamento domiciliare. 

Improvvisamente, però, nella notte tra venerdì e sabato è stato colto da una fortissima crisi respiratoria: in un primo momento è stata la moglie a soccorrerlo, poi anche il personale medico ma non c’è stato nulla da fare.

Colleghi e amici, sconvolti, lo ricordano come un gran lavoratore, molto tranquillo e pacato, impegnatissimo nel mettersi al servizio degli altri. 

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