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La strada porticata di Averara, una passeggiata nella storia della Val Brembana

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa lungo la Via Mercatorum

Carovanieri in attesa, osterie aperte, bestiame in transito.

Sono queste le scene che si potevano vedere lungo la strada porticata di Averara, antica struttura sorta lungo il tracciato della Via Mercatorum.

La posizione strategica della struttura confermerebbe l’importanza ricoperta dalla stessa sin dal Medioevo quando i mercanti erano costretti ad attraversare l’ultimo borgo brembano prima di raggiungere la Valtellina.

Prima della realizzazione della Strada Priula, le merci erano obbligate a raggiungere lungo la via d’accesso prima di superare il Passo di Verrobbio oppure quello di Albarino.

Sovrasta da alcuni edifici a tre piani, l’opera si caratterizza per i suoi portici che, suddivisi in dieci ampie arcate, conservano ancora intatte le grandi travature lignee e la pavimentazione acciottolata, con le due corsie in pietra dedicate al passaggio dei carri.

Lungo le pareti è invece possibile osservare numerosi affreschi realizzati a cavallo fra il XV e il XVI secolo attraverso i quali è possibile percorrere la storia del paese.

Le prime immagini, ad oggi quasi scomparse, vennero dipinti nel Quattrocento e rappresentano soggetti votivi come la Madonna con il Bambino e i Santi Gottardo, Sebastiano e Rocco, oltre che alcuni disegni ornamentali posti all’esterno.

La seconda fase sarebbe invece datata al 1565 quando probabilmente Giovan Battista Guarinoni operò nella località che in precedenza aveva dato i natali ai propri antenati.

L’artista orobico si occupò infatti di raffigurare stemmi di alcune famiglie della zona come i Bottagisi, simboleggiati da una botte; i Mazzoleni, rappresentati da una mano che impugna una mazza ferrata; oppure i Baschenis, effigiati con due bastoni incrociati; senza dimenticare il casato di provenienza.

Lungo la facciata si estende invece l’ultima fascia affrescata, eseguita nel 1700 e in grado di racchiudere finestre e porte-finestre, oltre a presentare due busti in finto marmo, forse riferibili ai proprietari degli edifici.

La costruzione del percorso voluto dal podestà Alvise Priuli cambiò in parte il tragitto delle merci dirette oltre confine, tuttavia la strada porticata mantenne vivo il ricordo di un passato ormai scomparso.

Foto tratta da Lombardia Beni Culturali

Fonti

Graziella Colmuto Zanella, Flavio Conti; Castra bergomensia : castelli e architetture fortificate di Bergamo e provincia; Bergamo; Provincia di Bergamo; 2004

AA.VV.; Pareti dipinte : alla scoperta di storie dimenticate : affreschi murali esterni in provincia di Bergamo; Bergamo; Provincia di Bergamo; 2005

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