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Sorte: chiudere tutto? Ecco cosa si può, cosa no e perché

Va trovato un equilibrio tra ragioni sanitarie, di sicurezza e la necessità di garantire attraverso una rimodulazione della mobilità il tessuto produttivo per tenere in vita il Nord e il resto del Paese.

Alessandro Sorte, parlamentare bergamasco di Cambiamo! in un intervento su Facebook dice la sua con chiarezza, mutuandolo in parte dal quotidiano La Stampa,  su cosa e perché deve restare aperto in questi giorni di emergenza coronavirus.

Bisogna chiudere tutto.

Bisogna chiudere tutto tranne che le aziende alimentari e farmaceutiche.

Bisogna chiudere tutto tranne che le aziende alimentari e farmaceutiche e le relative filiere (non le cito perché sono centinaia).

E le fabbriche?

Se chiudi la produzione della plastica, potrebbero mancare le bottiglie per l’acqua, o i contenitori, se fermi quella del cartone.

Se le industrie non producono la componentistica, rischiano di saltare i macchinari che hanno bisogno di ricambi.

I benzinai non puoi lasciarli a secco servono agli autotrasportatori che portano i beni di prima necessità.

Gli alberghi servono per i soldati, i poliziotti, come è successo a Codogno quando è diventata zona rossa e si sono trasferiti agenti da Sud a Nord. Ma gli hotel sono aperti anche per chi assiste un parente portato in ospedale.

Gli idraulici e gli elettricisti sono indispensabili, molta gente che vive da sola potrebbe aver bisogno se dovesse saltare la corrente o le tubature.

Per non parlare di tutto il mondo industriale e artigianale legato alla sanità.

Ma parte di queste persone come andranno a lavoro se chiudiamo il trasporto pubblico?

alessandro sorte

Va trovato un equilibrio tra ragioni sanitarie, di sicurezza e la necessità di garantire attraverso una rimodulazione della mobilità il tessuto produttivo per tenere in vita il Nord e il resto del Paese.

Rallentare la diffusione del Virus è un imperativo categorico.

Facciamolo con la testa.

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