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Export, nella bergamasca calo del 2% nell’ultimo trimestre 2019

Bergamo tra le prime cinque province esportatrici d’Italia. La diminuzione bergamasca è parallela a quella che registra il Nord-ovest (-1,8%). Anche la Lombardia ha registrato una stasi delle esportazioni nel 2019 rispetto al 2018

Il valore delle esportazioni di Bergamo nel trimestre considerato ha raggiunto i 4.081 milioni di Euro (-2,0% su base annua contro variazioni del -1,2% in Lombardia e del +1,7% in Italia). Le importazioni sono state pari a 2.332 milioni (-4,5% tendenziale contro -1,3% in Lombardia e -4,8% in Italia). Il saldo trimestrale della bilancia commerciale di Bergamo è positivo per 1.749 milioni, superiore al saldo del trimestre corrispondente dell’anno scorso (1.724 milioni).

Le esportazioni bergamasche hanno registrato nel trimestre un’ampia flessione, muovendosi così parallelamente al territorio italiano del Nord-ovest che segna un calo dell’1,8%, in controtendenza rispetto al Nord-est dove sono cresciute del 3,0%.

Tra i settori trainanti dell’export provinciale si nota una diminuzione per: macchinari (1.073 milioni, -4,0%), prodotti chimici (575 milioni, -0,9%), metalli di base (527 milioni, -6,6%), articoli in gomma (363 milioni, -3,3%), apparecchi elettrici (272 milioni, -4,0%), oltre al tessile e abbigliamento (246 milioni, -6,4%). Registrano invece un aumento i mezzi di trasporto (354 milioni, +6,4%) e i prodotti alimentari (220 milioni +4,4%).

Nel trimestre in esame l’export di Bergamo per area geografica di destinazione registra un calo tendenziale verso l’area UE (-2,0%), incluso l’Eurozona (-1,6%). Anche i mercati Extra UE sono in calo (-2,1%) dovuto all’effetto combinato di una diminuzione verso America settentrionale, Medio Oriente, Africa settentrionale, Asia centrale, oltre a Oceania e altri paesi africani.
Circa i maggiori paesi di destinazione si confermano ai primi tre posti Germania, Francia e Stati Uniti con una quota che rappresenta oltre un terzo del totale esportato nel trimestre. Rispetto al corrispondente periodo del 2018, la quota della Germania è diminuita dell’8,0%, quella degli Stati Uniti del 9,1%, mentre è salita quella verso la Francia (+2,4%).
I dati cumulati del 2019 (esportazioni per 16.156 milioni, il 12,7% di quelle lombarde) danno evidenza di una situazione di stasi rispetto all’intero anno precedente, che ricalca di pari passo la variazione nulla dell’intera Lombardia.

Si può affermare che la quota persa da Bergamo nel 2018 nelle esportazioni verso i partner UE (-2,4%), e specialmente la Germania che è calata del 4,9% anno su anno, è stata compensata da un deciso aumento nelle vendite verso i paesi esterni all’UE (+4,3%).

Con questi dati Bergamo si colloca tra le prime cinque province esportatrici d’Italia, in una classifica che vede Milano svettare con 45.696 milioni, seguita da Torino e Vicenza entrambe collocate sulla quota dei 18.500 milioni e a seguire Brescia e Bergamo con oltre 16.000 milioni.

“L’industria italiana ha chiuso il 2019 con produzione in calo e ordinativi in miglioramento – commenta il presidente Malvestiti,cosa che pareva anticipare un graduale miglioramento del ciclo economico. Gli scenari ora sono tuttavia profondamente mutati per gli effetti dirompenti dell’epidemia Covid-19 che, al di là delle gravi conseguenze dal punto di vista sanitario, ridefiniscono le prospettive per l’economia lombarda, italiana e mondiale. Non ci è peraltro possibile quantificarne ora gli effetti economici, stimati in continua evoluzione peggiorativa correlata alla difficoltà di contenimento dell’emergenza. Tocchiamo con mano che sono di estrema gravità con impatti trasversali su tutti i settori, ovviamente anche sul commercio con l’estero. La Camera di commercio di Bergamo è impegnata a svolgere il suo ruolo per alleviare le conseguenze sulle nostre imprese”.

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