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L'allarme

La Federazione dei medici a Conte: “A Bergamo 50 dottori infettati, servono decisioni”

"Di questo passo non solo non ci saranno abbastanza medici per assistere tutti, ma gli stessi sanitari diventeranno, loro malgrado, veicolo d'infezione".

“Nella sola provincia di Bergamo sono a oggi cinquanta i medici infettati, uno è morto. L’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera ha affermato, una settimana fa, che il 12% dei contagiati erano operatori sanitari. La stessa Fnomceo ha pagato un tributo altissimo, con la perdita di Roberto Stella, responsabile area formazione”. È il grido d’allarme del presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri, Filippo Anelli, che oggi ha scritto al premier Giuseppe Conte, ai ministri competenti e alle Regioni una lettera con le proposte organizzative per contenere il contagio: dagli ambulatori “a porte chiuse”, alle visite solo su appuntamento fino all’attivazione delle unità speciali per l’assistenza domiciliare.

“Cosa stiamo aspettando? – si chiede Anelli – Di questo passo non solo non ci saranno abbastanza medici per assistere tutti, ma gli stessi sanitari diventeranno, loro malgrado, veicolo d’infezione. Sono necessarie nuove misure che regolamentino l’attività dei medici negli ambulatori, per la tutela della salute dei professionisti e di tutta la popolazione”.

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