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Coronavirus, l’appello di Cgil, Cisl e Uil: “Prima la salute”

Le tre principali sigle sindacali lombarde: "Continuare ad affermare che la tutela della vita e della salute degli operai, impiegati, lavoratori e lavoratrici di ogni settore è l’assoluta priorità".

“In questi giorni abbiamo sostenuto il principio riassunto in “Prima la salute” e riteniamo che anche oggi, in presenza dell’ultimo DPCM, questa sia l’assoluta priorità”: così dicono Cgil, Cisl e Uil della Lombardia in una nota diffusa giovedì 12 marzo, “pienamente condivisa anche da noi qui a Bergamo” hanno detto poco fa Gianni Peracchi della Cgil, Francesco Corna di Cisl e Angelo Nozza di Uil di Bergamo.

“Crediamo sia un errore aver scelto, come ha fatto il Governo, di far prevalere le ragioni economiche, seppur con alcune limitazioni del tutto insufficienti a fronteggiare l’emergenza sanitaria, rispetto alla prioritaria tutela intransigente e certa della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, lasciando di fatto al sistema delle imprese il giudizio finale su cosa e come produrre”.

“Non di meno il sindacato deve agire sulla leva del ‘favorire gli accordi tra le parti sociali’, prevista dal DPCM; per questo da subito abbiamo chiesto che la Cabina di regia regionale sia il luogo utile a favorire gli accordi per una significativa riduzione delle attività produttive nella nostra regione, tenuto conto sia dell’emergenza sanitaria che delle attività indispensabili e di pubblica utilità, nonché della definizione concordata di quali siano le dotazioni strumentali e i presidii di massima sicurezza e le modalità organizzative che ogni impresa deve garantire a garanzia della salute dei lavoratori, in mancanza delle quali è obbligata la sospensione dell’attività”.

“Così come è indispensabile che le RSU/RSA e le categorie territoriali, che sono al fianco di lavoratori e lavoratrici, attivino da subito in ogni azienda confronti ed iniziative per il rispetto rigido delle norme igienico-sanitarie e di protezione, anche finalizzate al rallentamento e alla sospensione delle attività produttive che risultano con tutta evidenza non indispensabili in questa fase di emergenza.

Continuare ad affermare che la tutela della vita e della salute degli operai, impiegati, lavoratori e lavoratrici di ogni settore è l’assoluta priorità, che ci sono tante attività non indispensabili in una situazione grave com’è quella attuale e che è necessario un grande atto di responsabilità collettiva, sono i principi a cui ispirarsi per rilanciare un’idea di Paese e di comunità civile”.

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