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Covid 19, Polizia chiede più tutele; automobilista dona mascherine agli agenti - BergamoNews
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Covid 19, Polizia chiede più tutele; automobilista dona mascherine agli agenti

Il regalo di un uomo che era stato fermato per un controllo. Intanto il sindacato Fsp scrive una lettera al questore per avere maggiore sicurezza

Mentre il sindacato di Polizia scrive una lettera al questore di Bergamo per chiedere maggiori tutele in tempi di Coronavirus, un’automobilista fermato per un controllo dopo le recenti misure del Governo, regala un paio di mascherine agli agenti che l’avevano controllato.

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Succede anche questo in un periodo in cui tutti sono chiamati a essere più responsabili, verso se stessi e gli altri. Così martedì mattina in via David a Bergamo, dove era stato allestito un posto di blocco di una pattuglia delle Volanti della questura per controllare gli spostamenti dei bergamaschi dopo il decreto che obbliga i cittadini a rimanere in casa (se non per comprovate esigenze lavorative o di salute), i due agenti in servizio hanno ricevuto in dono una mascherina col filtro ciascuno da un uomo che ne aveva alcune in auto per i propri operai.

Un bel gesto, che però non basta a coprire l’intero reparto della polizia di Stato cittadina, in servizio in questi giorni nonostante l’emergenza Coronavirus, sia per i controlli a chi esce di casa, che per le normali operazioni contro la lotta al crimine.

Nei giorni scorsi il sindacato di categoria Fsp ha inviato una lettera al questore Maurizio Auriemma per chiedere più sicurezza:

“Egregio questore, abbiamo purtroppo appreso dagli organi di stampa, la sua positività al Coronavirus, pur essendo asintomatico. Abbiamo inoltre appreso che lei continuerà a seguire l’attività della questura direttamente dal proprio appartamento e questo non può che renderle onore.

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Questa modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, come è noto, non potrà essere svolta dai poliziotti in servizio presso la locale questura, i quali dovranno essere chiamati a garantire “i servizi per le emergenze e i servizi pubblici essenziali coinvolti nella gestione dell’emergenza epidemiologica in atto”.

In merito alla sua condizione di salute, che ovviamente ci auguriamo possa risolversi in fretta senza alcuna conseguenza, si ipotizza che il contagio possa essere avvenuto nel corso delle periodiche riunioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si sono svolte in queste ultime settimane presso la prefettura, anche se non vi è alcuna certezza.

È noto a tutti che il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata; la via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite la saliva, tossendo e starnutendo, contatti diretti personali. O toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

Vista la situazione venutasi a creare, chiediamo di essere portati a conoscenza se anche tutti i dirigenti della questura, che nelle ultime due settimane hanno giornalmente partecipato alle riunioni da lei presiedute e di conseguenza entrate in stretto contatto, siano già stati sottoposti al test del coronavirus per mezzo del tampone.

Questa richiesta viene avanzata in primis per avere cognizione sulla reale situazione di eventuali persone che potrebbero essere positive, anche se asintomatiche, in secondo luogo anche per tranquillizzare tutti quei colleghi che giornalmente si sono trovati a lavorare a stretto contatto per ragioni d’ufficio con gli stessi dirigenti.

Non va dimenticato che tutti gli operatori di Polizia, terminato il turno di servizio, tornano presso le proprie abitazioni ove ad attenderli ci sono figli piccoli e/o genitori anziani, per i quali un eventuale contagio potrebbe avere conseguenze anche gravi.

Considerato che, in circostanze emergenziali come queste, la piena salute del personale delle forze di Polizia è un elemento di vitale importanza per garantire tra l’altro la sicurezza e l’ordine pubblico, chiediamo lo screening della salute di tutti gli appartenenti la Polizia di Stato sul territorio provinciale di bergamo, i quali dovranno essere sottoposti al test del Coronavirus per mezzo dell’apposito tampone, al fine di escludere eventuali problematiche conseguenti al virus al momento in diffusione”.

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