Il 9 marzo 1947 nasceva Emiliano Mondonico: “Il mister contro i poteri forti”
Nel giorno in cui il Baffo di Rivolta avrebbe compiuto 73 anni abbiamo chiesto a due suoi “discepoli”, Gallo e Fortunato, cosa avrebbe risposto il loro ex allenatore ad Andrea Agnelli alla domanda “è giusto che l’Atalanta giochi in Champions League”
Chissà cosa avrebbe risposto, lui, ad Andrea Agnelli quando il presidente della Juventus si chiedeva se “è giusto che l’Atalanta giochi in Champions League”. Lui che, quando l’Atalanta con un eurogol di Gallo al minuto 117 aveva eliminato a Bergamo dalla Coppa Italia nientemeno che la Juve, si era girato verso la tribuna con i dirigenti bianconeri urlando “bast… a casa!”.
Lui, avrete capito, è Emiliano Mondonico, che oggi 9 marzo avrebbe compiuto 73 anni e avrebbe festeggiato, ovvio, invitando gli amici a una tavolata a base di pane e salame. E su quello, sul salame, non ammetteva rivali, sapendone spiegare come pochi le qualità, la stagionatura, anche il modo di tagliarlo. Ma non aveva rivali anche nel saper leggere le partite e, se necessario, cambiare in corsa per arrivare al risultato: in questo, si sarebbe meritato una laurea ad honorem.
“Ah era davvero il numero uno e non sbagliava mai un cambio, ve lo dice chi” parla Fabio Gallo, “tra l’altro era uno dei più sostituiti tra i suoi giocatori. Ma, per me, il Baffo era come un padre”.
Gallo ha ancora ben in mente l’eurogol del 25 ottobre 1995. Per dire: anche allora aveva funzionato il cambio, Domenico Morfeo aveva lasciato il posto (immaginiamo con quale piacere, conoscendo il carattere del numero dieci) al 42′ del secondo tempo proprio a Gallo, che nel supplementare aveva deciso la partita. “E come si può dimenticare la reazione del Mondo a quel gol, lui che si gira verso la tribuna e urla verso… i piani alti del calcio”.
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Cosa avrebbe risposto ad Agnelli, oggi? “Con una delle sue battute, per farti sorridere. Una delle tante metafore che usava… se ho portato qualcosa dei suoi insegnamenti facendo l’allenatore? Mah lui sicuramente nella gestione del gruppo era un maestro e aveva la capacità di farti tirare fuori il massimo facendoti arrabbiare, per caricarti, provocare una reazione. Ricoprdo che prima della trasferta di Empoli aveva detto: ‘se gli architetti giocano bene allora va bene anche l’Atalanta”. Gli architetti, cioè Gallo e Sgrò, in un centrocampo fatto per produrre gioco e anche in quello “era avanti. Certo, rispetto a questa Atalanta, che gli sarebbe piaciuta molto, lui era più conservativo…”.
Daniele Fortunato, che era un po’ l’alter ego del Mondo in campo, ha un’altra spiegazione riguardo al cambio di Gallo nella famosa partita di Coppa Italia vinta contro la Juve: “Contro squadre più forti non riuscivamo a entrare in area, era molto difficile fargli gol. E quindi il Mondo aveva pensato di inserire Gallo, proprio per sfruttare uno che sapesse colpire da fuori area. In effetti Gallo aveva un ottimo tiro ed è andata bene. Bravo a leggere la partita come nessun altro: io, tra tutti gli allenatori che ho avuto, non ho conosciuto un altro che come lui sapesse sempre come intervenire. Cioè, non sempre ho avuto con altri questa sensazione: lui era maestro in questo”.
Fortunato spiega anche la reazione del Baffo, allora, dopo il gol di Gallo: “Beh il Mondo era contro i poteri forti, poi lui che ha allenato il Torino era sempre in lotta… con i bianconeri e però avrebbe meritato di allenare anche grandi squadre”.
Gli sarebbe piaciuto allenare i vari Gomez e Ilicic, lui che aveva Morfeo e Lentini? “Come no? Il Mondo ha sempre pensato che i giocatori di qualità devono stare in campo e ho visto esordire con lui giovani come Morfeo, Pavan, Locatelli… se uno era bravo giocava, non contava l’età”.
Ma allora, ci facciamo un pane e salame col Mondo per festeggiarlo? “Volentieri, come all’AlbinoLeffe negli ultimi anni: portava pane e salame e finiva tutto in poco tempo. La realtà è che io gliene fregavo metà e il preparatore atletico Bizioli un altro pezzo. Mondo stava al gioco e chiedeva: Ma come mai è già finito? Però una volta mi ha sgamato quando mia moglie gli ha detto: mister, che buono il suo salame. E lui rideva sotto i baffi: salame? Ma quando ve l’ho dato?”.


