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Il bergamasco Carlo Palumbo campione nazionale di tiro con l’arco: “Sogno la nazionale”

Il giovane e talentuoso arciere, 13enne di Lurano ha primeggiato al campionato italiano di tiro con l'arco indoor - categoria ragazzi

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Il bergamasco Carlo Palumbo ha vinto il campionato italiano di tiro con l’arco indoor – categoria ragazzi. Il giovane e talentuoso arciere, 13enne di Lurano ha primeggiato alla manifestazione che si è disputata lo scorso 22 febbraio a Rimini conquistando la medaglia d’oro.

Carlo Palumbo

Questa vittoria, arrivata dopo molti risultati positivi ottenuti in altre manifestazioni, è il frutto di una grande passione coltivata giorno dopo giorno con tanto impegno. Ma più di tutto a fare la differenza è la volontà di prepararsi al meglio per affrontare ogni sfida e migliorarsi sempre per raggiungere nuovi obiettivi. Lo abbiamo intervistato per saperne di più.

Carlo Palumbo

Come nasce la sua passione?

È nata in modo abbastanza casuale. Quando avevo otto anni, insieme alla mia famiglia sono stato al parco avventura della Roncola: ho visto alcune persone fare le prove di tiro con l’arco, mi sono cimentato anch’io e mi sono appassionato. È uno sport molto complesso: mi incuriosiva parecchio riuscire a capire come fare centro lanciando la freccia. Per riuscirci bisogna allenarsi con costanza, serietà e determinazione.

Quanto si allena?

Nei primi due anni uno o due giorni alla settimana poi, cominciando a raccogliere risultati positivi nelle gare, ho intensificato l’allenamento fino a cinque o sei volte alla settimana, mentre la domenica quasi sempre partecipo alle gare. Il tiro con l’arco è uno sport che richiede molta concentrazione e la costanza è fondamentale per non perdere la fluidità: mi alleno sia d’estate sia d’inverno, a Urgnano per la preparazione all’aperto e a Cologno al Serio per l’indoor.

Fa parte di una squadra?

Si, gli Arcieri della Francesca. Insieme a me ci sono due ragazzi, Riccardo Dilecce e Andrea De Faveri, entrambi di 12 anni. Insieme siamo arrivati secondi al campionato nazionale di tiro con l’arco per la categoria squadre, sempre per la categoria “ragazzi”.

Ha già gareggiato a tante altre competizioni?

Ho partecipato a molte sfide. Faccio parte della squadra regionale di tiro con l’arco, che l’anno scorso la Lombardia ha vinto la coppa d’Italia delle regioni.

Riesce a coniugare bene scuola e sport?

Ci vuole impegno, non è semplice ma sto riuscendo a organizzarmi.

Pratica anche altri sport?

Il tiro con l’arco è l’attività sportiva a cui mi dedico maggiormente ma pratico anche judo. Per la mia famiglia è una sorta di tradizione: lo hanno praticato anche mio papà Domenico e i miei due fratelli maggiori. Io l’ho cominciato all’età di sette anni e ho avuto belle soddisfazioni come la vittoria del campionato italiano Csi: mi piace ma per ora lo sto proseguendo come attività fisica per tenermi in forma. Per tre anni, inoltre, mi sono cimentato anche nel nuoto senza però partecipare a gare.

C’è uno sportivo che apprezza particolarmente?

Mauro Nespoli della nazionale di tiro con l’arco, medaglia d’oro a squadre alle Olimpiadi di Londra 2012 e argento a Pechino 2008.

Prima di una gara ha un gesto scaramantico?

In realtà no: sono abbastanza sicuro perchè quando partecipo a una gara mi preparo bene e so quello che devo fare. Quando mi capita di sbagliare un tiro penso alla sfida successiva: non bisogna soffermarsi su un’eventuale performance negativa ma impegnarsi giorno dopo giorno per migliorare sempre più e raggiungere nuovi obiettivi. È fondamentale avere la capacità fisica e mentale di rimanere lucidi e non farsi condizionare dall’esito di un match perchè l’ansia è controproducente: se quando si partecipa a una competizione si è sereni è più facile raggiungere un grande risultato.

C’è riuscito anche al campionato nazionale

Ascoltare l’inno è stata una grande emozione ma quanto inizia la sfida è importante riuscire a gestire il proprio stato d’animo per evitare errori.

Consiglia anche agli altri ragazzi di praticare tiro con l’arco?

Si, è uno sport molto bello e mi piacerebbe che si conoscesse maggiormente. È divertente e rilassante, ma al tempo stesso aiuta a migliorare la propria capacità di concentrazione. Offre anche tante opportunità per socializzare e la possibilità di fare esperienze utili per la propria crescita. Inoltre, può dare tante soddisfazioni: all’inizio non è facile centrare il giallo ma allenandosi con costanza l’impegno viene ripagato.

Per concludere, quali sono i suoi progetti per il futuro?

Sogno di far parte della nazionale. Guardando a un orizzonte temporale più lontano, perchè no, mi piacerebbe partecipare alle olimpiadi. Intanto continuo a impegnarmi, sempre pronto per nuove sfide.

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