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Da bambina a spasso per musei con papà; lo ricordo facendo lo stesso coi miei figli - BergamoNews

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Da bambina a spasso per musei con papà; lo ricordo facendo lo stesso coi miei figli

Questa rubrica è personale. Quindi, questa volta, vorrei dire qualcosa di me e di come sono arrivata ad amare l’Arte, sperando di riuscire a farla apprezzare anche a Greta e Giulio, i miei fari nei momenti bui, i miei critici della quotidianità.

Ho da poco compiuto 40 anni e volente o nolente, mi frullano in testa tantissimi pensieri. Il primo è che sono la fortunata mamma di due splendi bambini, gli animatori indiscussi della mia vita che mi rallegrano e mi riempiono il cuore tutti i giorni. Potrebbe essere banale riferirmi a loro, ma sono il meglio che ho fatto, le fondamenta di ciò che sono oggi. Frase criticabile, da chi non vuole avere figli o frase dolorosa, per chi li vuole e non riesce, ma questo è il mio bilancio di quarantenne.

Questa rubrica è personale. Quindi, questa volta, vorrei dire qualcosa di me e di come sono arrivata ad amare l’Arte, sperando di riuscire a farla apprezzare anche a Greta e Giulio, i miei fari nei momenti bui, i miei critici della quotidianità. Perché solo un figlio riesce, nella sua innocente intelligenza, a far ragionare e mettere in prospettiva un genitore, qualsiasi cosa accada.

Ho 40 anni, mio padre non arrivò neanche ai 50 per un tumore, lo persi quando avevo 12 anni. Per cui ogni numero di età che raggiungerò con uno zero dopo, sarà per me un traguardo. Oggi mi dico di essere fortunata, di avere una famiglia stupenda e di averne avuta una prima, davvero eccezionale, con una mamma ancora presente e super affettuosa, una sorella maggiore a cui posso chiedere aiuto se ne avrò bisogno ed un papà nei miei ricordi forte, divertente, a volte fuori dalle righe e soprattutto appassionato di Arte Contemporanea.

Mi ricordo di quando mi portava con lui in giro per Musei o Gallerie, solamente io e lui, giornate magnifiche, in cui si è radicato in me questo stupendo calore della bellezza artistica. Milano, Torino, Bergamo, Alessandria… Tutte città in cui sono stata con il mio papà e dove ho ammirato, con entusiasmo, tantissime opere d’Arte. Nel mio cuore ci sono ancora le sculture di Treccani, i dipinti di Dorazio, di Longaretti e di tanti altri artisti, tutti di nicchia, tutti talentuosi ma non di fama mondiale. Mio padre mi ha insegnato cosa voglia dire apprezzare l’Arte, non per forza quella enciclopedica, non per forza quella riconosciuta. Alcuni artisti me li ha presentati, ad esempio Gilardi, nel suo studio, mentre lavorava. Avevo credo 7 anni e si è presentato con una tuta completamente sporca di pittura, con un sorriso sulle labbra, un pennello in mano e mi ha detto che potevo usare tutto quello che volevo del suo studio. Ho ancora impresso dentro di me il profumo inebriante di quell’atelier, delle tempere ad olio. Ho vivida nella mente l’immagine dei mille pennelli nelle ciotole, dei cavalletti, le tele, delle macchie di colore ovunque.

Non era così scontato che potesse interessarmi questo mondo, eppure mio padre è riuscito a seminare dentro sua figlia un futuro. Mi sono laureata in Arte, visito spesso Musei o Gallerie, cercando il più possibile di andare con i miei figli.

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Certamente non li presso, non li obbligo, credo sia giusto debba essere una naturale evoluzione di ciò che possono fare i genitori, in questo caso, cercare di fargli conoscere la passione per l’Arte della loro mamma, senza pretese, senza aspettative, esattamente come fece con me il mio papà.

Per cui posso fermamente dichiarare che i nostri bambini assimilano assolutamente tutto, senza neanche aspettarcelo, loro respirano ed assaporano in parte la nostra vita, inclusa l’Arte.

La mia principessa ha appena preso 9 in Arte nella pagella, un 9 annoverato con altre materie, ma di questo voto si è risentita, con mio orgoglio celato, perché non comprendeva. In Arte si sente preparata. Ma è giusto così, perché le maestre sanno cosa fanno, conoscono mia figlia meglio di me in campo educativo.

Detto ciò mi sento in dovere di affermare che se vi interessa, potete portare i vostri figli con voi a visitare qualsiasi luogo, qualsiasi Museo, basta avere la capacità di coinvolgerli, partendo dai più comodi e fattibili. Ad esempio il Museo delle Scienze a Città Alta, con un passaggio al Giardino Botanico. La Gamec nelle sue molteplici attività dedicate ai bambini, il Museo Bernareggi con i laboratori organizzati, una veloce visita alla Fondazione Mazzoleni di Alzano Lombardo, un giretto presso la chiesa a Seriate ideata da Mario Botta. Vi elenco alcune delle mete effettuate insieme ai miei bambini qui a Bergamo. Ma la vastità nelle scelte è immensa.

Mi rendo conto di vivere in una piccola realtà provinciale, ma l’Arte è davvero radicata nella città in cui abito. Abbiamo notevoli Musei, Palazzi, Chiese e luoghi da poter visitare. Tour guidati di ogni tipo, soprattutto a Città Alta. Quello misterioso che narra di streghe, quello nel sottosuolo alla scoperta di posti attorno alle Mura entrando nei tombini o le visite nei nostri storici, bellissimi e nobili Palazzi, come Palazzo Moroni.

L’importante è far respirare ai bambini quell’idea di senso artistico, osservando le opere altrui o facendoli diventare loro stessi piccoli e felici creatori ed imbrattatori di qualcosa, basandosi sulla fantasia, partecipando a qualche laboratorio organizzato o semplicemente a casa propria.

Vivendo a Bergamo è tutto possibile perché la nostra città trasuda Arte, se la si vuol guardare. Basta vivere davvero la nostra città, in tutte le sue sfaccettature.

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