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Coronavirus, crescono i contagi ma anche i guariti, primi casi sul Sebino

Quello di Seriate tra i primi ospedali dotati di Cpap, i caschi che aiutano i pazienti a respirare

La buona notizia è che due pazienti che erano stati contagiati dal Coronavirus, provenienti dalla zona rossa, sono stati dimessi dall’Ospedale Sacco di Milano. La strada è ancora lunga nella battaglia contro il Covid 19 in Lombardia, ma inizia a vedersi la luce in fondo al tunnel.

Nella provincia di Bergamo intanto crescono i casi di persone contagiate, che arrivano a 243 e sono 34 in più rispetto a domenica, ormai sono sparse un po’ in tutta la provincia.  Il Covid-19 è arrivato anche sul lago d’Iseo, a Nord e a Sud delle sponda orobica. Tra le ultime segnalazioni in ordine di tempo quella di Giorgio Bertazzoli, sindaco d Sarnico:

Seguito dal primo cittadino di Lovere, Alex Pennacchio,  che pure ha avvisato i concittadini: “Cari Loveresi, mi è appena stata comunicata in via UFFICIALE da ATS (Agenzia di Tutela della Salute) la positività al COVID-19 di un nostro concittadino. Confermo che è stato messo in atto il PROTOCOLLO previsto per il caso, al momento non grave, e ATS sta verificando i contatti diretti avuti da questa persona negli ultimi 14 giorni. Voglio innanzitutto rassicurarvi sul fatto che ATS mi terrà in costante aggiornamento e vi chiedo di aiutarmi a gestire la situazione nel migliore dei modi, evitando di chiamare e/o scrivere in Comune per avere informazioni sulle generalità di questa persona poichè non solo ATS non le ha comunicate, ma, anche se fosse, nel rispetto delle norme sulla privacy e soprattutto della persona in questione, non verrebbero divulgate. Vi invito a non farvi prendere dal panico e a non creare allarmismo. In questa fase è importante essere collaborativi, rispettare le ordinanze e seguire il decalogo delle norme igieniche previste dal Ministero della Salute e pubblicate sul sito internet comunale www.comune.lovere.bg.it e sul gruppo WhatsApp Lovere Informa.”

Nel frattempo l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha spiegato che i presìdi di Lodi, Seriate e Crema, stanno diventando ospedali “a vocazione Coronavirus”.

“Sono i primi a farsi carico – ha detto – dei pazienti malati, ma probabilmente se ne aggiungeranno altri. Saranno quelli che dedicano e ‘trasformano’ i reparti di Medicina in Pneumologie e si fanno carico di pazienti meno complessi e che iniziano a utilizzare i ‘Cpap'”.

Si tratta di una sorta di casco (Continuous Positive Airway Pressure), utilizzato per non aggravare la situazione di pazienti con un quadro clinico non particolarmente complesso e non ancora ricoverati in terapia intensiva, che li aiuta a respirare. Nei Cpap viene indotto ossigeno così da aiutare i pazienti a respirare senza che si spostino dalla Pneumologia.

“Secondo gli esperti – ha detto l’assessore – i pazienti colpiti da Coronavirus possono avere bisogno di assistenza respiratoria, ma non per forza di un ricovero in terapia intensiva”.

Gallera poi, spiegando che da martedì potranno andare all’ospedale militare di Baggio “i pazienti dimessi, ma non ancora negativizzati e che quindi hanno ancora bisogno di qualche giorno di isolamento” ha detto di aver scritto, insieme all’assessore alla Protezione civile, Pietro Foroni, una lettera al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, per chiedere un aiuto anche da parte della sanità militare”. “Abbiamo già registrato – ha concluso – la più ampia disponibilità del ministero che ringraziamo”.

Nello specifico sarebbero pronte 80 caserme con 6.600 posti letto per fronteggiare l’emergenza. Strutture dislocate su tutto il territorio nazionale, ma nessuna sarebbe nella provincia bergamasca.

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