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Un borgo inghiottito dal lago: Tavernola Bergamasca e l’avvallamento del 1906

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa lungo le sponde del Sebino

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Una nube di polvere e un gran lamento che risaliva dal lago.

È questo lo scenario che si trovarono di fronte gli abitanti di Tavernola Bergamasca nella mattinata di domenica 4 marzo 1906, data in cui il piccolo borgo rischiò di esser inghiottito per sempre dalle acque del Sebino.

Sorto lungo i colli che si affacciano sullo specchio d’acqua, nel corso dei decenni l’abitato si è ulteriormente ampliato grazie anche alla sua posizione che gli consentiva di esser al centro dei commerci litoranei.

La fragilità geologica dell’area ha scatenato negli ultimi decenni una serie di smottamenti che, poco più di un secolo fa, ha rischiato di cancellare parte del centro storico.

Le prime avvisaglie di dissesto idrogeologico si videro già nella giornata di sabato 3 marzo quando poco dopo le 7 i crolli si portarono con sé edifici come Palazzo Grasselli e la sua loggia, la farmacia e l’ufficio postale e telegrafico addossati al primo.

Quando ormai tutto sembrava si fosse concluso e quando pareva esser arrivata l’ora di fare la conta dei danni, la natura tornò ad alzare pesantemente la voce.

La notte successiva i tavernolesi, riunitisi nelle frazioni a monte e nei pressi della Chiesa di San Pietro e dell’adiacente cimitero, ebbero infatti modo di udire il fragore causato da nuovi cedimenti.

Nonostante la forza distruttiva dell’ “avvallamento”, in paese si registrò soltanto una vittima, Pietro Zenti di 68 anni, avvicinatosi alla propria casa con una barca per recuperare i propri averi.

La tragedia rimase sempre nella memoria degli abitanti dell’area che negli ultimi decenni hanno vissuto nuovamente momenti di paura, riuscendo tuttavia ogni volta a rialzarsi.

Fonti

Gabriele Foresti (a cura di), Cent’anni fa sul Lago d’Iseo tra Brescia e Bergamo: gli appunti di viaggio di un Ispettore Generale delle Belle Arti in Francia, Sarnico, Edizioni Sebinius, 2005

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