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Il Coronavirus non ferma Lecce-Atalanta: Gasp in Puglia con la difesa decimata

Out Toloi e Djimsiti, potrebbe arretrare in difesa uno tra de Roon e Hateboer. Fischio d'inizio alle 15 allo stadio Via del Mare

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Dopo il turno casalingo non disputato a causa delle restrizioni dovute al Coronavirus, la Dea scende in Puglia per affrontare il Lecce.

Sarà, in generale, un week end calcistico particolare, con diverse partite che non si giocheranno ed altre, come quella dell’Atalanta, che invece si disputeranno regolarmente (con i tifosi in trasferta, anche). I possibili rischi legati a questo virus hanno indotto chi governa il calcio ad adottare decisioni drastiche che, se da un lato appaiono certamente logiche in ottica di tutela della salute, dall’altro indubbiamente rischiano di falsare il campionato.

Lasciando a chi è più esperto di me il compito di approfondire questi aspetti, proviamo a concentrarci sul solo tema della partita. L’Atalanta affronta questa insidiosa trasferta con un vantaggio sulla Roma ridottosi a tre punti, stante il fatto che i giallorossi sono invece riusciti a disputare la partita del 25° turno battendo proprio i salentini con un netto 4-0.

Ovvio che la Dea abbia una partita da recuperare e che quindi potenzialmente il distacco possa tornare ancora invariato, ma limitandoci all’analisi di questa trasferta non si può non evidenziare che il Lecce sul proprio terreno è un avversario molto temibile, tanto da rendere la vita complicata anche alle prime della classe. La compagine di Liverani produce un gioco molto arioso, affrontando i propri avversari generalmente a viso aperto. Questa caratteristica, che nella stragrande maggioranza dei casi crea complicazioni a parecchie formazioni, si dovrebbe però rivelare un vantaggio per gli uomini di Gasperini che sono micidiali quando hanno a disposizione spazi per potersi incuneare.

La squadra pugliese si trova al 16° posto della classifica con 25 punti, 3 in più rispetto alla terz’ultima e sta disputando un torneo francamente al di sopra delle aspettative, anche perché trascinata dai propri tifosi che in ogni occasione non stanno facendo mancare il loro apporto. Inequivocabili in tal senso i dati delle presenze al Via Del Mare in questo campionato, sempre abbondantemente al di sopra delle 20.000 unità ma anche in trasferta, dove i leccesi hanno vinto diverse volte, i tifosi sono sempre presenti in gran numero.

La rosa, non certo composta da giocatori di prima fascia, mi aveva sin dall’estate erroneamente portato a considerare la formazione salentina come una delle candidate ad una certa retrocessione. A questo punto della stagione, credo invece che continuando a giocare con questa vivacità la squadra di Liverani abbia buone chances di mantenere la categoria, pur nell’evidenza del fatto che la lotta sarà accesa sino al termine del campionato.

Oggi però l’Atalanta ha bisogno di portare a casa il bottino pieno, motivo per cui non potrà concedere sconti agli avversari che tra le mura amiche hanno battuto solamente il Torino e la Spal nelle ultime due partite casalinghe. Se a questo aspetto aggiungiamo che saranno di fronte l’attacco più prolifico e la difesa più battuta del campionato (49 reti subite), ecco che il cerchio potrebbe chiudersi. E, come direbbe il grande Peppino De Filippo, ho detto tutto.

Le due formazioni si sono affrontate in Puglia nella massima serie in 11 occasioni: 5 vittorie giallorosse, 3 pareggi ed altrettante vittorie nerazzurre. Prendendo in considerazione anche le gare disputate a Bergamo, compresa quella di andata, le vittorie salentine salgono a 6, 8 sono stati i pareggi mentre in 9 occasioni ha prevalso la Dea.

Complice la lunga militanza nei campionati cadetti dei leccesi, i precedenti sono abbastanza datati. Infatti la più recente vittoria nerazzurra al Via Del Mare risale all’ultima apparizione in terra pugliese: campionato 2011-2012, una doppietta di Denis, inframmezzata dal pareggio di Mesbah, diede la vittoria alla Dea. L’ultimo pareggio è datato 22 marzo 2009: le due squadre si divisero la posta a suon di gol, due da parte di Padoin e due di Caserta. Per trovare la più recente vittoria del Lecce bisogna tornare addirittura al campionato 2004-2005: allora fu una rete di Bojinov a dare la vittoria ai suoi.

La vittoria con maggior scarto a favore della Dea si è verificata in due occasioni consecutive, ossia nei tornei 2000-2001 (Rossini e Doni) e 2001-2002 (Ventola e Morfeo) allorché i nerazzurri prevalsero per 2-0. L’affermazione più netta a favore dei salentini (che corrisponde anche alla gara più ricca di reti) è invece il 5 a 1 del torneo 1993-1994: la rete di Ganz illuse i nerazzurri che furono poi sommersi di gol.

In casa leccese è recuperato Saponara che presumibilmente affiancherà Mancosu per sostenere la punta Lapadula. Fermo, invece, Farias, mentre in forte dubbio Deiola, Babacar e Falco. A centrocampo Petriccione può essere affiancato da Barak e Majer. Tra i pali Gabriel potrebbe sostituire Vigorito.

Mister Gasperini dovrà purtroppo fare a meno di Toloi, vittima di una lesione muscolare, e Djimsiti, non ancora al meglio per via di un guaio muscolare. Senza l’albanese il tecnico potrebbe adattare de Roon nel terzetto arretrato (accanto a Caldara e Palomino) oppure rimpiazzarlo con Hateboer. Da non escludere il passaggio alla difesa a quattro, infoltendo la mediana con Pasalic ed abbassando gli esterni Castagne (o Hateboer) e Gosens. In avanti Gomez, Ilicic e Zapata.

L’unico ex della partita è Luis Muriel, 29 presenze e 2 reti in maglia giallorossa quando ancora era un ragazzino. Tra i giocatori non più in attività che hanno indossato entrambe le maglie ricordo con un sorriso Ernesto Chevanton, capo cannoniere in serie A nella storia del Lecce, che a Bergamo non ha brillato ma che la curva elevò ad idolo lodandone il suo costante impegno.

I pronostici sono tutti ampiamente a favore dei nerazzurri: gli scongiuri sono d’obbligo.

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