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Messa del Miracolo a Treviglio, l’arcivescovo: “Coronavirus, reazioni sproporzionate” fotogallery

L'evento si è tenuto a porte chiuse per la prima volta a memoria di storici da quando si ricorda il miracolo del 28 febbraio 1522

“Il bene, la vocazione a cui siamo chiamati, è più alto della banalità. Il male, quello che ci insidia, è più profondo di quello che sta nei discorsi banali”. È stato questo il tema al centro dell’omelia dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che a Treviglio ha celebrato stamattina, alle 8, nel Santuario di Treviglio Madonna delle Lacrime la messa del Miracolo (svelamento dell’affresco della Vergine) senza fedeli e con celebrazione trasmessa in diretta streaming su Facebook per via dell’emergenza coronavirus.

L’evento si è tenuto a porte chiuse per la prima volta a memoria di storici da quando si ricorda il miracolo del 28 febbraio 1522, quando l’affresco della Madonna lacrimò convincendo il generale francese Lautrec a risparmiare la cittadina bergamasca dalla distruzione. Anche la messa “La Vespertina” di venerdì alle 18.30 è stata celebrata a porte chiuse con trasmissione via social.

“L’allarme di questi giorni ha suscitato reazioni emotive sproporzionate”, ha detto nell’omelia l’arcivescovo di Milano aggiungendo che “a volte sembrava che la cosa più importante fosse: ‘Ah, se avessi il frigo pieno, per non pensare al vuoto che ho dentro il cuore. Se almeno avessi un rimedio palliativo per non pensare all’insidia mortale che mi atterrisce'”.

Delpini ha poi notato che “le reazioni constatate in questi giorni hanno generato enormi paure per cose piccole, hanno suscitato desideri meschini che hanno soffocato i grandi desideri e le paure veramente spaventevoli”.

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