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Il Coronavirus trasforma i concorrenti in alleati: bar di via dei Caniana aperti a turno

30&Lode, Il Salottino, Blubar e Opera Prima hanno deciso di fare squadra per affrontare l'emergenza che ha dato una netta sforbiciata alla clientela: solo uno al giorno tiene alzata la serranda nel pomeriggio.

Quattro bar nel giro di 100 metri, uno accanto all’altro: in condizioni normali si parlerebbe di “concorrenza spietata”, di caccia al cliente in una zona, quella dell’Università degli Studi di Bergamo, appetibile dal punto di vista del bacino d’utenza.

Ma in tempi di emergenza, dettata dalle misure precauzionali prese dalla Regione Lombardia per evitare la diffusione del Coronavirus, tutto viene visto da un’altra prospettiva: soprattutto
in seguito alla sospensione di lezioni, esami e sedute di laurea per una settimana che hanno dato una netta sforbiciata all’abituale clientela.

Così i gestori dei quattro bar, 30&Lode, Il Salottino, Blubar e Opera Prima, hanno iniziato ad organizzarsi, trovando dal momento negativo uno spunto di grande positività: dopo la normale attività mattutina, a turno solo uno di loro ogni giorno tiene alzata la serranda nel pomeriggio.

Bar via dei caniana
Bar via dei caniana

“Un’iniziativa nata spontaneamente tra noi esercenti di via dei Caniana – spiega Laura de Il SalottinoOgnuno di noi ha sempre fatto i propri interessi ma lunedì, trovandoci in una situazione desertica, ci siamo guardati in faccia e abbiamo cercato una soluzione. Per l’attuale bacino d’utenza, microscopico, quattro attività aperte sono davvero troppo. Per noi questa doveva essere la settimana più redditizia del trimestre, quella del ripristino a pieno ritmo delle lezioni. Invece ci siamo trovati in questa situazione che ha tagliato le gambe a tutti”.

Bar via dei caniana

Ne è nato un comitato spontaneo di via, che come primo provvedimento ha messo in campo la turnazione delle aperture pomeridiane: “Abbiamo deciso di provare – continua Laura – Avevamo notato che il momento più critico era il pomeriggio dopo pranzo, con la via svuotata e solo residenti, per lo più anziani, che rimanevano in zona. Era demotivante stare 10 ore dietro al bancone a guardare nel vuoto, battendo una decina di scontrini al massimo. Uno di noi tiene aperto, su tutte le altre serrande avvisiamo i clienti l’esercente di turno. È un modo anche per sostenerci a vicenda e riprenderci da una crisi mentale. Ma ci sembrava anche scorretto togliere completamente il servizio, anche se fosse per pochi: per noi rimane una spesa enorme tenere aperto, con questi incassi, ma volevamo lanciare un segnale di speranza per tutta l’area, oggi quasi abbandonata e demoralizzata”.

Bar via dei caniana
Bar via dei caniana
Bar via dei caniana
Bar via dei caniana

Una sinergia positiva e quasi sorprendente: “Questa collaborazione ci sta piacendo molto – spiega ancora Laura – Già stiamo pensando a qualcosa di più ampio per tutto il quartiere una volta che questa emergenza sarà finita. Immaginiamo una festa di via, come avviene in tante altre zone della città. Potrebbe essere un bello spunto, per creare uno spirito comunitario e valorizzare un quartiere che oggi vive prevalentemente attorno all’Università. Speriamo che le istituzioni si accorgano dei danni causati da questo blocco: per ora possiamo solo fare rete e collaborare, tenendo alto il morale”.

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