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Diffamazione: Di Pietro va in tribunale per avere i 186mila euro che Sgarbi gli deve

Dopo undici sentenze di condanna per diffamazione,

Antonio Di Pietro, l’ex magistrato di mani Pulite che vive a Curno nella Bergamasca, si è mosso per vie ufficiali per avere i risarcimenti previsti dopo le cause per diffamazione vinte contro Vittorio Sgarbi, che gli deve in tutto a 186mila euro. Per questo ha avviato una procedura esecutiva al tribunale di Macerata, come spiega Paola Pignatelli de Il Resto del Carlino, tribunale competente sulla questione visto che Sgarbi è residente a San Severino

I due personaggi hanno avuto più volte modo di confrontarsi, nel corso degli anni, in varie trasmissioni televisive. Ma l’ex pm non ha gradito alcune espressioni colorite usate dal critico d’arte nei suoi confronti, e dal 2014 al 2017 ha ottenuto undici sentenze di condanna per diffamazione, con la previsione di varie somme a titolo di risarcimento, da poche migliaia di euro fino a 35mila euro. In totale, sono 186mila euro.

Le sentenze sono esecutive, e a questo punto l’ex leader dell’Italia dei valori è passato all’incasso.

Per prima cosa ha individuato tutta la lista di potenziali creditori di Sgarbi, dai quali prendere le somme: la Camera, visto che è deputato, l’Inps, poiché percepisce una pensione da funzionario statale, il Comune di Sutri di cui è sindaco, la casa editrice La nave di Teseo con cui ha pubblicato diversi libri, la Fondazione Cavallini Sgarbi a Ferrara di cui è presidente, la Fondazione Canova a Possagno di cui è presidente, la Fondazione Ferrara arte di Ferrara di cui pure è presidente, e ancora il Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto, perché è presidente anche di quello, e infine gli emolumenti che riceve da Rai, Mediaset, La 7 e Rti (sempre gruppo Mediaset) per le varie comparsate in televisione (anche se ora Mediaset lo ha congelato dopo alcuni recenti exploit). A tutti questi possibili creditori di Sgarbi, Di Pietro ha personalmente notificato i documenti che lo riguardavano avviando la procedura esecutiva a Macerata, per i pignoramenti.

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