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Gorlago, uccise la moglie dell'ex amante: l'accusa chiede l'ergastolo - BergamoNews
A brescia

Gorlago, uccise la moglie dell’ex amante: l’accusa chiede l’ergastolo

La presunta omicida ha sempre parlato di una lite degenerata e negato di aver appiccato il fuoco alla rivale

Carcere a vita. È questa la pena richiesta dalla procura di Brescia nei confronti di Chiara Alessandri, la 44enne di Gorlago accusata di aver ucciso e dato alle fiamme Stefania Crotti, moglie di Stefano Del Bello, suo ex amante.

Giovedì 27 febbraio la richiesta dell’accusa, nel corso del processo che si sta svolgendo al tribunale di Brescia.

Il delitto il 17 gennaio di un anno fa, pianificato  qualche settimana prima, secondo chi ha indagato. Inizialmente, prima di un amico, la presunta assassina aveva contattato un altro uomo per farsi aiutare per portare Stefania dall’uscita della ditta in cui lavorava al suo garage, dove è avvenuto il delitto. Si tratta di un suo spasimante, per il quale era pronta a ricambiare il suo interesse dopo quel favore, ma che non era disponibile per impegni di lavoro.

Dopo l’aggressione in garage, con quattro colpi di martello, Alessandri avrebbe caricato il corpo della 42enne, credendola morta, nel baule della sua Classe A e da Gorlago l’avrebbe portato tra i vigneti di Erbusco, nel Bresciano, per poi darle fuoco. Venne ritrovato da un ciclista il giorno seguente.

Chiara Alessandri, secondo gli inquirenti, coordinati dal pm Teodoro Catananti, era ancora innamorata di Del Bello, con il quale aveva avuto una relazione da marzo ad agosto dello scorso anno e avrebbe fatto di tutto per riaverlo. Nello stesso periodo anche la vittima aveva avuto una frequentazione con un 48enne, sempre di Gorlago. Del Bello e sua moglie però a settembre erano tornati insieme e stavano ricostruendo quel consolidato rapporto che avevano da quando erano adolescenti, per poi sposarsi nel 2002 e sette anni fa avere una bimba.

A Chiara non andava giù questo riavvicinamento. Come riferito da Del Bello, inviava messaggi minacciosi a lui e alla sua consorte, che spesso apostrofava con termini poco carini in riferimento al flirt che aveva avuto. Aveva provato in ogni modo a convincere Stefano a tornare con lei. Fino all’idea, poi realizzata, di eliminare sua moglie.

La presunta omicida, in carcere a Brescia, ha sempre parlato di una lite degenerata e negato di aver appiccato il fuoco alla rivale. Ora è accusata di omicidio volontario, premeditato, e di soppressione di cadavere.

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