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Disastro Juve, pari Napoli: è l’Atalanta la più bella italiana in Champions

Non solo perché è stata l'unica a vincere e convincere, ma anche perché è quella più vicina alla qualificazione agli ottavi dopo il match d'andata

L’Atalanta vince anche senza giocare.

Vedi le italiane in Champions e poi senti i commenti, dopo il primo round dei quarti che vede vincente solo l’Atalanta, parità per il Napoli e battuta la Juve. E gli opinionisti, Fabio Capello su tutti, puntando il dito sulla prestazione poco convincente della Juve, sottolineano che i campioni d’Italia, a Lione, avrebbero dovuto giocare… da Atalanta.

Perché l’andamento lento dei bianconeri in Serie A (tipico, tanto poi Dybala o Ronaldo la risolvono) non si può esportare in Champions, dove si gioca proprio un altro calcio. Se vai a due all’ora, paghi. E a vedere Lione-Juve e nello stesso tempo Real Madrid-Manchester City, scopri due modi diversi di interpretare il calcio, perchè a Madrid ritmo e intensità sono quelli europei, senza i quali non si può prescindere per essere al passo con le grandi. Vedi anche la vittoria del Bayern a Londra sul Chelsea…

Lione-Juve 1-0, la delusione di Ronaldo
Ronaldo

Manchester City e Bayern vincono e stravincono spesso con quattro gol di scarto e allora si cita ad esempio l’Atalanta, che pure per quattro volte si è imposta con più di quattro gol. Mentre la Juve ha abitudini diverse, probabilmente convinta di essere più forte e quindi, come è successo a Lione, non si spreme troppo. Poi ribalterà il risultato al ritorno, ma sicuramente una candidata alla vittoria in Champions non può giocare come ha fatto, la squadra di Sarri, nel primo tempo.

Ci vogliono sempre testa e gambe per affrontare al meglio ogni partita, in tutte le categorie e a maggior ragione in Champions dove chi ha più ritmo e intensità può fartela pagare cara. Ce ne siamo accorti, nel nostro piccolo mettendoci nei panni dell’Atalanta, a Zagabria contro la Dinamo. E viceversa il cambio di atteggiamento contro il Manchester City a Milano ma già a Manchester, fino al trionfo di Kharkiv contro lo Shakhtar e alla prova perfetta contro il Valencia. O quasi. Però, ripetiamo, insistere a rimarcare il gol subìto è eccessivo di fronte a una grande prestazione e a un risultato altrettanto straordinario, in cui forse nessuno avrebbe creduto. Vuol dire che il gol subìto servirà a tenere ancora più alta l’attenzione al ritorno.

Mercoledì 19 febbraio: Atalanta-Valencia 4-1
Atalanta

L’Atalanta deve tenere vivo quel sogno che si chiama quarti di finale ed è ora molto più vicino alla realtà. In teoria, dopo la prima manche, è l’italiana messa meglio, ma guai a staccare il piede dall’acceleratore: conoscendo Gasperini non dovrebbe succedere, per lui la miglior difesa è l’attacco e non certo la voglia di speculare sul risultato, che non fa parte del dna della Dea. Quando Sarri nel dopopartita di Lione dice che i giocatori non lo capiscono e sono troppo lenti, viene da pensare come reagirebbe Gasp che sembra tarantolato anche quando la sua squadra vince con quattro gol di scarto.

Dispiace per Toloi, che dovrà saltare la sfida spagnola. Rafael è un trascinatore e sarà un’assenza pesante, come all’andata aveva dovuto dare forfait Djimsiti. Ma dovranno tutti dare una mano alla difesa e il primo a farlo è sempre proprio il capitano: il Papu dà l’esempio di questa Atalanta ‘tutti per uno’ che può davvero entrare nel G8 delle grandi d’Europa.

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