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Coronavirus, l’azienda di bus: “No a gite e trasferte, fino a 30 disdette al giorno”

La Flaccadori di Casazza: "Prenotazioni cancellate da qui a maggio, a rischio il 50% del fatturato per un'ottantina di imprese"

Claudio Flaccadori, dell’omonima ditta di autonoleggio a Casazza, parte da una premessa: “Capisco l’emergenza sanitaria e non voglio metterne in discussione la priorità, ma mettetevi nei miei panni: mi ritrovo trenta disdette al giorno tra gite scolastiche e gruppi stranieri che non vogliono più venire in Italia. Per le aziende del comparto il danno è enorme”.

L’imprenditore bergamasco, in questa fase delicata, prova a farsi portavoce delle preoccupazioni dei colleghi. Se non altro quelli che lo “subissano di telefonate”, preoccupati dalle disposizioni emanate dalla Regione e dal Governo per contrastare il Coronavirus. “Anche perché – sottolinea – non abbiamo una vera e propria associazione di categoria. Da un giorno all’altro molti di noi si sono ritrovati l’agenda vuota, con disdette da marzo fino a maggio. Chi aveva acquistato dei mezzi nuovi sta annullando gli ordini, perdendo tutti i soldi delle caparre”.

Per Flaccadori quello che va da marzo a maggio è “il periodo più redditizio dell’anno, tra gite scolastiche e ponti festivi. Di questo passo rischiamo di veder bruciato il cinquanta per cento del fatturato, forse più”. Una situazione critica, soprattutto per quelle realtà che non hanno introiti se non quelli del noleggio bus per i viaggi organizzati (non occupandosi dei trasporti di linea). “In Bergamasca siamo un’ottantina circa – osserva Flaccadori -. La nostra provincia, insieme a quella di Brescia, è quella con il parco autobus pro capite più alto”.

Quindi, che cosa fare per evitare il collasso? “A Regione e Governo non chiediamo soldi, ma che si studino delle possibilità di cassa integrazione anche se non siamo nella zona rossa, pur subendo le stesse restrizioni – conclude – e interventi di agevolazione a livello fiscale e bancario”. Come l’eventuale congelamento delle rate dei mutui piuttosto che dei leasing.

Una situazione che interessa molti altri settori, paralizzati dalle misure di contenimento del virus, in questo momento la priorità assoluta per le istituzioni. Martedì il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione frutto della unificazione di quattro distinte mozioni inizialmente presentate dai gruppi Lega, Forza Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

Il documento impegna la Giunta regionale “a prevedere, compatibilmente con le risorse disponibili nel Bilancio regionale, misure dirette di sostegno straordinarie-contributi e/o finanziamenti agevolati, nei confronti delle categorie economiche colpite dai provvedimenti restrittivi dovuti alla diffusione del Coronavirus su tutto il territorio lombardo, e a farsi carico presso il Governo affinché si faccia promotore di una serie di azioni necessarie a sostenere le attività imprenditoriali, economiche e lavorative in genere, che risultano penalizzate dall’attuale emergenza sanitaria”.

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