Ernesto, il primo bergamasco morto per Coronavirus abitava a Villa di Serio - BergamoNews
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Ernesto, il primo bergamasco morto per Coronavirus abitava a Villa di Serio

Ravelli aveva 83 anni ed era già malato da tempo. Non è chiaro dove e da chi sia stato contagiato

Era arrivato al Papa Giovanni nel pomeriggio di domenica 23 febbraio dall’ospedale Pesenti-Fenaroli di Alzano Lombardo. Le sue condizioni erano già molto critiche. Tanto che in serata, poco prima delle 23, è deceduto. Si chiamava Ernesto Ravelli il primo bergamasco morto per il Covid 19.

L’uomo, 83 anni, abitava in via Castagna 9 a Villa di Serio. Si era trasferito lì da Alzano Lombardo con la moglie Rachele, che però ora è ricoverata in casa di riposo, ed era padre di tre figli, due maschi e una femmina.

Ravelli era già gravemente malato da tempo e nelle ultime settimane era stato ricoverato ad Alzano dove era stato sottoposto a un intervento. Nei giorni scorsi era stato dimesso, ma dopo un improvviso peggioramento sabato sera aveva fatto ritorno al Pesenti-Fenaroli.

Domenica mattina il personale sanitario l’ha sottoposto agli esami dai quali era emerso che aveva contratto il Coronavirus. Non è chiaro dove e da chi sia stato contagiato.

All’esito del test, nel giro di pochi minuti è stato disposto il trasferimento d’urgenza all’ospedale cittadino, centro di riferimento per il Covid 19, dove poi si è spento.

Il parroco di Villa di Serio, don Paolo Piccinini, ha spiegato che la data del funerale non è ancora stata fissata. In ogni caso, secondo l’ordinanza di Regione Lombardia, la cerimonia funebre sarà aperta solo ai parenti stretti dell’uomo: oltre alla moglie, i suoi tre figli.

Ernesto Ravelli abitava in un appartamento di via Castagna 9 a Villa di Serio, non lontano dal palazzo comunale. Da tempo era alle prese con una grave malattia e per questo non si vedeva più in paese.

Nel frattempo restano ricoverati all’ospedale Papa Giovanni in condizioni stazionarie gli altri bergamaschi con il Coronavirus, il 54enne di Nembro e l’83enne residente in zona stadio, oltre ai tre membri di una famiglia cremonese giunti da Trento.

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