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Coronavirus a Bergamo: cosa sappiamo finora, “coprifuoco” e contagi

Dal primo caso accertato nella mattinata di domenica ai provvedimenti presi dalla Regione Lombardia tramite un'ordinanza valida per tutto il territorio.

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La giornata di sabato 23 febbraio era iniziata con una buona notizia: i tamponi svolti fino a quel momento sulle persone che manifestavano sintomi sospetti avevano dato esito negativo.
Domenica, invece, con la prima conferma è stato tutto un susseguirsi di eventi e decisioni.

Il primo caso accertato

La notizia del primo paziente risultato positivo al test del Coronavirus ha iniziato a diffondersi nella tarda mattinata di domenica: si tratta di un 83enne di Bergamo, ricoverato al Papa Giovanni XXIII. L’ospedale ha preso immediatamente i necessari provvedimenti, avvisando anche i pazienti residenti nella zona di Codogno e comuni limitrofi della prossima riprogrammazione concordata degli appuntamenti per visite, esami e ricoveri già fissati.

I pazienti con visite ambulatoriali o day hospital programmati sono invece invitti a presentarsi regolarmente o disdire per tempo attraverso i consueti canali; quelli con interventi chirurgici programmati non urgenti potrebbero essere contattati per rinviare e lasciare eventuali posti letto. Pazienti invitati non chiamare il centralino o il reparto, sarà il personale ospedaliero a contattare.

Le prime contromosse

Già dalla tarda serata di venerdì il premier Giuseppe Conte aveva annunciato il rinvio delle manifestazioni sportive di alto livello in Lombardia e Veneto: Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria e Verona-Cagliari. A Bergamo stop anche per la pallavolo, con la sospensione per la Zanetti che sarebbe stata impegnata sul campo di Busto Arsizio.

Piano piano i sindaci hanno iniziato, su consiglio della Regione, a vietare le sfilate di carnevale previste nei rispettivi Comuni.

A metà mattinata, in concomitanza con le prime conferme sulla positività di un paziente, un vertice d’emergenza è stato convocato in Prefettura.

L’istruzione

Dopo lo stop di una settimana delle Università, nel senso che è sospesa l’attività didattica (le lezioni) mentre il personale tecnico amministrativo svolge regolarmente il suo lavoro perché gli uffici sono aperti, la misura è stata estesa a tutti i servizi educativi dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado, nonché alla frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza.

Fermate anche le uscite didattiche e i viaggi di istruzione, in Italia e all’estero.

Gli altri casi in provincia di Bergamo

Nel pomeriggio di domenica il pronto soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo viene chiuso: due uomini, un 85enne che era ad Alzano ma residente a Villa di Serio e un 65 pure proveniente dall’ospedale di Alzano ma abitante a Nembro, sono risultati positivi al Coronavirus e poi trasferiti al Papa Giovanni.

L’Ospedale di Alzano ha poi riaperto qualche ora più tardi.

Sono queste, alla serata di domenica, le uniche conferme arrivate dalla Regione Lombardia sui casi accertati nella nostra provincia.

Al Papa Giovanni anche una famiglia di 3 persone di Soresina (Cremona), trasferiti da Trento dopo la positività riscontrata.

I provvedimenti della Regione

Nel pomeriggio di domenica, alle 17.15, l’assessore al Welfare Giulio Gallera e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana hanno convocato una nuova conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione.

Centodiciotto persone risultate positive, su oltre 800 tamponi effettuati: un’incidenza del 12%. Di questi il 50% è a casa, il 40% ricoverato e il 10% in terapia intensiva. Due i decessi in regione (a cui si aggiunge quello in Veneto).

Bergamo, identificata come zona gialla al pari del resto della regione ad eccezione della zona del Basso Lodigiano, si atterrà alle disposizioni generali contenute in un’ordinanza firmata dal presidente Fontana nella serata di domenica e valida fino all’1 marzo, comunicate ai sindaci in teleconferenza durante una riunione al Centro Congressi Giovanni XXIII.

Si è deciso per la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, eventi, riunioni in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico sportivo e religioso (funerali solo in forma privata), anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico.

Confermata la chiusura di tutte le attività scolastiche (gite comprese), stop a musei, cinema, luoghi di cultura, biblioteche, procedure concorsuali, attività degli uffici pubblici fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

Fissato l’obbligo per individui in arrivo da zone a rischio di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio.

Per quanto riguarda l’applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva fra gli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva, per il personale sanitario e dei servizi essenziali, verranno individuate disposizioni speciali con successivo apposito provvedimento regionale.

Le chiusure delle attività commerciali sono disposte in questi termini: bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico sono chiusi dalle 18 alle 6, verranno definite misure per evitare assembramenti in tali locali.

Per gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati è disposta la chiusura nelle giornate di sabato e domenica, con eccezione dei punti di vendita di generi alimentari;

Chiuse anche le manifestazioni fieristiche.

Il caso del ristorante di Zogno

Matteo Ricco, titolare della trattoria pizzeria Da Cecca a Spino al Brembo, frazione di Zogno, ha scelto di tenere chiuso in via precauzionale fino a martedì 25 il proprio locale dopo aver appreso della presenza nello stesso, la sera di San Valentino, di un cittadino milanese risultato positivo al Coronavirus.

Qui l’intervista. 

Assalto ai supermercati

Al diffondersi delle prime notizie ufficiali sui casi accertati nella nostra provincia, i supermercati sono stati presi d’assalto: carrelli stracolmi e code alle casse. Tra gli introvabili i freschi, generi alimentari di prima necessità e gel igienizzante per le mani.

La notizia e le foto qui. 

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