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Fisioterapia a Zingonia: “Ecco le patologie che trattiamo in ambulatorio”

Per conoscere meglio i trattamenti che vengono eseguiti ambulatorialmente abbiamo chiesto l’intervento della fisioterapista Giulia Marcandalli

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In questo mese di febbraio abbiamo deciso di presentare l’importanza della fisioterapia ambulatoriale. In Habilita rappresenta un aspetto peculiare dell’attività che viene svolta quotidianamente in tutte le sue sedi. Oggi parliamo dell’attività che si svolge nella sede di Zingonia. Per conoscere meglio tutti i trattamenti che vengono eseguiti ambulatorialmente e per sapere quali sono le patologie che vengono trattate più comunemente abbiamo chiesto l’intervento della fisioterapista Giulia Marcandalli.

“Le patologie più frequenti – spiega l’esperta– sono collocabili in quattro grandi macroaree: quella ortopedica, quella neurologica, le scoliosi dell’età evolutiva e alcune tipologie di patologie rare, a seconda della fase e del tipo di patologia. In ambito ortopedico trattiamo sia pazienti post chirurgici che pazienti che stanno seguendo un percorso di cure di tipo conservativo. Nella prima categoria possiamo considerare chi ha subito un intervento a causa di patologie degenerative come, ad esempio, fenomeni artrosici per i quali è stato necessario l’inserimento di protesi di anca, ginocchio o spalla, oppure patologie per cui è avvenuta una degenerazione dei tessuti tendinei come la ricostruzione di cuffie dei rotatori. Tra i pazienti post chirurgici inseriamo anche coloro che sono stati operati a seguito di un trauma importante. In questo caso parliamo di fratture ossee per cui si è reso necessario un intervento di sintesi, piuttosto che traumi tendinei e legamentosi come il classico intervento di ricostruzione del legamento crociato, frequente soprattutto per il paziente sportivo. Generalmente prendiamo in carico il paziente nella prima fase, quella post chirurgica, e da qui lo accompagniamo fino al completo recupero delle autonomie in tutti gli aspetti della vita quotidiana (lavorativi e ricreativi)”.

Fisioterapia a Zingonia

Seguite anche pazienti ortopedici non chirurgici, vero?

Esatto. Si tratta di quei pazienti che stanno seguendo un percorso conservativo. Sono persone che hanno avuto traumi meno importanti o che comunque non hanno avuto indicazioni chirurgiche. In questo caso si incontrano spesso distorsioni o fratture ossee trattate con il gesso. Ci sono poi patologie legate al dolore, spesso persistente o cronico. Anche per tutti questi casi si crea con il paziente un percorso legato alla gestione del dolore stesso, cercando di fornire ai pazienti degli strumenti che li rendano autonomi nella gestione della problematica. Per quest’ultima categoria mi vengono in mente soprattutto cervicalgie, lombalgie, problematiche di dolore diffuso.

Per la categoria dei pazienti neurologici?

Principalmente lavoriamo con pazienti che hanno avuto un evento acuto, generalmente vascolare (spesso si tratta di ictus emorragico o ischemico), oppure con pazienti che hanno avuto patologie neurodegenerative. Naturalmente va sempre valutata la condizione singola del paziente. In alcuni casi, infatti, i pazienti vengono trattati in regimi più complessi rispetto all’attività ambulatoriale. Da noi tendenzialmente arrivano dopo alcuni mesi dall’evento acuto. Qui impostiamo un programma di mantenimento che tenga in considerazione tutte le autonomie residue del paziente. Si svolgono sedute più dilazionate nel tempo ma che forniscano sia al paziente che ai familiari gli strumenti adeguati per poter mantenere tutte le abilità utilizzate nella vita quotidiana.

Fisioterapia a Zingonia

Ci sono poi anche i pazienti in età evolutiva

Da noi si rivolgono spesso anche diversi pazienti giovani, in età evolutiva, quindi sotto i 18 anni. In molti casi trattiamo pazienti con diagnosi di scoliosi: con loro impostiamo un programma di ginnastica propriocettiva.

Quali trattamenti è possibile ricevere in ambulatorio?

Noi cerchiamo sempre di seguire le linee guida proveniente dal background di studi e dalla letteratura medico-scientifica. Le ultime indicazioni spiegano che l’attività fisica è lo strumento più efficace che possiamo avere a disposizione, ovviamente a seconda del tipo di patologia, della fase in cui viene presa in carico e delle necessità specifiche del paziente. Ad esempio i pazienti chirurgici o quelli con un dolore molto forte nella prima fase del loro percorso fisioterapico vengono gestiti in modo più manuale, con mobilizzazioni che hanno come obiettivo la riduzione del dolore per poi fornire al paziente tutti gli strumenti necessari per impostare uno stile di vita attivo e sano che è alla base del mantenimento del benessere fisico.

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