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Dribbling da mal di testa, magie e gol da fenomeno: è Ilicic l’X-Factor dell’Atalanta

Dieci gol nelle ultime undici partite, 14 in Serie A dove senza rigori sarebbe secondo solo a Immobile: i nerazzurri e Gasp non possono fare a meno della fantasia dello sloveno.

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Una telefonata allunga la vita, diceva lo slogan di un famoso spot televisivo.

E lo sappiamo bene anche a Bergamo se, come racconta Gian Piero Gasperini, da lì è partita anche la (meravigliosa) storia atalantina di Josip Ilicic. Merito, appunto, del Gasp, che dopo la prima stagione in nerazzurro già terminata con uno splendido quarto posto, pensava alla nuova squadra.

“All’Atalanta serviva una botta di fantasia” e allora, in una notte insonne di tre estati fa ad Arenzano, “decisi di telefonare al nostro direttore Sartori. Lui mi annunciò ‘guarda che Ilicic è sul punto di firmare per la Samp, ha programmato le visite. Riesci a parlargli?’ Avevo conosciuto Josip a Palermo, mi illuminò: ‘Mister, se vuoi non vado alla Samp e scelgo te’. Svoltammo”.

Detto, fatto. Se il Papu Gomez è la bussola del gioco, il punto di riferimento costante a tutto campo, Ilicic è l’X-factor, il fuoriclasse che ti cambia la partita. Ce ne siamo accorti anche quando non c’era, vedi la doppia sfida con Copenaghen di due anni fa, soprattutto la prima finita senza reti dopo tante occasioni gol non trasformate. E ce ne rendiamo conto oggi, in quella che è la miglior stagione calcistica della carriera di Ilicic, che a 32 anni compiuti poco più di venti giorni fa si sente come il vino, “miglioro invecchiando”.

Lo dicono i numeri: 10 gol nelle ultime 11 partite, miglior bomber nerazzurro della stagione con 14 reti in Serie A, che vuol dire anche secondo assoluto dopo Immobile, se non si contano i calci di rigore.

Il laziale sarebbe a 16 (più 10 rigori) e subito dopo c’è Ilicic con 14, seguito a 13 da Ronaldo (più 7 rigori) e Lukaku (più 4 rigori).

È arrivato a 44 gol in maglia nerazzurra e fra due reti potrà entrare nella top ten, raggiungendo Nova a 46. Ha segnato il suo primo gol in Champions, contro il Valencia, una splendida rete di destro mentre i difensori avversari cercavano di bloccargli il sinistro, credendo di fermarlo. Lui, tranquillo, ha risposto: “Non mi piacciono le cose facili” e quel gol ha dato il la al poker nerazzurro.

Ilicic (come il Papu) non ha una controfigura, nel senso che uno come lui è insostituibile, ripete spesso il Gasp che lo conosce bene, dai tempi del Palermo, sette anni fa.

Quel Gasperini che di telefonate ne ha fatte più d’una, per riavere e poi blindare il suo gioiello. Come racconta lo stesso Ilicic: “In passato sono stato vicino all’addio, volevo giocare per lo scudetto, non c’era solo il Napoli e il primo a chiamarmi per trattenermi fu Gasperini. Ora sono felice dove sono e vorrei giocare sempre la Champions League”.

Sicuramente Ilicic sta facendo il possibile per riconquistare la Champions in Serie A, con i suoi gol da cineteca, ogni tiro una perla da conservare e rivedere, come quello da metà campo contro il Torino. O le triplette, specialità di casa Ilicic, due anni fa a Verona contro l’Hellas e poi al Chievo, a Reggio Emilia nel 6-2 al Sassuolo e meno di un mese fa a Torino, nell’incredibile 7-0 contro i granata. Ma naturalmente Fenomeno Ilicic non fa gol solo fuori casa: spettacolari le sue doppiette a Bergamo, nel doppio 5-0 contro Milan e Parma.

Se, come spiega Pep Guardiola con una battuta molto spiritosa, “affrontare l’Atalanta è come andare dal dentista”, ecco state tranquilli che quando il pallone arriva tra i piedi di Ilicic, il Professore (come amano chiamarlo i suoi compagni) può fare molto male.

Perché lui pensa prima degli avversari, è imprevedibile, ogni giocata è un lampo di classe e, se non manda in gol un compagno, la risolve personalmente. E calcia a rete. Oppure devono fermarlo, metterlo giù.

Presto tornerà a fare gol anche su punizione: mica può segnare sempre, su calcio piazzato, da metà campo…

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