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Le donne impressioniste: storia di Berthe Morisot

Berthe Morisot, spesso nominata e ricordata come la modella di molti quadri di Manet, è stata in realtà un’importante artista francese di stampo impressionista.

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Siamo abituati a ragionare secondo gli uomini che hanno fatto la storia di un periodo, di una lotta, di un movimento artistico, e, spesso, anche noi donne cadiamo nella trappola del considerare solamente gli esponenti uomini dei movimenti che dobbiamo analizzare senza cercare di scoprire se, allo stesso livello, siano esistite donne che abbiano lasciato un segno.

La mentalità della supremazia maschile è entrata a tal punto nell’immaginario comune che non mi passa nemmeno per la testa di poter parlare di un’artista impressionista donna, come se l’abitudine escludesse automaticamente questa possibilità.

Negli scorsi giorni al cinema è uscito il documentario-evento “Gli Impressionisti Segreti” e, dopo non essere riuscita a vederlo, mi è venuta voglia di documentarmi per capire chi potessero essere questi artisti dimenticati o lasciati spesso in un angolo.

Mi sono stupita nello stupirmi davanti a una quantità considerevole di nomi di donne, e mi sono vergognata. Oggi allora, per rimediare a questa mancanza, parliamo di una donna: Berthe Morisot.

Berthe Morisot, spesso nominata e ricordata come la modella di molti quadri di Manet, è stata in realtà un’importante artista francese di stampo impressionista. Cresciuta in un ambiente colto, inizia a dipingere a sedici anni per gioco. Innamorata dell’arte sarà una degli artisti di casa al Louvre dove passerà le giornate a riprodurre le tele dei grandi maestri e ad imparare da loro.

Morisot parteciperà a sette mostre (su otto totali) degli Impressionisti, segno di una completa adesione alla corrente e di una completa riuscita dei propri lavori. Come ogni Impressionista, Berthe dipingerà soprattutto all’aperto (en plain air) , con una particolare attenzione al ruolo della luce e alle sfumature che essa dona ad ogni elemento e utilizzando colori accesi e decisi.

Le critiche non mancheranno poiché, negli ideali della società dell’Ottocento, la carriera artistica non si addice ad una donna; Berthe Morisot sarà però sempre appoggiata e stimata dai suoi colleghi artisti.

Studiare la storia dell’arte significa conoscere una società dall’interno e poterne osservare le contraddizioni e gli aspetti fondamentali: i quadri della Morisot, infatti, presentano una caratteristica che manca nei suoi colleghi uomini e che ci può fare pensare. Spesso, le scene da lei rappresentate sono scene domestiche, che si svolgono in casa e che hanno come soggetti membri della famiglia; questo non accade quasi mai nei quadri di Monet o di Renoir proprio perché, essendo uomini, hanno la possibilità di passare la giornata in giro per la città o per la campagna e di dipingere ciò che osservano.

Morisot, in quanto donna, ha meno opportunità di uscire e di partecipare alla vita mondana ed è per questo che nei suoi quadri le scene sono prevalentemente scene “di casa”. Nella sua tela “La culla” i soggetti sono la sorella, che ha appena partorito, e la nipotina Blanche: la scena si carica di sentimento ed è proprio questo il valore aggiunto che la Morisot riesce a dare alle sue opere. Il suo esser donna si riflette nell’affetto e nell’atmosfera d’amore che si percepiscono in molte sue opere: Berthe è donna e artista, ma anche madre, sorella, zia.

La figlia Julie diventerà uno dei suoi soggetti principali ed è questo che colpisce: la capacità di trasformare l’espressione artistica e la tecnica in sentimento ed emozione, l’essere in grado di donare eloquenza ad una tela bidimensionale ed estranea al vissuto dell’osservatore che però, chissà come, riesce a sentirsi subito parte di una grande famiglia.

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