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“Mi piace aiutare gli altri”: Nora Idrissi, volontaria a Bergamo di Islamic Relief

Nora Idrissi è una ragazza come tante altre, ha delle ambizioni, vorrebbe diventare qualcuno. Frequenta il quinto anno del liceo scientifico delle scienze applicate al “Giulio Natta” di Bergamo. Ma ha una passione: aiutare il prossimo. È una volontaria dell'Islamic Relief.

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Nora Idrissi è una ragazza come tante altre, ha delle ambizioni, vorrebbe diventare qualcuno. Frequenta il quinto anno del liceo scientifico delle scienze applicate al “Giulio Natta” di Bergamo, tenterà il test di ammissione a medicina, vorrebbe diventare un medico come tantissime altre ragazze.

Ma ha una passione: aiutare il prossimo. È una volontaria dell’Islamic Relief.

Cos’è l’Islamic Relief? Di cosa si occupa?

Faccio parte di questo gruppo da ormai un anno. A dir la verità faccio volontariato da sempre, ho collaborato con “Mato Grosso” che non è altro che un’associazione che raccoglie delle donazioni per le catastrofi naturali e la costruzione di infrastrutture in Sud America. Ho deciso di cambiare “compagnia” perché mi è piaciuta la storia di quest’associazione. È nata in Inghilterra nel 1984 attraverso l’iniziativa di un giovane ragazzo che di fronte a un disastro in Siria ha deciso di raccogliere dei soldi. La prima donazione era di 20 centesimi da parte dei suoi fratelli all’interno di un sacchetto di plastica. E da lì l’associazione si è estesa sempre di più, tant’è che è riconosciuta dall’ONU in più di 40 paesi in tutto il mondo. IR aiuta in caso di disastri naturali e di emergenze, raccogliendo fondi e fornendo aiuto psicologico, istruzione, formazione come per esempio la costruzione di pozzi in terre aride. Uno di questi gruppi è quello italiano, suddiviso in sottogruppi tra cui quello di Bergamo di cui faccio parte. Siamo circa in 35 volontari, quasi tutti giovani. Siamo uno dei gruppi più numerosi in Italia in seguito a Bologna. Siamo riusciti in pochissimo tempo a raccogliere tantissime persone.

Abbiamo numerose organizzazioni con scopi umanitari, cosa vi rende diversi dalle altre?

Innanzitutto ciò che ci rende diversi è già il nome: ”Islamic Relief”. Per quanto per alcuni la parola “Islamic” possa essere un pregiudizio, in realtà la rafforza perché si basa sui precetti islamici, la stessa parola Islam significa pace, quindi portare la pace. Fare un’azione buona verso l’altro, ci sono versetti del Corano che dicono che anche il solo buongiorno è già una donazione. Ovviamente opera anche in Paesi dove la religione non è quella Islamica, in quanto ha operato ultimamente fornendo aiuti per gli incendi in Australia, si attiva ovunque ci sia una calamità naturale, ovunque serva.

Perché hai scelto di fare la volontaria? Chi o cosa ti ha spinto?

A me piace aiutare gli altri, l’ho fatto inizialmente nel mio piccolo mondo scolastico offrendo una mano. Successivamente ho allargato il mio orizzonte, puntando sulle associazioni di volontariato. Il volontario ha una ricompensa emotiva, ti senti di aver fatto un’azione che ha un buon fine, che potrà aiutare realmente qualcuno, che farà sentire meglio qualcuno.

Nora islamic relief

Perché credi che il volontariato sia così importante?

Certe iniziative non possono essere sostenute dallo Stato, i cittadini devono scendere in campo per comprendere la reale situazione della nostra società. L’intervento diretto del cittadino porta a una valutazione differente del fenomeno che ci si pone davanti. Un conto è sentire “C’è la guerra in Siria”, un altro è mettersi in campo e capire come vivono le persone che sono lì.

Cosa fate concretamente a Bergamo? Dove possiamo trovarvi?

La nostra sede è in viale Nastro Azzurro. Cerchiamo di organizzare eventi ogni mese o quando possibile per la raccolta dei soldi finalizzati ai sostentamenti economici. A Natale abbiamo organizzato una raccolta fondi per la creazione di pozzi d’acqua nei paesi in cui si soffre di siccità, dove l’acqua non è potabile o non è reperibile direttamente. Cerchiamo anche di organizzare iniziative divertenti con lo scopo di raccogliere soldi e periodicamente organizziamo anche cene di beneficenza.

Dalle adozioni agli aiuti economici. Tu, come volontaria, di cosa ti occupi?

Essendo un piccolo gruppo ci limitiamo a organizzare questi eventi per raccogliere fondi da inoltrare ai rispettivi uffici di Islamic Relief. Ogni gruppo ha un corrispondente ufficio nel posto in cui si opera, che si occupa dello smistamento sia dei pacchi cibo che delle donazioni.

Cosa ti lascia, emotivamente parlando, aiutare il prossimo?

Aiuto il prossimo perché mi sento bene. È la natura dell’uomo aiutare chi ne ha bisogno, mettersi in campo per aiutare qualcuno in difficoltà nel modo migliore possibile. Da grande vorrei allegare la mia competenza medica al gruppo di volontariato, diventare un medico volontario. Credo che l’appagamento emotivo dopo aver salvato una vita sia molto più elevato.

Hai qualche storia da raccontarci?

La nostra associazione organizza dei viaggi per i rappresentanti dei vari gruppi, che si immedesimano nelle condizioni di povertà, come per esempio una settimana nel deserto. Io non ho mai fatto una di queste esperienze, però mi è stata raccontata da un ragazzo. Quando andò in Siria, rimase stupefatto dal comportamento di una signora depressa. Il ragazzo andò da lei, chiedendole cosa avesse, lei rispose dicendo che non trovava alcun motivo per vivere avendo perso i suoi figli a causa della guerra, perché essendo mamma i figli erano l’unica motivazione per vivere. Nonostante ciò il gruppo è riuscito a strapparle un sorriso, è riuscito a farla ridere, a farla riflettere sulla quantità di persone che, pur provenendo dall’altra parte del mondo, tenevano a lei. Tenevano a quelle persone, erano lì per aiutarla.

Nora islamic relief

Che messaggio vorresti dare alle ragazze e ai ragazzi di Bergamo?

Innanzitutto superate i pregiudizi. È brutto da dire, siamo nel 2020 e molti ragazzi basano i loro ideali sui preconcetti. Bisognerebbe varcare questo confine, questa barriera. Bisognerebbe andare avanti, sorvolare sul modo di vestirsi, sul colore della pelle e sulla religione.

Noi non siamo la nostra pelle.

Noi non siamo i nostri abiti.

Noi non siamo la nostra religione.

Noi siamo noi, indipendentemente da tutto. Superate i pregiudizi, quest’associazione ne è un esempio.

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