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Intesa Sanpaolo compra Ubi, Bergamo da protagonista a provincia dell’impero?

Tutti gli azionisti di Ubi ieri hanno festeggiato. Il balzo delle azioni è una manna piovuta dal cielo. Vero. Ma al territorio cosa resta?

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È il mercato bellezza. Bisognerebbe partire da qui. Il mercato comanda e ha le sue regole. Ubi Banca è una società per azioni, ha trasformato il suo essere banca popolare in Spa diventando un colosso, raggruppando banche del territorio che avevano nel radicamento sul territorio il loro valore aggiunto. Fino a diventare un “bancone”, niente doppio consiglio, nessuna forma federale. A quel punto Ubi, che tutti reclamavano come il cavaliere bianco in grado di soccorrere la sventurata Monte dei Paschi, nel suo tentennare e allontanare la fusione con Banco Bpm è rimasta un pesce ghiotto da servire sul piatto.

Diciamoci la verità: l’operazione lanciata da Intesa Sanpaolo poteva arrivare da un altro colosso, magari non italiano, ma europeo. Non dimentichiamoci che la scacchiera sulla quale giochiamo non è più tra i confini nazionali, sebbene alcuni politici insistano a segnare il territorio.

Ora che cosa cambia? Non solamente per Ubi, ma per Bergamo. L’operazione è andata in porto anche perché l’azionariato bergamasco non ha saputo far rete con quello bresciano. Anzi. E i bresciani capita che la partita poteva essere persa hanno lasciato fare ai fondi che di fatto hanno in pugno Ubi. Da popolare a Spa la società ha cambiato il suo scopo. L’utile non guardava più ai soci e al territorio. Ma solo ai primi che ora si chiamano azionisti. Creare valore e distribuirlo. Così è stato fatto in questi anni. Così è nell’operazione con Intesa Sanpaolo.

Tutti gli azionisti di Ubi ieri hanno festeggiato. Il balzo all’insù del 23% delle azioni è una manna piovuta dal cielo. Vero. Ma al territorio che cosa resta? Che ne sarà dell’attenzione verso istituzioni come la Carrara, la Gamec, l’Università di Bergamo, l’ospedale Papa Giovanni XXIII?

Che politica intraprenderà  Sacbo ora che nella sala dei bottoni siedono più milanesi che bergamaschi? L’alleanza con gli altri scali si farà? E l’aeroporto bergamasco avrà benefici?

Ora si apre una partita in cui si decide se essere protagonisti o restare provincia di un impero. Forse è il momento in cui gli imprenditori che hanno dato vita al patto del Car e altri si devono far sentire e cercare di avere un peso all’interno del colosso Intesa Sanpaolo.

Non tutto è perduto. Anzi. Si gioca su un piano diverso e di prestigio: basta saper stare al tavolo.

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