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Aggressioni negli ospedali, Carnevali: “Pene più severe per i responsabili”

L'onorevole bergamasca illustra il disegno di legge “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni”

Dopo l’articolo sull’aggressione al Pronto Soccorso delle Cliniche Gavazzeni, un caso non isolato, si muove anche la politica. L’onorevole bergamasca Elena Carnevali illustra il disegno di legge dal titolo “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”:

“Con l’approvazione di giovedì del testo finale in commissione Affari Sociali e Giustizia – spiega la deputata PD – , ora mandato all’esame delle commissioni di competenza, prima del suo approdo in aula nei prossimi giorni, abbiamo esteso le misure di tutela del personale sanitario e sociosanitario anche agli assistenti sociali, agli educatori e al personale volontario, come ad esempio coloro che sono coinvolti nelle attività di soccorso.

elena carnevali

L’inasprimento delle pene in caso di lesioni personali gravi (da 4 a 10 anni di reclusione) o gravissime (da 8 a 16 anni di reclusione) e l’estensione delle aggravanti nei delitti commessi con violenza e minaccia, l’obbligo di costituirsi parte civile per le aziende e le pubbliche amministrazioni e la procedura d’ufficio.

Le stesse tutele che vengono garantite ai pubblici ufficiali. La formazione e la prevenzione sono poi gli altri due capisaldi del testo, oltre alla previsione nei piani di sicurezza di protocolli operativi con le forze dell’ordine per garantire interventi tempestivi.

Un segnale tangibile che i professionisti non sono più soli nell’opera di contrasto dei frequenti casi di violenza nei loro confronti, consapevoli che l’organizzazione del lavoro per migliorare i tempi di attesa, la comunicazione e l’informazione ai pazienti sono altrettanto fondamentali. Ma si sappia che niente può giustificare l’uso delle violenze nei confronti di coloro che agiscono nell’interesse della salute individuale e collettiva”.

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